Siti di scommesse esteri 2026: la legge 401/1989 arriva anche al giocatore

Updated Ottobre 2026
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Verificato il 31 Ottobre 2026 contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e contro l’elenco dei siti inibiti aggiornato dall’Agenzia.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Chi cerca «siti di scommesse esteri» cerca quasi sempre una cosa sola: un bookmaker che non chieda le credenziali italiane, che non blocchi il conto dopo tre scommesse vincenti, che non pretenda la copia del documento prima del primo prelievo. Una parte di quel desiderio è legittima, un’altra è un malinteso sul funzionamento del mercato italiano, e una terza parte è un rischio che vale la pena guardare in faccia prima di versare il primo euro. Su un dominio senza concessione l’offerta esiste e funziona: le quote arrivano, i mercati anche. Quello che non arriva è tutto il resto — la supervisione di ADM (ex AAMS), il Registro Unico degli Autoesclusi, i limiti che si scelgono in registrazione, un foro italiano se qualcosa va storto. E, dal lato di chi punta, c’è di più: l’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, come ADM stessa ha scritto il 28 febbraio 2024, non punisce solo chi organizza o pubblicizza. Sanziona anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari, con ammenda e arresto fino a tre mesi. Quanti casi del genere siano finiti davanti a un giudice, e a quanto ammonti l’ammenda in concreto, non è dato sapere da alcuna fonte pubblica: la norma però esiste, è scritta, ed è l’Agenzia a richiamarla. Chi apre un conto su un brand .com lo fa quindi con una clausola di rischio che un concessionario non porta con sé.

Vale la pena dirlo subito, perché orienta tutto il resto: la concessione in Italia si assegna per sito, non per azienda, e la si ottiene per gara pubblica, non a domanda. Il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza») ha ridisegnato la cornice: la gara del settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Nove anni senza rinnovo automatico, art. 6, comma 3, del medesimo decreto. Chi vuole offrire scommesse a quota fissa in Italia deve stare dentro quel perimetro, e chi ci sta dentro accetta in cambio palinsesto approvato evento per evento, limiti di deposito fissati con l’Autorità e un regime fiscale che il concessionario non può rinegoziare mentre la concessione è in corso. Il prezzo della regolarità, insomma, non lo paga solo il bookmaker.

I dieci operatori esaminati qui sotto sono tutti concessionari, tutti su dominio .it, tutti presenti nell’elenco ADM. Non è una classifica dei migliori in senso assoluto e non è una raccomandazione: è il confronto tra i profili di chi sta dentro il perimetro, fatto sui numeri di concessione, sulle condizioni che gli operatori stessi scrivono e su ciò che le loro app dichiarano di coprire. Fuori da questo perimetro ci sono decine di brand con licenza Curaçao, Malta o Anjouan che accettano giocatori italiani: nessuno di loro compare per nome in queste pagine, e non per prudenza editoriale, ma perché nessuna licenza straniera ha valore in Italia e nominarli in una lista di opzioni sarebbe un consiglio travestito da descrizione. Quello che si può fare, e che si fa, è descrivere la zona senza concessione per ciò che è: un’offerta senza rete sotto.

Perché la concessione ADM è l’unico criterio che conta davvero

Si può discutere all’infinito su quote, margini, cash out e bonus. Tutto quello che si discute, però, presuppone una cosa che non si vede: che qualcuno risponda di quella partita. Nel mercato italiano quel qualcuno è ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS — e la sua lista di siti autorizzati è l’unico test che separa le due zone. Non c’è un’alternativa, non c’è una lista concorrente, non c’è un’autocertificazione che tenga.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

L’elenco si legge con attenzione, perché inganna. Alla lettura del 25 ottobre 2026 conta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una società può comparirvi più volte: Eurobet Italia S.r.l. vi porta Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, tre siti distinti, tre domini distinti. La concessione è del sito, e questo spiega una cosa che sorprende molti lettori: il nome del concessionario quasi mai coincide con il marchio che si vede in vetrina. Lottomatica è di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., Betsson e StarCasinò fanno capo ad Azzurri Limited, Bwin a Eurobet Italia. Se un giorno si vuole verificare una concessione, il posto dove guardare non è la home page ma i termini e condizioni, dove il concessionario è tenuto a dichiarare numero e ragione sociale. È un dettaglio noioso e decisivo insieme.

Poi c’è il buco nell’elenco, ed è il buco che genera quasi tutti gli equivoci sul tema. La lista non ha una colonna dei giochi. Un nome iscritto significa che quel sito può offrire gioco a distanza con vincite in denaro, non che offra scommesse sportive. La concessione può coprire, in combinazione variabile, scommesse sportive e ippiche a quota fissa, totalizzatori, giochi di abilità e carte, scommesse con interazione diretta tra giocatori (betting exchange), bingo, casinò. Un operatore può avere l’autorizzazione per il poker e il casinò e non per il calcio. Che l’offerta sportiva esista davvero lo dice il sito dell’operatore, non l’elenco. E, rovescio della medaglia, il fatto che un brand non compaia tra i dieci descritti qui non significa che sia privo di concessione: il mercato è più ampio di qualunque lista ragionevole, e Unibet, Betway, 1xBet e 22bet semplicemente non figuravano tra le 52 righe al 25 ottobre 2026.

La conseguenza pratica per chi legge è questa. Una verifica fatta bene ha tre passaggi: cercare il nome del concessionario, non quello del marchio; controllarlo nell’elenco ADM; aprire i termini dell’operatore e leggere lì quale gioco è autorizzato. Chi salta il terzo passaggio può trovarsi con un conto aperto su un sito perfettamente legale che però non ha scommesse sportive.

Le dieci piattaforme a confronto

La tabella mette in fila le dieci piattaforme di questo confronto con due informazioni che raramente si trovano nella stessa schermata: chi risponde della concessione e cosa le condizioni dell’operatore dicono su un punto che cambia da brand a brand. La seconda colonna è quella che conta di più quando si confrontano due conti, perché è l’unica che il marketing non riassume in uno slogan.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.
Piattaforma Numero di concessione ADM e concessionario Cosa dicono le condizioni dell’operatore
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Copertura sportiva ampia con streaming per il live: Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP tra gli eventi seguiti
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Registrazione con documento fronte e retro in .pdf, .jpg o .png oppure con SPID di livello 2, OTP compreso; limite di ricarica, spesa e tempo scelto in registrazione su base giornaliera, settimanale e mensile
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Benvenuto Sport: bonus da 10 € immediato a chi si registra con SPID, 5 € di verifica dopo l’invio dei documenti entro 96 ore con registrazione manuale
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga), coppe europee e oltre 20 tipi di sport con risultati in diretta
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Bonus reale del 100 % del primo deposito fino a 50 €, per nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo 20 €
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, più una sezione Supercombo con mercati a quota maggiorata
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto che va da calcio, tennis e basket a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e politica
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con pre-match e live su Premier League, Champions, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis

C’è una cosa che la tabella mostra senza volerlo. Nove dei dieci concessionari sono società con sede dichiarata italiana e ragione sociale trasparente; due hanno un nome che rimanda a Malta, e questo non è una nota di colore, è la struttura normale del settore: il capitale deve avere sede nello Spazio economico europeo, non necessariamente in Italia, e le licenze dei grandi gruppi internazionali convivono da anni con l’iscrizione all’elenco. Il lettore che cerca un «bookmaker italiano» in senso stretto lo trova nella ragione sociale, non nel marchio.

Cosa fa un bookmaker estero, e cosa non fa, quando parla alla clientela italiana

Il bookmaker estero che accetta giocatori italiani non è un’azienda il cui sport è la scommessa: è un’azienda che rischia di meno. Nessuno può oscurarlo, nessuno gli impone un limite di deposito scelto dall’autorità, nessuno gli chiede un piano di investimento per nove anni. Il rovescio di questa libertà è che non c’è nemmeno una pagina pubblica su cui verificare le sue regole, e in una disputa su un prelievo la controparte è a Migliaia di chilometri e sotto una legge diversa.

Il punto che quasi nessun lettore ha chiaro è che la differenza non sta nella bontà dell’offerta, ma in tre cose che si scoprono solo quando servono. La prima è il palinsesto. Art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024: il palinsesto è il programma di eventi — sportivi, ippici e non sportivi — e di tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e si può scommettere solo su eventi che vi compaiono, con ADM che aggiunge gli eventi uno per uno (a settembre 2026, per esempio, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore). Fuori da quel perimetro, il mercato è libero di essere ancora più ampio. La seconda è la quota fissa contro il totalizzatore: la scommessa a quota fissa è il prodotto centrale, il totalizzatore esiste nella legge e non è detto che un brand online lo offra. La terza è il betting exchange, gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e)) in cui il concessionario mette in contatto anonimo chi punta e chi banca; la documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo in capo al concessionario.

Poi c’è un mercato che la legge tratta in modo sorprendentemente diverso dai bookmaker: l’ippica. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), insieme alle scommesse sportive. I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté e simili, definiti all’art. 2, lett. h) — stanno invece nella lett. c) e richiedono una concessione propria. Sono due cose diverse con due permessi diversi, e chi cerca «scommesse ippiche estero» leggendo le due voci come una sola sbaglia il confronto prima ancora di aprirlo.

C’è poi la questione delle scommesse su eventi simulati. L’art. 2, lett. v) definisce le scommesse su eventi simulati — sport, corse di cavalli e altre competizioni generate al computer o mostrate con un evento reale preregistrato — e le ammette dentro la concessione per le scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». Il regime fiscale delle giocate virtuali è a sé: 24,5 % sull’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Chi crede che Virtuali sia un ripiego gratuito rispetto al calcio sbaglia di poco, ma sbaglia.

Il punto che resta aperto, e che merita di essere detto perché riguarda la vita quotidiana più dei massimi sistemi: le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi, non sono note, e non esiste qui un elenco dei mercati live. Il «Live» lo offre ogni grande operatore, ma con quali paletti lo decide il concessionario dentro il palinsesto approvato. Chi scommette in-play trova la risposta nei termini dell’operatore, non in una pagina dell’Agenzia.

Bonus di benvenuto e codice promozionale: quattordici sillabe che significano qualcosa di preciso

Il «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e vale la pena prenderlo alla lettera. La legge vieta la pubblicità, non l’esistenza del bonus: il cosiddetto Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la legge 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». Il divieto copre anche la pubblicità indiretta.

Questa è la ragione per cui quasi tutte le pagine che descrivono bonus scommesse si somigliano, e per cui nessuna di esse ha un tono promozionale: non è una coincidenza, è un divieto. Non esiste un tetto di legge al bonus, né un tetto ai requisiti di puntata, quindi ammontare, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni di ciascun operatore e cambiano da brand a brand. Il rigioco è la voce che trasforma un annuncio in un costo, ed è quella che quasi nessuno legge prima di accettare.

La cornice cambia per chi guarda fuori. Il divieto pubblicitario è una regola italiana e vale in Italia: un sito estero può fare pubblicità aggressiva senza violare nulla di ciò che ADM applica ai concessionari, ed è esattamente il motivo per cui la sua offerta sembra migliore. Non lo è necessariamente. Semplicemente non è misurata con lo stesso metro.

C’è una proposta legislativa che ha fatto discutere e che va tenuta al posto suo: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni. Il suo esito non risulta, e alla data di questa verifica il divieto è in vigore. Chi costruisce un confronto su un’ipotesi di modifica normativa costruisce su sabbia.

Un ultimo dettaglio nella cornice delle regole italiane riguarda i mezzi di pagamento. L’art. 22, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per fermare i prestatori di servizi di pagamento che trattano denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore non è confermata. E i «punti vendita ricariche» dell’art. 13 sono cosa diversa da un metodo di pagamento qualunque: tabaccai e ricevitorie iscritti in un registro apposito, che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti già registrati o con contanti fino a 100 € a settimana in totale, e che non possono pagare vincite né restituire il saldo. La registrazione al registro costa 100 € l’anno al punto vendita.

Un margine che non si vede: 1,90 / 1,90 su una settimana da 100 €

Vale la pena fare il conto su un caso semplice, perché è il caso di chiunque legga. Si immagini un giocatore che sceglie in registrazione il limite di deposito settimanale di 100 € e decide di giocarli una volta sola, su un evento a due esiti — una finale di tennis, un GG/NG, una partita senza pareggio possibile — con quota di mercato 1,90 su entrambi i lati. Non è una quota citata da nessun bookmaker: è un esempio, e serve a mostrare un meccanismo.

Il margine del bookmaker si ricava da tutte le quote di uno stesso mercato, non da una sola. La quota di ritorno è 1 diviso la somma di 1/1,90 e 1/1,90, cioè 1 diviso 1,0526, ossia circa 0,95; il margine è il resto, 100 % meno la quota di ritorno, quindi intorno al 5 % (4,99 % per la precisione). Su 100 € puntati, una scommessa identica ripetuta un numero enorme di volte restituisce in media circa 95 € e ne trattiene 5. Con una puntata singola la varianza è totale: quel numero descrive una media, non la partita di nessuno.

Da qui il costo atteso. Se i 100 € sono il volume di puntate settimanali su un mercato con quel margine, il costo medio di una settimana di gioco è 100 € per il 5 %, cioè circa 5 €. Il risultato va letto come una banda, perché il margine di una partita può essere più generoso o più severo di quello dell’esempio. Su mercati principali di un grande campionato europeo il margine sta ragionevolmente tra il 4 % e il 6 %, e il costo settimanale di una giocata da 100 € cade quindi in una forbice di circa 4-6 € a settimana. Non è una perdita certa: è quello che quel tipo di gioco costa in media a chi comincia, e l’unica cosa che il giocatore controlla davvero sono il numero di puntate e il margine del mercato su cui le piazza.

Il confronto che rende il numero utile è con il bonus. Un bonus di 50 € che richiede un rigioco, o una quota minima, o una scadenza, non è 50 € in tasca: è 50 € di giocate future su cui grava lo stesso margine. Un bonus di importo modesto con un requisito di puntata leggero e una scadenza generosa vale più di un bonus grande con rigioco pesante e quote minime alte, e questo si vede solo leggendo le condizioni. E il conto è lo stesso anche quando il bonus non c’è: giocare 100 € a settimana costa circa 5 € a settimana di valore atteso per il giocatore, qualunque sia l’operatore.

Betfair, l’exchange che non è un bookmaker come gli altri

Betfair è l’unico operatore di questo confronto che offre qualcosa di strutturalmente diverso dalla scommessa contro il banco. Con la concessione n. 16028 (Betfair Italia S.r.l.) gestisce anche il betting exchange, che nella legge italiana è un gioco a sé: art. 6, comma 1, lett. e), e definizione all’art. 2, lett. u). Il giocatore può fare la parte di chi punta o quella di chi banca, e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo i due lati. Sul piano del prezzo, un exchange non incorpora un margine nella quota come un bookmaker: incassa una commissione sulle vincite nette. La quota di ritorno che si legge in una tabella 1X2 di un concessionario classico, qui non esiste nello stesso senso.

Sul lato dell’offerta pre-match, l’app Sport propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con mercati unici a quote maggiorate. La documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50; un articolo di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo in capo al concessionario.

Per chi confronta, l’exchange è il posto dove il margine del bookmaker diventa visibile per contrasto: le commissioni sono esplicite, il margine no. Un lettore che soffre la sensazione di pagare qualcosa che non vede trova qui l’unico punto di trasparenza strutturale, e paga per quella trasparenza in liquidità — su un mercato sottile, la quota disponibile dall’altra parte semplicemente non c’è.

Il posto di Betfair, in una rosa tutta di concessionari, è preciso: è la piattaforma che spiega al lettore quanto vale il margine che gli altri nascondono. Per l’utente che cerca la quota più lunga su una partita di Serie A, la differenza con gli altri nove è secondaria. Per chi vuole capire perché due quote identiche sulla carta non restituiscono la stessa cifra, è il punto di partenza.

Dove il gioco diventa problema, e chi risponde quando succede

Questa è la sezione che il tema rende obbligatoria, e non per adempimento formale: su un sito senza concessione, la rete di protezione che qui si descrive semplicemente non esiste, e la differenza tra le due situazioni è più grande di quanto la parola «estero» lasci intendere.

La base normativa italiana è l’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024. Elenca: auto-limiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. L’art. 15, comma 2 aggiunge un obbligo di informazione: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

Il punto operativo è l’autoesclusione. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018 e l’iscrizione blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata chiesta, più le sale fisiche. Chi si autoesclude da un operatore si autoesclude da tutti gli altri, e questo è il senso stesso del registro: non un patto tra il giocatore e l’azienda, ma un blocco di sistema. Le durate e le forme sono quelle che i termini degli operatori e la pagina ADM indicano. Admiralbet, per esempio, prevedeva autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Una fonte di settore riferisce che le forme parziali di esclusione decorrono dalla stessa data. Sono termini che cambiano, ed è un bene che cambino, perché un blocco rigido produce l’effetto opposto a quello cercato.

Poi c’è il buco, ed è quello che il lettore deve portare a casa: un sito senza concessione non è collegato al RUA. Chi si autoesclude resta perfettamente libero di aprire un conto su un dominio estero lo stesso pomeriggio. Il registro è un sistema chiuso, e la sua copertura finisce dove finisce l’elenco ADM.

Sui limiti c’è una cosa che sfugge quasi sempre, ed è tecnica nel senso buono del termine. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite al momento dell’iscrizione con una regola asimmetrica: un limite ridotto ha effetto immediato, un limite aumentato entra in vigore dopo sette giorni. Admiralbet lo scrive nelle proprie condizioni, estendendo la scelta a ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. L’asimmetria non è un cavillo: è la protezione, perché il momento in cui si vuole alzare il limite è quasi sempre il momento sbagliato. Il tetto che ADM fissa nella gara non è noto.

Sull’identità, infine, c’è una regola che vale la pena conoscere prima di aprirsi un conto e non dopo. Il conto di gioco richiede identificazione completa; gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia del documento oppure con SPID, e alcuni aggiungono CIE. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e CIE accanto alla registrazione classica, con il divieto di gioco per i minori di 18 anni; AdmiralBet accetta il documento fronte e retro in .pdf, .jpg o .png, oppure SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. Senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti resta sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Tradotto: chi si registra con il documento classico ha un mese di tempo, e per tutto quel mese il proprio saldo è fermo in un conto che non può svuotare.

Il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 è il riferimento pubblico per chi ha bisogno di parlare con qualcuno, e gli strumenti di gioco responsabile di un operatore come bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione. Sono strumenti; il registro è un blocco. Chi ha un problema serio ha bisogno del secondo.

L’elenco dei siti oscurati: come funziona, quanto dura, cosa costa agli altri

ADM blocca i siti privi delle autorizzazioni previste dal 2007, e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti.

L’elenco è pubblico e la sua gestione è cambiata di recente. Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione; l’ultimo elenco aggiornato risale al 13 ottobre 2026. Il reindirizzamento porta a una pagina di avvertenza che segnala che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia.

Qui la descrizione va completata con quello che si vede provando, non con quello che dice la norma. Il blocco opera a livello DNS, e alcuni fornitori sono più lenti di altri ad allinearsi. Nel 2025 un’ordinanza ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono alcune decine o centinaia di domini ciascuno. Ma i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», non «chiusi»: un sito oscurato non è un’azienda cessata, è un indirizzo che quel giorno non risponde dalla rete italiana. Chi apre un conto su un brand oscurato non perde il conto — perde la strada per arrivarci, e i soldi restano dall’altra parte di un indirizzo che cambia.

L’ultimo pezzo riguarda soggetti che non c’entrano nulla con le scommesse e subiscono comunque le conseguenze. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto da ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata, ai sensi dell’art. 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41. È una cifra per violazione, non per anno: un provider con centinaia di domini in elenco non ha un problema di interpretazione normativa, ha un problema aritmetico.

Sul versante dei media e della pubblicità il quadro si chiude. La legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero; ADM ricorda che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. L’art. 4, comma 4-bis della stessa legge copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero. Una proposta di legge da queste parti si guarda due volte prima di scriverne.

Del divieto pubblicitario si discute da tempo, e vale la pena registrare lo stato dell’arte. AGCOM non ha rilevato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione della sanzione minima fissa di 50.000 €. Due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Nessuno di questi passaggi sospende la norma, che resta in vigore.

La tassa sul gioco, e la Regola che cambia per chi è fuori

Il fisco italiano tassa il gioco, ma tassa l’operatore, non il giocatore. Questa distinzione è il cuore di tutto ciò che segue, e spiega perché il tema «siti esteri» ha conseguenze fiscali molto concrete.

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato) è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, e si calcola sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, dopo che in passato erano al 43 % e al 47 %. Una proposta nel «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è noto.

Per il giocatore, la conseguenza è quasi invisibile e quasi sempre fraintesa: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo è in capo al concessionario. Il giocatore incassa la somma netta e non compila nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non confermata da una pagina dell’amministrazione finanziaria: su questo, come su qualunque cosa fiscale, la persona prudente consulta un commercialista.

Poi c’è il cambio di scenario, ed è quello che nella pratica fa la differenza. Le vincite ottenute su siti privi di concessione o esteri sono trattate dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati od ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va scritta per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Fermarsi qui, però, sarebbe comodo, perché l’interpretazione dell’Agenzia vale per qualunque vincita da gioco online, non solo per quella che si crede esente. Un giocatore che tiene un conto su un dominio estero e vince non ha una vincita netta: ha una somma da dichiarare per intero, senza poter scaricare nulla. È il rovescio fiscale del vantaggio apparente — e sul breve periodo il vantaggio apparente lo si vede subito, mentre il conto con l’Agenzia delle Entrate arriva con calma. Chi decide di giocare fuori dalla concessione dovrebbe tenere un registro delle vincite dal primo giorno, non dall’accertamento.

La sentenza della Cassazione che viene usata per dire tutto e il contrario di tutto

Attorno al tema «bookmaker estero» circola una formula giuridica che merita una pagina a parte, perché è quella che più spesso viene piegata a sostenere una tesi invece che spiegata.

Il quadro normativo non è ambiguo. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 4 della legge 401/1989 è, come ADM stessa ha scritto nel comunicato del 28 febbraio 2024, una regola che raggiunge anche il giocatore: ADM afferma che il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti. Sono due lacune che pesano: da un lato la regola c’è ed è scritta, dall’altro nessuno può dire quanto sia applicata nella realtà, e chi sostiene che «non succede mai nulla» e chi sostiene che «è come evadere» hanno in mano lo stesso vuoto informativo e due letture opposte.

Su cosa si fonda, allora, l’idea che il gioco estero sia comunque praticabile? Su distinzioni tecniche tra chi organizza, chi pubblicizza e chi partecipa, e sul fatto che le licenze straniere — Curaçao, Malta, Anjouan — esistono e sono verificabili sull’apposito registro. Andare a consultare quel registro è un esercizio utile per capire dove ha sede l’impresa e che tipo di vigilanza la copre. Non ha però alcun effetto in Italia: la licenza di un’autorità straniera non produce effetti nel nostro ordinamento, non abilita la raccolta di gioco nel Paese e non cambia di una virgola la posizione di chi partecipa. Le due cose vanno tenute separate, perché è la loro confusione a generare quasi tutte le tesi in circolazione.

Anche la giurisprudenza viene letta in modo più ampio di quanto dica. La posizione di un concessionario italiano davanti a un conto aperto su un marchio estero non è la stessa davanti al giocatore. I due passaggi citati — l’ordinanza del TAR Lazio n. 15037 del 29 luglio 2025 e i rinvii pregiudiziali C-421/24 e C-194/25 — riguardano il divieto pubblicitario italiano e la sua notifica, non la liceità del gioco estero. Chi li usa come prova che «si può fare» attribuisce a una pronuncia sul marketing una conclusione sul gioco.

La domanda utile per il lettore non è quindi «si può fare?», ma «chi paga, se il conto non si apre più?». Su un dominio senza concessione la risposta è: il giocatore, in proprio, con l’appoggio di un sistema che non gli ha promesso nulla. Su un concessionario la risposta è: ADM, con un registro, con una supervisione e con un foro italiano. Non c’è una terza risposta.

Lottomatica: la copertura sportiva come argomento principale

Lottomatica entra in questo confronto con la concessione n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., e con un’app che è costruita su un’unica promessa: seguire la partita mentre accade. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. È una struttura da operatore generalista più che da specialista, e il dato che la definisce è la profondità della copertura più che l’eccellenza su un singolo sport.

Chi legge questo profilo dovrebbe notare una cosa che l’app non dice e che la tabella delle concessioni rende evidente: la ragione sociale sotto il marchio non ha nulla a che vedere con il nome in vetrina, e questo ha conseguenze pratiche minime e una conseguenza informativa reale. Chi verifica una concessione deve cercare Goldbet Better Organization Italy, non Lottomatica. Sbagliare il nome del concessionario è l’errore più comune di chi controlla l’elenco ADM per la prima volta, e produce la conclusione opposta a quella corretta.

Sul piano dell’offerta, la copertura di F1 e MotoGP accanto al calcio colloca Lottomatica tra gli operatori che trattano il pacchetto sportivo come un pacchetto, non come un calcio più qualche riempitivo. Il limite sta nella domanda che l’app non affronta: quanto è profondo il palinsesto fuori dagli eventi grandi, e con quali mercati. Chi scommette su campionati minori o su sport di nicchia trova la risposta nell’operatore stesso, non in una tabella.

Il verdetto. Lottomatica è la scelta di chi vuole il live come esperienza principale e gradisce un catalogo che include motori e calcio internazionale. Per chi invece cerca profondità su un campionato specifico o mercati particolari, la copertura dichiarata dall’app è troppo larga per essere una risposta: descrive un’ambizione, non una garanzia.

AdmiralBet: il conto che si apre in due modi e la durata che si è allungata

AdmiralBet opera con la concessione n. 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l., ed è l’unico operatore di questo confronto che il materiale copre su un punto delicato: l’identificazione del conto. Il conto si apre con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. Due strade, stesso esito, tempi diversi: la seconda evita la fase di convalida e il rischio che i prelievi restino bloccati oltre il mese.

La parte che sorprende è la durata dell’autoesclusione, e vale la pena raccontarla come un cambio di regime. Le condizioni AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il ventaglio si è allargato molto, e la conseguenza pratica non è gradevole per tutti: chi aveva bisogno di un blocco di sei mesi in un sistema a tre opzioni non aveva una voce che lo dicesse, e chi ha bisogno di un blocco breve oggi ne ha sette di possibilità.

Sui limiti AdmiralBet è altrettanto esplicito. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Tre dimensioni di limite dichiarate al momento dell’apertura, non nascoste in una pagina di impostazioni: è una scelta che rende più probabile il momento in cui ci si ferma a pensarci.

Il verdetto. La combinazione tra due percorsi di identificazione e tre dimensioni di limite rende AdmiralBet l’operatore più coerente di questa lista per chi vuole strutturare il proprio gioco prima di iniziare. Il 1° febbraio 2026 ha reso la durata dell’autoesclusione più flessibile: è un miglioramento per chi vuole un blocco mirato e un alleggerimento per chi contava su un blocco che durasse a lungo.

William Hill: dieci euro subito e il prezzo di farlo in fretta

William Hill ha la concessione n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, e un’offerta di benvenuto che si è costruita attorno alla modalità di registrazione. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

È un bonus piccolo, e va detto: chi cerca 500 € di benvenuto non li troverà qui. Il contenuto interessante è nella struttura, non nell’importo. William Hill paga di più chi arriva identificato e meno chi arriva con un documento da convalidare, il che equivale a mettere un prezzo sulla celerità. La finestra di 96 ore è la parte da leggere due volte: chi manda i documenti il quinto giorno non ha un bonus in ritardo, non ha un bonus.

Il secondo dato utile è il tipo. Entrambi sono bonus, non denaro libero; il modo in cui si sbloccano dipende dalle condizioni dell’operatore, che vanno lette prima di accettare. Un bonus da 10 € accreditato subito e un bonus da 5 € che dipende da una scadenza sono due cose diverse anche quando la differenza è di cinque euro, ed è la meccanica a contare.

Il verdetto. William Hill è la scelta di chi usa SPID, perché il bonus immediato esiste solo per quella strada, e di chi non vuole vincolarsi con un deposito importante per accedere a cifre ballerine. Sul versante opposto, chi si registra con il documento e contava sul bonus troverà un premio da 5 € condizionato a una finestra di 96 ore: quattro giorni per fare una cosa che, con SPID, sarebbe stata immediata.

StarCasinò: l’azzurro del casinò davanti al campionato

StarCasinò figura con la concessione n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, ed è il caso più chiaro di un brand costruito attorno a un prodotto diverso dalla scommessa. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La formula è esplicita: le scommesse sono una parte del prodotto, non il prodotto.

Questo non è un difetto, è una classificazione, e cambia il pubblico a cui l’operatore parla. Chi apre un conto per scommettere due volte a settimana su una partita non troverà qui un palinsesto più profondo di quello dei concorrenti specializzati; troverà invece il casinò nella stessa app. È un fatto lecito e perfettamente regolare, e la concessione per il gioco a distanza copre più categorie di prodotto.

C’è una cosa da tenere a mente, ed è un dettaglio normativo che pochi conoscono: la concessione può coprire scommesse sportive, poker, giochi di abilità, casinò, exchange e bingo in combinazione variabile, e ADM non distingue nell’elenco. La stessa pagina che autorizza la scommessa autorizza tutto il resto. Chi ha un problema con un prodotto specifico e non con un altro non trova in questa struttura una barriera: il conto è unico.

Il verdetto. StarCasinò ha senso per il giocatore che vive l’intrattenimento come pacchetto e vuole un’unica app per slot, casinò dal vivo e qualche scommessa sull’evento grande. Per chi cerca una piattaforma dedicata allo sport, la parte calcistica è dichiaratamente la comparsa e non il protagonista.

Planetwin365: venti sport e la promessa del risultato in diretta

Planetwin365 ha la concessione n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., e l’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Il dato che merita attenzione non è «più di 20 sport», che è un numero generico, ma la presenza della Serie C nella lista. La terza serie italiana è la prova del nove di un palinsesto calcistico: chi la copre sta offrendo un catalogo costruito per il mercato nazionale, non per il turista che cerca solo la Champions. La stessa cosa vale per la Coppa Italia, che nel calendario italiano produce serate in cui l’unica partita interessante è quella e il resto è contorno.

Il limite è nella parola «risultati in diretta», che descrive un servizio informativo e non un’offerta di scommessa live: sono due cose diverse e vengono presentate insieme. Chi cerca la scommessa in-play dovrà verificare quali mercati siano effettivamente disponibili durante l’evento, e non è una informazione che si ricavi dall’elenco dei campionati coperti.

Il verdetto. Planetwin365 è l’operatore con il palinsesto calcistico più orientato al campionato italiano di questa lista, e questo lo rende utile per chi scommette sulla Serie A e sulla Serie B durante tutto l’anno, anche nei turni in cui le coppe europee non si giocano. Chi guarda solo agli eventi internazionali troverà qui la stessa copertura che altrove, con la differenza che Planetwin365 ha costruito la propria proposta sul campionato di casa.

NetWin: cinquanta euro veri e il vincolo che li accompagna

NetWin opera con la concessione n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., e ha l’offerta più esplicitamente quantificata di questa lista. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.

Tre elementi meritano di essere letti insieme. Il primo è il tetto: 50 €, non «fino a 500 €». Un tetto basso è un tetto onesto, perché un bonus da 500 € che si sblocca in rate mensili è una promessa lunga, mentre 50 € sono una cifra che si vede. Il secondo è il deposito minimo di 20 €, che è anche la scala dell’operatore: si entra con una cifra contenuta. Il terzo è la condizione di conto verificato, che riporta alla questione dell’identificazione e ai tempi della convalida.

Il termine «bonus reale» è quello che va letto con più attenzione, perché definisce il tipo. Un bonus di questo tipo entra nel conto come credito giocabile, e la sua disponibilità segue le condizioni dell’operatore: le regole del rigioco, se esistono, decidono quanto di quel credito sia davvero spendibile. La cifra è certa; il modo di usarla è scritto nei termini, non nell’annuncio.

Resta una nota sul metodo. NetWin accetta ricariche attraverso i punti vendita, la rete di tabaccai e ricevitorie autorizzate che l’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina, con ricariche a richiesta su conto già identificato e un tetto settimanale di 100 € in contanti complessivi. Per chi ricarica abitualmente in tabaccheria, è un canale che vale la pena conoscere: è l’unico modo di mettere contanti su un conto ADM, e non serve una carta.

Il verdetto. NetWin è l’operatore giusto per chi vuole provare con una cifra contenuta e non ha voglia di seguire condizioni lunghe per sbloccare un bonus sproporzionato. La scala bassa è il punto di forza: un tetto a 50 € e un minimo a 20 € non lasciano spazio a sorprese sull’importo.

Betfair: il mercato a quota maggiorata accanto all’exchange

Betfair Italia S.r.l. ha la concessione n. 16028, e la sua app Sport propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo di combo e mercati unici a quote maggiorate. Il catalogo è costruito su mercati a esito binario o a esito multiplo ristretto, che è esattamente il territorio in cui un operatore con un exchange alle spalle ragiona.

La Supercombo merita una precisazione, perché «quote maggiorate» è un’espressione che merita di essere presa con la dovuta cautela. Un mercato combo combina più esiti in un’unica giocata, e la quota che ne risulta è il prodotto delle probabilità implicite dei singoli esiti. Non è un premio: è un prezzo che cresce insieme alla difficoltà. Un lettore che scommette solo su una combo perché la quota è alta sta scommettendo su un esito che si verifica di rado, e la cifra alta è il modo in cui il mercato glielo comunica.

Sul versante strutturale, Betfair è l’operatore di questa lista con il prodotto più interessante e meno popolare: il betting exchange è un gioco separato nella legge italiana, e la commissione sulle vincite nette traspare in modo più onesto del margine incorporato nelle quote di un bookmaker. Le regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come la puntata minima di 200 centesimi in passi da 50, sono lì da leggere prima e non dopo.

Il verdetto. Betfair vale il conto per chi vuole capire dove finisce il margine del bookmaker e comincia il costo dichiarato, e per chi usa mercati combo consapevolmente. Chi cerca semplicemente la quota più lunga su un 1X2 di Serie A troverà qui una proposta competente ma non diversa da quella degli altri nove.

Eurobet: dal volley alle elezioni, e il problema che si porta dietro

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione n. 16012, e l’app Sport presenta un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

L’elenco è il più eterogeneo del confronto, e va letto come una scelta di posizionamento. Un operatore che quota gli scacchi e le elezioni non sta cercando il tifoso medio: sta cercando chi trova un mercato su quasi tutto. È una proposta coerente con il fatto che Eurobet Italia sia la società che porta nell’elenco ADM tre marchi distinti — Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e quindi gestisce marchi con pubblici diversi.

Il lato fragile è quello che l’annuncio non dice: la profondità. Gli scacchi e il volley compaiono in una lista, e la lista non dice quanto valgano. Su sport di nicchia la differenza tra un operatore e l’altro si misura sul numero di mercati disponibili per evento, sulla presenza dell’incontro singolo e sulla liquidità del live — nessuna delle quali si ricava dall’elenco dei campionati coperti. La larghezza del palinsesto è il punto di partenza di Eurobet, non il punto d’arrivo, e chi cerca un mercato raro farà bene ad aprire l’operatore prima di aprire il conto.

Il verdetto. Eurobet è la scelta ragionevole per chi ha interessi fuori dal calcio — volley, ciclismo, rugby, e in misura abbastanza curiosa anche gli scacchi — e trova fastidioso passare da un operatore specializzato a un altro. Il catalogo ampio ha un costo di specializzazione: la profondità per singolo sport va verificata caso per caso.

Sisal: mille eventi al giorno e un cash out che parla da solo

Sisal detiene la concessione n. 16020 tramite Sisal Italia S.p.a., e la sua app Matchpoint è quella che dichiara i numeri più grandi della lista: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. L’app permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.

Il numero da leggere è quello dei 15.000 eventi live, ed è un numero che va tradotto in un’esperienza. Un catalogo live di quella dimensione non significa quindicimila partite: significa centinaia di eventi simultanei, per la maggior parte su mercati minori, in cui il tempo di reazione tra la quotazione e la chiusura del mercato è breve. È un ambiente per chi sa quello che sta facendo. Per chi scommette due volte al mese, la profondità live è una scelta in più che non userà mai.

La parte dei mercati è ben documentata. Tra le scommesse proposte da Sisal figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Su quest’ultima vale una riga di chiarezza: il cash out non è un guadagno garantito, è la possibilità di incassare una cifra che l’operatore decide in quel momento, quasi sempre inferiore a quella che un esito favorevole produrrebbe. È uno strumento di gestione del rischio, non un modo di vincere di più, e chi lo usa per inseguire un profitto fa il mestiere del bookmaker.

Il verdetto. Sisal è l’operatore di questa lista con l’offerta live più dichiaratamente ampia e con il pacchetto di mercati sportivi più articolato, e lo streaming gratuito su quattro sport aggiunge qualcosa che la tabella delle quote non può dare. Chi gioca quasi solo pre-match e non guarda il live pagherà lo stesso per un catalogo che non userà.

bet365: lo sponsor della Champions e il portafoglio largo

bet365 opera con la concessione n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, e si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League. L’offerta copre Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

La partnership con la Champions League è la cosa più riconoscibile della proposta e la meno informativa sul prodotto. Un accordo di sponsorizzazione dice che l’azienda ha i mezzi per comprarlo, non che le sue quote siano migliori: il margine di un mercato 1X2 non si sposta per un contratto di visibilità. Sul piano pratico, la presenza dell’ippica accanto agli sport principali è più significativa e meno pubblicizzata, perché colloca bet365 in un territorio dove le regole sono due — le scommesse sulle corse e i giochi di ippica nazionale, con concessioni diverse — e chi scommette sull’ippica dovrebbe verificare quale delle due cose sta giocando.

Il pacchetto di strumenti di gioco responsabile è, insieme a quello di AdmiralBet, il più esplicitamente documentato tra gli operatori considerati: pause, limiti di versamento, avvisi di attività, autoesclusione. È un dato di prodotto, non di marketing, ed è quello che conta di più per chi sa di aver bisogno di un freno.

Il verdetto. bet365 è la scelta di chi vuole un portafoglio ampio con ippica e boxe accanto al calcio e trova utile un set di strumenti di controllo esplicito. La sponsorizzazione della Champions League non è un argomento sulla qualità delle quote, e chi la usa come tale sta comprando un logo.

Quello che resta al lettore

Il tema dei siti di scommesse esteri si chiude con una scelta, non con una previsione. Nessuno può dire chi vincerà il derby, e nessuno può dire se il mirror di un dominio oscurato risponderà domani. Le due cose hanno in comune la stessa asimmetria: chi punta mette soldi su un evento incerto, e chi apre un conto su un dominio senza concessione mette soldi su un rapporto senza foro.

I numeri che restano in mano dopo aver letto sono pochi e utili. La concessione è per sito e si verifica nell’elenco ADM, che non dice quali giochi quel sito offra. Il margine di un mercato a due esiti con quote di 1,90 e 1,90 vale intorno al 5 %, e su un volume di 100 € a settimana significa un costo medio di circa 4-6 € la settimana. I limiti di deposito si riducono immediatamente e si aumentano dopo sette giorni, e questo è il momento in cui il sistema protegge davvero. L’autoesclusione vale su tutte le piattaforme autorizzate, dal momento in cui entra nel registro. L’elenco dei siti inibiti esiste, è pubblico, si aggiorna e vale per un dato dominio in un dato momento.

E poi resta la regola che nessuno vorrebbe citare e che qualunque lettore ha il diritto di conoscere in anticipo: l’articolo 4 della legge 401/1989 raggiunge anche il partecipante, con l’ammenda e l’arresto fino a tre mesi che ADM richiama nel proprio comunicato. Non è una minaccia, è una clausola del contratto che si accetta cliccando su un sito estero. Chi la legge prima di versare, non dopo, ha già fatto la parte più utile di tutto il confronto.

Domande frequenti sui siti di scommesse esteri

Quali rischi concreti si corrono a giocare su un sito che non ha la concessione ADM?

Il primo è il blocco del dominio, che opera a livello DNS e non ferma l’azienda ma interrompe l’accesso. Il secondo è l’assenza di tutele strutturate: niente Registro Unico degli Autoesclusi, niente mediazione di ADM, niente limiti imposti dall’autorità. Il terzo, come ADM stessa ricorda nel suo comunicato, è l’esposizione del giocatore all’ammenda e all’arresto fino a tre mesi previsti dall’articolo 4 della legge 401/1989.

Come si controlla che un bookmaker abbia davvero la concessione ADM?

Si cerca il nome del concessionario, non quello del marchio, e lo si confronta con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM. Nelle condizioni dell’operatore sono indicati numero e ragione sociale: AdmiralBet riporta il n. 16048, Lottomatica il n. 16010 con Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’elenco non distingue però i giochi, quindi la presenza non garantisce l’offerta sportiva.

Che cos’è il RUA e che effetto ha l’autoesclusione su un conto estero?

Il Registro Unico degli Autoesclusi è il sistema che blocca il gioco su tutte le piattaforme online autorizzate in Italia e sulle sale fisiche, indipendentemente dall’operatore presso cui è stata chiesta l’iscrizione. Un sito privo di concessione non è collegato al registro. Chi si autoesclude resta quindi libero di aprire un conto su un dominio estero, e questo è il buco più serio della protezione.

Che cosa vieta il Decreto Dignità sulla pubblicità delle scommesse?

L’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet e manifestazioni sportive comprese. Il divieto non tocca l’esistenza dei bonus, ma la loro comunicazione, ed è applicato da AGCOM. L’ordinanza del TAR Lazio n. 15037 del 29 luglio 2025 ha rimesso alla Corte costituzionale la questione della sanzione minima di 50.000 €.

Quali limiti di deposito si possono impostare su un concessionario ADM?

In registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, e alcuni operatori lo estendono a ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato entra in vigore dopo sette giorni. È la regola asimmetrica che rende il limite uno strumento di protezione e non un semplice parametro di configurazione.

Le vincite delle scommesse sportive vanno dichiarate in Italia?

Le somme pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta grava sul concessionario. Le vincite ottenute su siti senza concessione o esteri sono invece trattate dall’Agenzia delle Entrate come redditi diversi, imponibili per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. Non è consulenza fiscale: per il proprio caso serve un commercialista.

Creato dalla redazione di «Pronosticiinfo».

Siti di scommesse stranieri: cosa rischia chi gioca fuori dalla concessione
Siti di scommesse stranieri: cosa rischia chi gioca fuori dalla concessione

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