Scommesse sportive sui leghe 2026: 52 concessioni, e non tutte fanno sport
Dati verificati al 31 Ottobre 2026, con riscontro sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ex AAMS).
Il primo errore che un giocatore italiano commette davanti a una classifica di bookmaker è credere che un nome in elenco dica qualcosa sul prodotto. Non lo dice. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, quello che il mercato continua a chiamare elenco AAMS, è una tabella di concessioni: 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna agganciata a un sito .it. Nella tabella non esiste una colonna che dica a cosa serve quella concessione. Un concessionario può tenere insieme scommesse sportive, poker, giochi di abilità, casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione, oppure solo alcuni di quelli. Quindi sì: la concessione è il presupposto, il biglietto d’ingresso obbligatorio, e senza di essa offrire gioco a un giocatore in Italia è illegale. Ma il fatto che un marchio scommetta sul calcio lo si scopre aprendo il suo palinsesto, non leggendo la licenza.

Da qui parte tutto il resto. Chi cerca scommesse sportive sulle leghe vuole sapere su quali campionati e competizioni può giocare, con quali tipi di giocata, con che quote, e se il posto dove lo fa è legittimo. Sono quattro domande, e la risposta non è mai una sola: le strade sono diverse, e ognuna porta a un lettore diverso. C’è chi vuole il mercato profondo sulla Serie C e chi si accontenta del 1X2; chi gioca dieci euro a schedina e chi ne gioca cinquecento; chi vive di live e chi prepara la multipla la sera prima. Questa pagina non elegge un vincitore assoluto, perché non esiste.
Indice dei contenuti
- Lega Pro, Serie A, basket e ippica: come si legge una quota di lega
- Calendario, torneo, competizione: dove il lettore trova la sua lega
- Valutazione, criteri e classifica: come ho ordinato questi dieci
- Fondamenti, panoramica, meccanismo: cosa fa un concessionario e cosa resta al giocatore
- Normativa, vigilanza, giurisdizione: cosa dice la legge italiana
- Prevenzione, tutela, protezione: gli strumenti e chi li usa davvero
- Bankroll, analitica, tendenza: come si costruisce un metodo
- I dieci concessionari, marchio per marchio
- Quanto vale davvero un bonus: un conto fatto insieme
- Domande frequenti
- Quello che resta al giocatore
Lega Pro, Serie A, basket e ippica: come si legge una quota di lega
Cosa c’è dentro un prezzo, e cosa resta al banco
La quota è un numero che contiene due cose insieme: la probabilità che il bookmaker attribuisce a un esito e la sua commissione. Il primo pezzo è opinabile e cambia di ora in ora. Il secondo è aritmetica pura, e si può tirare fuori. Vale la pena farlo una volta, perché poi lo si riconosce a occhio su qualunque palinsesto.
Prendiamo un mercato a due esiti — un incontro di tennis, un testa a testa di basket, una sfida senza pareggio — a quota 1,90 per parte. Non è un prezzo quotato da nessun operatore in particolare: è l’esempio illustrativo su cui si esercita il conto. La quota equa di un mercato a due esiti sarebbe 2,00 per lato. Con 1,90 su entrambi i lati la somma delle probabilità implicite supera il 100 %, e ciò che eccede è il margine. Il calcolo è payout = 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), cioè 1 ÷ 1,0526, che dà una quota di ritorno vicina al 95 %. Il margine del bookmaker è quanto resta, poco sotto il 5 %.
Il punto non è il 5 %. Il punto è la banda. Con le due quote uguali a 1,90 il margine sta attorno al 5 %, e il payout attorno al 95 %; ma basta un lato a 1,85 e l’altro a 2,05 perché il margine scenda verso il 2 %, e basta una coppia 1,80 / 1,80 perché salga intorno al 10 %. Lo stesso mercato, lo stesso sport, la stessa domenica. Chi guarda solo la quota più alta del palinsesto guarda la metà della questione: un bookmaker generoso sul favorito può essere avaro sull’altro lato, e il margine complessivo è ciò che si paga qualunque esito esca. Il margine non è un costo che compare una volta: si paga su ogni singola giocata, vincente o perdente, e su cinquanta schedine fa più danno della commissione che si nota.
Questo è il motivo per cui una pagina che promette «le quote più alte» va letta con la calcolatrice in mano. E anche il motivo per cui l’esempio qui sopra non riporta il nome di nessun operatore: i prezzi reali si muovono, quelli che contano sono quelli sul biglietto al momento della conferma, e il modo di confrontarli è quella formula, non una tabella scattata mesi fa.
Pre-match, live, combo: il formato cambia il costo
Il pre-match è la schedina costruita con calma, guardando formazioni e statistiche. Il live è la stessa partita mentre si gioca, con la quota che respira a ogni azione. Il secondo formato costa di più, e non solo in termini di margine: costa in lucidità. La quota live si muove mentre si decide, e la decisione va presa in trenta secondi. Chi non ha mai giocato live parta da una cifra che non gli importa di rivedere.
Le giocate si dividono secondo la terminologia che gli operatori italiani usano ormai da anni. La singola è una giocata su un solo esito. La multipla mette insieme più esiti dello stesso biglietto e moltiplica le quote: una multipla da tre esiti a 2,00 ciascuno paga 8,00, non 6,00, ed è per questo che affascina e per questo che sbaglia. Il sistema è la versione ragionata della multipla: più giocate combinate fra loro, con un numero di errori tollerato che dipende da quante partite si sono scelte e quante se ne sono giocate insieme. È il formato che sopravvive a un errore, e in cambio costa molto di più di una singola.
Sopra a tutto questo ci sono i mercati. Il 1X2 è il più conosciuto — vittoria, pareggio, sconfitta — e anche il più stretto, perché ci gioca (e ci vigila) il mondo intero. Chi vuole respiro va sui mercati derivati: Under/Over sul numero di reti, GG/NG (goal/no goal), il DNB, che restituisce la puntata in caso di pareggio, l’handicap, che sposta il risultato di partenza per equilibrare una partita sbilanciata, i marcatori, le combo. Più il mercato è di nicchia, più il margine tende a stringersi, ma più è facile incontrare una quota che nessuno sta correggendo. Ed è esattamente lì che nasce il margine che si paga: non nel mercato principale, che è sorvegliato, ma nella giocata esotica che nessuno confronta.
Gli esempi reali di cosa un operatore mette in vetrina su questo terreno sono parecchio diversi tra loro. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita. Goldbet elenca fra i mercati di calcio 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. bet365 spinge su Quote Maggiorate su centinaia di mercati al giorno e su Bet Builder+, che unisce i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. SNAI propone singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, più la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento, e con My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto a quota unica. Sisal mette in campo Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. Betfair Sport propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo di combo e mercati unici a quote maggiorate. NetWin elenca 1X2, combo bet e marcatori. Il Cash Out, dove c’è, è la funzione che vale la pena capire meglio: non è una vincita anticipata, è la vendita di una giocata ancora aperta a un prezzo che il bookmaker fa lui, e quel prezzo non è quasi mai quello che si sarebbe ottenuto aspettando.
Il formato, insomma, decide quanto si paga prima ancora che si scelga la partita. Chi gioca la singola su un mercato principale paga il margine più basso e ha la soddisfazione più breve. Chi costruisce la multipla da sette eventi insegue il premio grosso e paga la quota-margine composta su ogni gamba. Non c’è una scelta giusta in astratto. C’è una scelta giusta per chi ha dieci euro e una per chi ne ha duecento.
Calendario, torneo, competizione: dove il lettore trova la sua lega
L’offerta italiana è larga in modo disordinato. Non segue una logica di sport, segue una logica di diritti, accordi e tradizione del marchio. Questo produce un palinsesto che va letto per competizione, non per operatore, se si vuole capire dove conviene aprire il conto.
Il calcio italiano, dalla Serie A alla Lega Pro
La Serie A è il centro di gravità e non c’è operatore che la trascuri. Lottomatica la nomina per prima insieme a Serie B e Champions League; Planetwin365 copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La Serie C, che il pubblico chiama ancora Lega Pro e che è il campionato dove la copertura si assottiglia, su Planetwin365 compare per nome. Su altri palinsesti compare il calcio come categoria, senza che la terza serie sia citata: il dettaglio si verifica girone per girone aprendo il palinsesto, perché il calendario della Lega Pro ha trenta squadre divise in tre gironi e un play off che vale la stagione, e le partite che il bookmaker segue davvero sono quelle su cui ha un prezzo, non quelle che esistono in calendario.
Vale la pena dirlo senza girarci intorno: chi cerca scommesse sulla Lega Pro di solito cerca una cosa che il mercato italiano offre male. Le partite del girone C, i recuperi, le sfide di novembre fra squadre che nessuno trasmette — lì il numero di mercati si riduce al 1X2 e a poco altro, e le quote si allargano di conseguenza. Non è un complotto: è che il bookmaker non ha un flusso informativo affidabile su quelle partite, e prezza il rischio aggiungendolo al margine. Un giocatore che passa la settimana a studiare la terza serie paga quel margine più caro di chi studia l’Inter. È una delle poche cose del mercato che è giusto chiamare ingiusta.
Sul fronte internazionale le grandi coppe sono dappertutto. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
Basket, prima lega e sport d’appendice
Chi cerca un bookmaker per la Lega Basket Serie A, o per campionati esteri come la prima lega bulgara, si muove su un terreno dove l’offerta esiste ma è più larga in alcuni marchi che in altri. Eurobet Sport ha un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. È un catalogo che non si giudica con il metro del tifoso: se una partita di basket europeo non è in quella lista, è perché il marchio ha scelto di presidiare altro. bet365 elenca basket, golf, tennis, boxe e freccette accanto al calcio e all’ippica, con la Diretta TV su centinaia di migliaia di eventi l’anno, calcio, NBA e NFL compresi, oltre a statistiche sportive, notifiche personalizzate e Live Golf Tracker. Sisal dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. NetWin.it copre calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports. Il volley, il tennis tavolo e il basket sono anche il cuore del palinsesto streaming quotidiano di Planetwin365.
La cosa da capire è che lo sport di nicchia funziona come la Lega Pro: abbondante dove il marchio ha un interesse, invisibile altrove. Chi segue il basket italiano ha un ventaglio decente. Chi segue il basket bulgaro deve aprire un palinsesto alla volta e controllare. Nessuna classifica può dirglielo al posto suo.
Ippica, Virtuali ed eventi simulati
Qui la distinzione è tecnica e va fatta bene, perché è quella che genera più confusione. Le scommesse sulle corse dei cavalli sono un prodotto con una concessione sportiva: fanno parte dell’offerta di scommesse a quota fissa e a totalizzatore di cui all’art. 6, comma 1, lett. a), D.Lgs. 41/2024, insieme alle scommesse sugli eventi sportivi. I «giochi di ippica nazionale», invece, sono un gioco diverso — vincente, accoppiata, tris e le formule di tipo quarté e quinté del totalizzatore — e richiedono una concessione propria, ai sensi dell’art. 6, comma 1, lett. c) e dell’art. 2, lett. h). Che un marchio raccolga online i totalizzatori dell’ippica nazionale è cosa che va verificata sul singolo sito: la concessione sportiva non basta a dirlo.
Gli eventi simulati sono un’altra categoria ancora, definita dall’art. 2, lett. v) come scommesse su eventi sportivi, ippici e di altro genere riprodotti al computer tramite animazione o mediante la ripresentazione di un evento reale già filmato. Vivono dentro la concessione per le scommesse sportive e le trovi sotto l’etichetta «Virtuali». L’offerta è sorprendentemente ricca: il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster; Lottomatica mette nei Virtuali calcio, corse di cavalli in trotto e galoppo e corse di levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio; Eurobet scommette su partite di calcio simulate — Campionato, Big Match, Derby — su corse di cavalli e di cani e su Palline 2.0; SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, fra cui calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo; la Goldbet League è un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema, e le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti; NetWin parla di centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti.
Un avvertimento che vale la pena dare una volta sola: sul gioco virtuale la quota è l’unico dato che il giocatore può leggere, perché non esiste una forma, non esiste uno stadio, non esiste un infortunio da valutare. Il margine è l’unica leva disponibile, ed è per questo che il virtuale attira chi vuole giocare spesso e respinge chi vuole giocare bene.
Valutazione, criteri e classifica: come ho ordinato questi dieci
Una classifica di bookmaker è un attrezzo, e come ogni attrezzo va guardato prima di usarlo. Quella che segue non misura la simpatia di un marchio né la sua pubblicità — che in Italia, tra l’altro, è vietata quasi ovunque, quindi il criterio pubblicitario non esiste nemmeno.
I criteri sono cinque, e valgono per tutte e dieci le schede. La concessione viene per prima: numero, concessionario, sito .it. Senza quello non si discute di nient’altro, perché fuori da lì c’è un’area dove il giocatore è solo. La profondità del palinsesto viene seconda, e la misuro su cosa il marchio stesso dichiara: quali competizioni nomina, quante tipologie di sport, se la Serie C compare o no. Terzo, i tipi di giocata: singola, multipla, sistema, cash out, combo, builder. Quarto, gli strumenti di tutela che il marchio espone nella propria documentazione: limiti, pause, autoesclusione. Quinto, la chiarezza delle condizioni, cioè se le regole stanno scritte dove uno le trova.
Quello che NON è un criterio: il numero di siti che ti dicono che quel marchio è il migliore. Il posizionamento in una lista non è una concessione, e nessuna lista è il mercato. I concessionari autorizzati sono 52, e i dieci qui sotto sono dieci. Altri esistono, e il fatto che un marchio non sia fra questi dieci non significa che sia senza licenza: significa che questo confronto non lo copre.
La tabella che segue mette a confronto due cose: la concessione così come il concessionario la dichiara, e quello che i suoi termini o la sua scheda sullo store dicono sul tema di questa pagina. Le celle che restano vuote sono vuote perché su quel punto il confronto non ha materiale: nessuna riga è stata riempita con una supposizione.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono i termini o la scheda dell’operatore |
|---|---|---|
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Bonus di benvenuto sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €; apertura conto anche con SPID e CIE |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Extra Bet Club: freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, per chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0 |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo; sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Quote Maggiorate su centinaia di mercati al giorno; Bet Builder+; Diretta TV e decine di migliaia di mercati live |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf, scacchi, spettacolo e politica; virtuali e live |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | In registrazione richiede un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco, su base giornaliera, settimanale e mensile |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP; quote e risultati in tempo reale, streaming per il live; Virtuali con calcio, trotto, galoppo e levrieri |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, streaming gratuito su calcio, volley, tennis e basket; Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, Cash Out; oltre 3.000 virtuali al giorno |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports; 1X2, combo bet e marcatori; centinaia di virtuali con partenze ogni 2 minuti; live score |
Una nota sul concessionario, perché è la riga che quasi nessuno legge. Il nome che sta sul marchio non è quasi mai il nome che sta sulla concessione. La licenza di Lottomatica fa capo a Goldbet Better Organization Italy, quella di StarCasinò ad Azzurri Limited, e la stessa Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale porta Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it: tre siti, una società, concessioni distinte. La concessione è per sito, non per azienda. Chi un giorno si trovasse a discutere di un conto lo scoprirebbe in quel momento, ed è meglio saperlo prima.
C’è anche un criterio che non ho usato, e mi sento di dire perché: non ho ordinato i dieci per generosità del bonus. Non perché i bonus non contino, ma perché confrontarli a colpo d’occhio è impossibile: c’è chi regala una percentuale sul deposito, chi regala una freebet settimanale legata a una multipla, chi non nomina nulla nella scheda che pubblica. Mettere in fila quei numeri darebbe una classifica che premia la trasparenza, non il valore. Il valore si calcola, e lo calcolo più avanti, scheda per scheda, dove serve.
Fondamenti, panoramica, meccanismo: cosa fa un concessionario e cosa resta al giocatore
Vale la pena ricostruire il meccanismo dall’inizio, perché è quello che distingue davvero questa giurisdizione da tutte le altre.

In fase di registrazione, alcuni operatori chiedono di impostare limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco, su base giornaliera, settimanale e mensile.
Un bookmaker che serve giocatori in Italia ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza rilasciata da ADM — l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS, e che è lo stesso ente. Non è una licenza aperta che si compra: è un titolo assegnato per gara pubblica. L’art. 6, comma 3, D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024) stabilisce che i vincitori della gara possono gestire uno o più giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ad applicare i limiti di deposito che ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5). Condizioni e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3, e art. 5, comma 3).
La gara di settembre 2025 si è chiusa con 52 concessioni assegnate a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. I numeri lo dicono meglio di qualunque aggettivo: su 93 candidati, 47 sono rimasti fuori. Non è un mercato aperto.
Cosa può essere offerto sotto quella concessione lo elenca l’art. 6, comma 1: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè l’exchange; bingo. Un concessionario può tenere una qualsiasi combinazione di questi. Ed è qui che si incastra il punto da cui siamo partiti: nessuna colonna dell’elenco dice quale combinazione. Un nome sull’elenco non dimostra un’offerta di scommesse sportive. La dimostra il sito.
Sul lato del gioco c’è un termine che vale la pena imparare: il palinsesto. L’art. 2, lett. s) lo definisce come il programma degli eventi — sportivi, ippici e non — e dei tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa si può accettare solo su eventi che stanno in quel programma. Non è un dettaglio formale: significa che l’offerta che vedi è una lista chiusa, approvata una voce alla volta. ADM aggiunge eventi singolarmente, e a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di scommessa stiano nel palinsesto di ciascun marchio è cosa che si vede aprendo l’app, non leggendo una norma.
Poi c’è il denaro. ADM tiene il registro dei punti vendita ricariche (art. 13, D.Lgs. 41/2024): tabaccai e ricevitorie che ricaricano il conto di gioco, ma solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Un punto vendita ricariche non paga vincite e non fa prelievi. L’iscrizione al registro costa 100 € l’anno al punto vendita. È un canale comodo e va conosciuto per quello che è: un’interfaccia di versamento, mai di incasso.
Sul fronte dei pagamenti elettronici c’è una norma che vale la pena citare perché è quella che protegge davvero: l’art. 22, comma 1, prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. L’entrata in vigore è cosa che attendiamo.
E poi la parte che quasi nessuno legge e che è la più importante: il conto di gioco. Aprire un conto non è registrarsi a un sito. Serve l’identificazione piena. Alcuni operatori, come BetFlag, accanto alla registrazione classica rimandano alle procedure con SPID e con CIE. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. È la regola che trasforma il gioco online italiano in qualcosa di tracciabile, e anche quella che rende impossibile il conto anonimo. Chi cerca un bookmaker «senza documenti» cerca una cosa che qui non esiste — e, se la trova, l’ha trovata fuori dall’elenco.
Normativa, vigilanza, giurisdizione: cosa dice la legge italiana
La concessione e ciò che comporta
Il quadro è quello appena descritto: concessione per sito, per nove anni, non rinnovabile, al termine di una gara pubblica, con requisiti patrimoniali e un piano di investimenti. Un operatore che ha vinto la gara e gestisce il sito è un soggetto vigilato, e la vigilanza non è una formalità: le condizioni della concessione fissano obblighi che il concessionario deve rispettare per tutti e nove gli anni, e non può rinegoziarli strada facendo.

Il Decreto Dignità e la pubblicità
Qui la situazione italiana è unica in Europa, e vale la pena raccontarla con precisione. L’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, il cosiddetto Decreto Dignità, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024 nella sua formulazione integrale: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Due cose vanno aggiunte, perché il quadro reale è meno granitico di come lo si racconta. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. E pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea: il C-421/24, sulla responsabilità delle piattaforme, e il C-194/25, sulla necessità o meno della notifica della norma. È stata proposta, senza esito accertato, una modifica alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese. Alla data di verifica il divieto è in vigore.
Il decreto stesso, peraltro, non è cieco: promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m, e art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità a operatori privi di concessione può attirare provvedimenti AGCOM nei confronti dei mezzi che la ospitano.
Se il lettore ha l’impressione che il mercato italiano non faccia pubblicità, ora sa perché. Non è sobrietà: è una norma con una sanzione pesante attaccata.
La tassa, e chi la paga
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025. Le aliquote sono del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolate sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, dopo essere state a lungo al 43 % e al 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile è cosa che non è dato sapere.
Adesso la parte che interessa il giocatore. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo è a carico del concessionario: la stampa di settore le descrive come «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione giornalistica, non una pagina dell’amministrazione finanziaria, e per questo va chiusa con l’avvertenza di rito: per la propria posizione conviene consultare un commercialista.
Discorso diverso, e più serio, per le vincite ottenute su siti privi di concessione o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche quando il sito è registrato o ospitato all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo percepito, senza deduzioni. La lettura pratica è questa: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicabile non è nota. Anche qui vale la formula: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Il gioco illegale, e perché conviene stargli lontano
Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.
Il blocco funziona a livello di DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo la stampa di settore che ha riferito dell’ordine del 24 settembre 2025; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola che descrive il risultato è «oscurati». Non è un muro, è una battaglia di logoramento.
Ma il pezzo che nessun sito offshore scrive in evidenza è un altro. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa la cita il 28 febbraio 2024, prevede «l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Rileggere quella frase una seconda volta, perché è la più importante dell’intera pagina. Non è il bookmaker a rischiare: è chi ci gioca. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis, copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.
Il confronto onesto è questo. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limitazione obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza concessione non porta niente di tutto ciò: è esposto al blocco DNS, non è collegato al registro degli autoesclusi — quindi un giocatore che si è autoescluso lì non è protetto — e, come dichiara ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore. Nessuno di loro è nominato qui, e non per prudenza: nominarli sarebbe fargli pubblicità, che è precisamente ciò che la legge vieta.
Il marchio di questa differenza non è il bonus. È che una vincita su un sito non autorizzato va dichiarata e l’altra no, che su un sito non autorizzato non esiste un registro che ti chiuda fuori quando hai bisogno di startene fuori, e che su un sito non autorizzato il rischio penale è tuo. Tre cose che nessun tasso di interesse batte.
Prevenzione, tutela, protezione: gli strumenti e chi li usa davvero
La normativa italiana in materia di tutela non è un elenco di buone intenzioni. È l’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024, che impone al concessionario una serie di strumenti: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore (lett. a); limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore, secondo protocolli approvati da ADM (lett. b); messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa (lett. c); strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto (lett. e); un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno (lett. f).
In più c’è l’obbligo informativo dell’art. 15, comma 2: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, e comunque non più di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È un numero piccolo letto da solo e non lo è letto accanto al fatturato di un grande operatore: è la cifra che lo Stato ha deciso di destinare, e non è una cifra che cambia il mercato.
Il limite di deposito: si sceglie al momento dell’iscrizione
Qui sta la regola che più spesso sfugge, e che è la più utile dell’intero impianto. In fase di registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito su base settimanale o mensile. Non è un tetto deciso dal bookmaker per il cliente: è una decisione del cliente, presa in un momento in cui ha la testa lucida, e da quel momento la lobby del deposito ha un muro. Il meccanismo ha una asimmetria voluta, che è la cosa migliore del sistema: un limite ridotto ha effetto immediato, un limite aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. Chi vuole alzare la posta deve aspettare una settimana. Sette giorni per cambiare idea, e qualche volta bastano.
Il limite di deposito non è l’unico strumento, ma è quello che tocca il portafoglio e quindi quello che conta. Va detto con chiarezza: un limite di deposito non è un limite di perdita. Deposi meno, giochi meno, ma puoi ancora perdere tutto ciò che hai versato. Il limite che si avvicina di più a un tetto alle perdite è quello di spesa, che alcuni operatori espongono accanto a quello di deposito.
Circa il limite di deposito che ADM fissa nel bando di gara, la cifra non è nota: quello che il giocatore incontra nella pratica è il limite che sceglie lui, dentro il quadro che i protocolli dell’Agenzia definiscono per età e comportamento.
Pausa, autoesclusione e Registro Unico
Poi ci sono gli strumenti che servono quando il problema non è la cifra ma il tempo. I periodi di pausa sono sospensioni volontarie brevi, decise dal giocatore, che congelano il conto per un periodo limitato. L’autoesclusione è altra cosa, ed è definitiva nel suo genere: il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale fisiche. Non è una funzione del bookmaker, è un registro di Stato. Ed è per questo che funziona: un giocatore che si è autoescluso non può semplicemente cambiare marchio, perché il blocco è di sistema. L’art. 15, comma 1, lett. e) impone gli strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, per un periodo che stabilisce il giocatore; secondo un sito di settore le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e periodi e forme sono quelli che i termini degli operatori indicano.
Il rovescio della medaglia è esattamente quello che il registro non copre. I siti privi di concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un sito offshore non è protetto da nessuno, e quella è l’unica cosa che il registro non può fare per lui.
Oltre agli strumenti obbligatori ci sono quelli che ciascun marchio sceglie di esporre, e le differenze fra i marchi si misurano lì.
Chi offre cosa, e quanto è comodo
AdmiralBet è il marchio che ha costruito l’iscrizione intorno alla tutela. In registrazione chiede di impostare limiti di gioco personalizzati, su base giornaliera, settimanale e mensile, e applica la stessa asimmetria generale: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. L’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto sui siti autorizzati in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. C’è una logica precisa in quella scelta: il limite imposto in fase di apertura non è un ostacolo, è l’unico momento in cui il giocatore decide con la testa fredda. Il marchio che te lo chiede ti sta facendo un favore che non sembra un favore.
bet365 elenca fra i propri strumenti di gioco responsabile i periodi di pausa, i limiti di versamento, gli avvisi sull’attività di gioco e l’autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il numero, scritto in chiaro nella scheda dell’app, è la parte che conta: è l’unico posto in cui un giocatore trova un contatto che non è il servizio clienti del bookmaker.
Gli altri marchi, nelle schede e nei termini che questo confronto ha guardato, non dettagliano i propri strumenti di tutela allo stesso modo. Non è una colpa né una prova: significa che chi vuole sapere come un marchio gestisce pause e limiti deve cercare la sezione dedicata sul sito, che per legge esiste in tutti. La differenza fra i due marchi appena descritti e gli altri non è nel numero di strumenti — quelli sono obbligatori per tutti i concessionari per via dell’art. 15 — ma nella visibilità. Sulla tutela l’Italia ha fatto la scelta opposta a quella del Regno Unito, dove il limite di deposito è un obbligo di sistema; qui è una decisione del giocatore, e chi non la prende non ha nessun tetto. Non è un caso che sia proprio il momento dell’iscrizione quello in cui i marchi si comportano diversamente.
Se il lettore vuole un consiglio pratico, ne ho uno solo e non riguarda i bonus: imposta i tre limiti al momento dell’iscrizione, tutti e tre, e mettili più bassi di quanto pensi di aver bisogno. Il limite ridotto si applica subito. Quello aumentato ti costringe ad aspettare una settimana, e quella settimana è un regalo.
Bankroll, analitica, tendenza: come si costruisce un metodo
Questa è la sezione che tutti cercano e che nessuno scrive come si deve, perché la verità è scomoda: non esiste un sistema che vince. Nessuno sa chi vincerà una partita, e una pagina che lo dicesse starebbe mentendo al lettore su una cosa che gli costa denaro reale. Quello che esiste è un metodo di gestione, e la gestione non cambia l’esito di una partita — cambia quante partite puoi giocare prima che il margine ti mangi.
Il bankroll: quanti colpi hai in canna
Il bankroll è la cifra che hai deciso di destinare al gioco, separata da tutto il resto, e la regola è una sola: quella cifra è chiusa. Non si rabbocca a metà mese. Se finisce, il mese è finito. Sembra una regola da predicatore e invece è aritmetica.
Il conto è semplice e va fatto prima. Con un bankroll di 100 € e puntate da 10 € hai dieci colpi. Il margine di mercato sui mercati principali sta intorno al 5 % secondo l’esempio a quota 1,90 / 1,90; su mercati più di nicchia sale. Con dieci colpi e un margine del 5 % su ciascuno, la parte di bankroll che se ne va in commissione implicita è di circa mezzo euro per puntata: cinque euro su cento, prima che una singola partita vada storta. Sembra poco finché non si guarda quante puntate si fanno in un mese. Venti puntate a dieci euro sono duecento euro di movimento su un bankroll di cento, e il cinque per cento di duecento è dieci: un decimo del capitale speso in commissione in quattro settimane, senza che nessuno abbia sbagliato un pronostico.
Il bankroll non è un capitale da far crescere. È la benzina di un motore che consuma anche quando funziona.
Cosa guardare prima di una schedina
Un metodo vero si costruisce su tre cose che si possono controllare. La prima è la quota relativa: la stessa partita su due o tre concessionari diversi non ha lo stesso prezzo, e la differenza fra 1,85 e 1,92 su una singola da 20 € sono 1,40 € di differenza su un solo colpo. Moltiplicata per cinquanta schedine l’anno sono settanta euro: la stessa cifra di un bonus modesto, guadagnata senza scommettere meglio. Il confronto delle quote è l’unica leva certa che un giocatore ha, ed è quella che quasi nessuno esercita.
La seconda è il mercato giusto. Il 1X2 è stretto perché è sorvegliato da tutti; un mercato derivato sulla stessa partita può valere qualche punto percentuale in più di payout, perché il bookmaker ha meno riferimento esterno per prezzarlo. Non è una regola universale e non è un invito a giocare l’esotico: è il motivo per cui chi gioca sempre e solo 1X2 paga, su un’intera stagione, la quota di margine più alta del listino.
La terza è il registro. Non esiste analisi senza memoria. Chi non annota puntata, quota, mercato ed esito sta giocando a intuito e chiamandolo metodo. Un foglio di calcolo con quattro colonne bastano, e costano meno di qualunque abbonamento.
La tendenza e i suoi limiti
Le serie esistono e non predicono. Una squadra che ha vinto cinque partite di fila non è più probabile che vinca la sesta: è semplicemente una squadra che il mercato prezza già più basso, e la quota lo dice. La differenza fra tendenza e pronostico sta tutta in una parola: la tendenza descrive il passato, il pronostico pretende di descrivere il futuro. Il giocatore che confonde le due cose non sta scommettendo, sta pagando per una sensazione.
Questo non significa che lo studio non serva. Significa che serve per scegliere dove giocare, non cosa giocare. Un metodo che migliora davvero il rendimento di un giocatore normale, nel mercato italiano, si compone di tre passaggi: confrontare le quote su più concessionari, scegliere il mercato con il payout migliore fra quelli che si capiscono davvero, e limitare il numero di giocate. Il resto è rumore, e il rumore costa.
Chi cerca pronostici sulle leghe minori, e in particolare sulla Lega Pro, si troverà davanti a un mercato dove l’informazione pubblica è scarsa e le quote sono larghe. È l’unico posto dove un giocatore attento può ragionevolmente pensare di avere un vantaggio, perché il bookmaker sa su quelle partite quanto lui. È anche il posto più facile per ingannarsi, e per questo il registro diventa indispensabile.
I dieci concessionari, marchio per marchio
Dieci schede, tutte su siti .it con concessione ADM. L’ordine è quello del confronto e non è una graduatoria: sono dieci strade, e ognuna porta a un lettore diverso. Le specifiche vengono da ciò che ciascun operatore scrive nei propri termini o nella scheda che pubblica, e ognuna vale per quel marchio soltanto.
BetFlag: il bonus più grande del gruppo, e le condizioni che non vedi
Concessione ADM n. 16008 a Betflag S.p.a., sito Betflag.it. Sul fronte dell’apertura conto, BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Sul prodotto il marchio espone il Welcome Bonus Sport, pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.
Un 100 % fino a 5.000 € è il numero più grande che si incontra in questo confronto, e va letto per quello che è: un bonus in denaro accreditato sul saldo, non una freebet. La differenza non è terminologica. Una freebet da 5 € giocata a quota 2,00 rende circa 5 € di profitto, e la puntata non torna indietro; cinque euro di saldo sono cinque euro veri, che si giocano e si prelevano alle condizioni del conto. Un bonus in saldo vale più di una freebet dello stesso importo, sempre. Il tetto di 5.000 € dice anche qualcosa sul target: è una cifra pensata per chi versa grosso al primo deposito, perché il 100 % di un versamento da 50 € sono 50 € e il tetto diventa irrilevante. È l’offerta giusta per chi ha un capitale iniziale; per chi mette 20 € è un bonus come tanti.
Su rigioco, quote minime e scadenza BetFlag non indica nulla nella scheda che pubblica: sono le condizioni da leggere sul sito prima di aderire, e sono quelle che decidono se il bonus resta un regalo o diventa un impegno.
Il verdetto. BetFlag è la strada di chi parte con una somma vera e vuole che il primo deposito valga il doppio, e la procedura con SPID è la più ordinata del gruppo. Chi cerca una freebet piccola per provare il terreno ha opzioni più leggere altrove.
William Hill: una freebet a settimana, legata a una multipla da 20 €
Concessione ADM n. 16044 a William Hill Malta Plc, sito William Hill. L’offerta che il marchio descrive è l’Extra Bet Club, che assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 € complessivi, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.
Qui le condizioni sono scritte, ed è già un merito. Una quota totale minima di 10.0 non è un ostacolo banale: cinque esiti a quota 2,00 danno 32,00 e passano senza problemi, ma cinque esiti a 1,50 danno 7,59 e non passano. Chi gioca favoriti stretti resta fuori dall’iniziativa senza nemmeno accorgersene. E c’è l’altro lato della questione, quello che riguarda la forma dell’offerta: una freebet non è denaro. Giocata a quota 1,90, una freebet da 5 € rende 9,50 € se vince, e i 5 € di puntata non tornano — perché la puntata non è stata pagata dal giocatore, ma nemmeno gli viene restituita. Il valore atteso della promozione dipende dalla quota a cui la si gioca, e a quote basse si assottiglia in fretta.
Il tetto di 100 € in una stagione dice il resto: il club è pensato per chi gioca la multipla settimanale da 20 € comunque, non per chi cambia abitudini per prendere il bonus. Se la multipla la fai già, sono 5 € a settimana a costo zero; se non la fai, giocarla per il bonus significa costruire una giocata da 20 € che non avresti fatto.
Il verdetto. William Hill ha costruito l’iniziativa intorno al tipo di giocata che la Serie A produce naturalmente — la multipla della domenica — e chi gioca già così incassa un extra senza cambiare niente. Chi non gioca multiple regolari farebbe invece meglio a non riscrivere le proprie abitudini per 5 €.
Betfair: il catalogo dei mercati, e una concessione che vale più delle altre
Concessione ADM n. 16028 a Betfair Italia S.r.l., sito Betfair.it. Sulla scheda dell’app il marchio espone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
C’è però un fatto che riguarda il marchio e non il suo catalogo, e va detto perché è unico: l’exchange. L’art. 6, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024 ammette le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, e l’art. 2, lett. u) le definisce: il giocatore può essere puntatore o banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione stessa di Betfair, secondo quanto riportato, indica regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi; un articolo di stampa del 2024 osserva che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo che cade sul concessionario. Betfair è descritta come la prima a portare l’exchange in Italia, con la concessione 16028. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione è cosa che non risulta.
Sul piano pratico, un exchange non è una scommessa migliore: è una scommessa con una meccanica diversa, dove il prezzo lo fanno gli altri giocatori e il margine del banco non esiste. Richiede però di capire la differenza fra puntare e bancare, e chi non l’ha mai fatto troverà il primo pomeriggio più lungo del previsto.
Il verdetto. Betfair è la strada di chi vuole il catalogo di mercati più ricco fra quelli descritti qui e ha la curiosità di capire una meccanica che il resto del listino non offre. Chi cerca la schedina semplice da tre eventi non troverà qui niente che non trovi altrove.
bet365: il catalogo più profondo, e le quote maggiorate che vanno lette
Concessione ADM n. 16030 a Hillside (New Media Malta) Plc, sito Bet365.it. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Nella scheda dell’app compaiono Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live; decine di migliaia di mercati live e la Diretta TV con centinaia di migliaia di eventi ogni anno, calcio, NBA e NFL compresi, oltre a statistiche sportive, notifiche personalizzate e Live Golf Tracker.
Due cose vanno separate con attenzione. Le «quote maggiorate» sono un’iniziativa su eventi selezionati e mercati selezionati, non uno sconto sul listino: il boost è un regalo sul singolo mercato prescelto, e la domanda giusta non è se la quota sia maggiorata, ma rispetto a cosa. Un mercato maggiorato resta un mercato con un margine, e su tutti gli altri mercati dello stesso palinsesto il prezzo non cambia. Il Bet Builder, invece, è uno strumento vero: unire i mercati di una sola partita in un biglietto unico è comodo e ha un costo, perché il margine delle singole voci si compone. Il builder non è più generoso di una multipla classica: è la stessa matematica con un’interfaccia migliore.
Sul fronte della tutela bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 — l’unico contatto esterno al bookmaker che si incontra in queste schede.
Il verdetto. Chi vuole guardare la partita e giocarci sopra ha qui il pacchetto più completo: diretta, mercati live in quantità industriale e statistiche nella stessa schermata. Chi cerca il prezzo migliore su un singolo mercato di Serie A deve però confrontarlo, perché la profondità del catalogo non è la stessa cosa della generosità del prezzo.
Eurobet: il palinsesto che non finisce al calcio
Concessione ADM n. 16012 a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sito Eurobet.it. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. Le scommesse live si raggiungono dall’icona Live e comprendono calcio, tennis, basket e pallavolo. Nella sezione Virtual si scommette su partite di calcio simulate (Campionato, Big Match, Derby), corse di cavalli, corse di cani e Palline 2.0. Ai nuovi iscritti il marchio riserva promozioni di benvenuto chiamate Welcome Bonus per scommesse sportive e virtuali, mentre l’assistenza clienti è raggiungibile dall’app via chat o telefono, con consultazione delle FAQ.
Un palinsesto che arriva alle elezioni e ai reality show è una scelta ben precisa, e non è fatta per il giocatore di calcio. È fatta per chi resta sveglio la notte a guardare cose che il bookmaker tradizionale non quota. Sul giocatore di Serie A questa ampiezza non produce alcun vantaggio: il mercato è lo stesso che trovi altrove. Su chi segue il volley o il rugby, invece, Eurobet è uno dei pochi posti dove l’offerta è dichiarata per nome.
Il marchio è anche il caso più chiaro di quella confusione fra marchio e concessionario di cui si parlava: la società, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it, tre siti con tre concessioni distinte.
Il verdetto. Eurobet è la strada di chi cerca quello che altrove non c’è: sport laterali, mercati di spettacolo e politica, un palinsesto che assomiglia a una televisione generalista. Chi gioca solo calcio italiano non trova qui niente di speciale, e il bonus di benvenuto non è descritto nei dettagli nella scheda pubblica — dettaglio da chiarire prima di aderire.
AdmiralBet: l’iscrizione che ti chiede i limiti
Concessione ADM n. 16048 a Admiral Bet S.r.l., sito Admiralbet.it. Su questo marchio la documentazione è la più dettagliata del gruppo sul fronte della tutela, e vale la pena riportarla con precisione perché è l’unica cosa che il confronto ha su di lui.
In registrazione AdmiralBet chiede di impostare limiti di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto sui siti autorizzati in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Tre limiti da compilare prima di poter giocare sono, per molti, un fastidio. Per chi ha mai superato il proprio budget a metà mese sono tre righe che valgono più di qualunque bonus di benvenuto, e lo dico sapendo che suona moralistico: non lo è, è aritmetica. Un limite che si sceglie a mente fredda e si può solo abbassare in giornata è la sola difesa strutturale che questo mercato offra.
Sulle condizioni del bonus di benvenuto, sui mercati e sul palinsesto AdmiralBet la scheda pubblica non fornisce dettagli in questo confronto: chi ci arriva lo fa per la tutela e per i termini, non per il catalogo.
Il verdetto. AdmiralBet vende una cosa che gli altri non mettono davanti: il controllo. È il marchio giusto per chi sa che il proprio rischio non è una quota sbagliata ma una serata di troppo, e per quel lettore vale più di un punto percentuale di payout.
StarCasinò: il casinò che ha anche un bookmaker
Concessione ADM n. 16026 ad Azzurri Limited, sito Starcasino.it. La scheda dell’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il nome dice la verità: è un casinò con un bookmaker attaccato, non un bookmaker con un casinò attaccato. Il pubblico che cerca una classifica di scommesse sportive spesso non è lo stesso pubblico che frequenta le slot, e la sovrapposizione è più piccola di quanto l’industria speri. Per chi arriva dal casinò e vuole provare una schedina il passaggio è comodo; per chi cerca profondità sul calcio italiano, la scheda non promette nulla che non si trovi altrove.
Su mercati, quote e bonus StarCasinò la scheda pubblica non aggiunge dettagli in questo confronto: chi è interessato al prodotto sportivo farà bene a guardare il palinsesto direttamente, perché è lì che si vede se l’offerta regge.
Il verdetto. StarCasinò è una strada per chi già vive dentro l’ecosistema del casinò e vuole lo sport nella stessa app. Chi sceglie un bookmaker per la profondità del palinsesto ha davanti opzioni più dense.
Lottomatica: il catalogo completo sotto una concessione che non porta il nome
Concessione ADM n. 16010 a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sito Lottomatica.it. L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. I Virtuali dell’app comprendono calcio, corse di cavalli in trotto e galoppo e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio.
Il nome sulla concessione è la cosa da notare qui. Goldbet Better Organization Italy è il concessionario, Lottomatica è il marchio, e la stessa società è dietro a un secondo marchio che compare in questo confronto — Goldbet — che però non è fra i dieci recensiti. È il caso più nitido di quella separazione fra insegna e licenza: un giocatore che ha un problema con Lottomatica e cerca il concessionario trova un nome che non ha mai visto.
Sul prodotto, la combinazione di copertura italiana ampia, quote in tempo reale e streaming dentro la stessa app è quella che rende il marchio comodo per il live. Chi gioca guardando la partita trova qui tutto in un posto, e chi scommette sui virtuali ha un catalogo dichiarato in dettaglio. Su bonus e condizioni di benvenuto la scheda pubblica non fornisce dettagli in questo confronto.
Il verdetto. Lottomatica è la scelta di chi vuole il calcio internazionale e italiano nello stesso posto e apprezza lo streaming gratuito accanto alla schedina. Chi cerca un trattamento di benvenuto generoso deve verificare le condizioni sul sito, perché la vetrina pubblica non le espone.
Sisal: il marchio che ti dice quanti eventi ha, e quanti sono live
Concessione ADM n. 16020 a Sisal Italia S.p.a., sito Sisal.it. Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, mentre la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.
Sisal è l’unico marchio di questo confronto che quantifica la propria offerta, ed è una forma di trasparenza che merita di essere segnalata. Un catalogo da oltre 15.000 eventi live è una promessa precisa e verificabile: chi apre l’app può contare. Le 15.000 partite in diretta non sono però un vantaggio per chi gioca tre schedine a settimana — per quel giocatore la differenza fra 8.000 e 15.000 eventi live è irrilevante, e ciò che conta è il prezzo sul mercato che gli interessa.
Sul bonus di benvenuto la descrizione è procedurale: serve un conto, una registrazione e una prima ricarica, e il bonus si spende su tutto il palinsesto. Non sono indicati, in questa descrizione, né la percentuale né il tetto dell’offerta, e nemmeno eventuali requisiti di rigioco: sono le condizioni da verificare sul sito prima di versare.
Il verdetto. Sisal è la scelta di chi gioca molto e in diretta e vuole la sensazione che il catalogo non si esaurisca mai. Chi apre il conto per il bonus scoprirà che l’offerta è descritta con sobrietà, e farà bene a leggere i requisiti prima di versare.
NetWin: la scheda più larga sugli sport, e i virtuali a due minuti
Concessione ADM n. 16035 a Netwin Italia S.p.a., sito Netwin.it. L’app NetWin.it propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.
L’elenco degli sport è il più lungo di questo confronto, esports compresi, e questo dice qualcosa sul posizionamento: NetWin si presenta come un marchio generalista che non vuole lasciare fuori nessuno. È una strategia rispettabile e ha un costo, perché la copertura dichiarata su undici discipline non dice nulla sulla profondità di nessuna. Chi cerca il terzo livello del calcio italiano trova in quell’elenco la parola «calcio», non la Serie C: il dettaglio va verificato aprendo il palinsesto.
I virtuali con partenze ogni 2 minuti sono l’altra cifra interessante. Un evento ogni due minuti è progettato per chi vuole giocare tanto, in fretta, senza aspettare il sabato. Per un giocatore con limiti chiari è un passatempo; per chi non li ha è la configurazione più pericolosa del catalogo, perché non concede mai il tempo di annoiarsi. Su bonus e condizioni di benvenuto la scheda pubblica non fornisce dettagli in questo confronto.
Il verdetto. NetWin è la strada di chi vuole una sola app per calcio, tennis, hockey ed esports e apprezza i virtuali veloci. Chi ha bisogno di vedere i limiti in faccia prima di cominciare dovrebbe impostarli da sé, perché il ritmo che l’app propone non si ferma a chiederglieli.
Quanto vale davvero un bonus: un conto fatto insieme
A questo punto serve un esempio numerico, e va scelto bene, perché qui si capita nel punto in cui le pagine di scommesse diventano vaghe.
Prendiamo una freebet il cui importo è noto — quella di William Hill nell’Extra Bet Club, 5 € — e chiediamoci quanto vale davvero. La formula è questa: con una freebet da 5 € giocata a quota 1,90 su un mercato con payout del 95 %, il valore atteso è 5 € × (1,90 − 1) ÷ 1,90 × 0,95, che dà circa 2,25 €. La ragione per cui il numero è meno della metà dell’importo è che la puntata non viene restituita: se la freebet vince si incassano 9,50 €, ma i 5 € di stake non tornano al giocatore, perché non li ha mai messi.
Il 95 % di payout usato qui è lo stesso che si ottiene dal mercato illustrativo a quota 1,90 / 1,90. Su un mercato con payout più alto il valore sale, su uno più basso scende: la stessa freebet da 5 € vale poco più di 2,50 € su un mercato con payout al 97 % e scende verso 2 € su un mercato con payout all’85 %, che è quello che si incontra su alcune giocate di nicchia. Questa è una stima statistica su molte giocate, non la previsione di una singola: la freebet può rendere zero, e nella maggior parte dei casi lo farà.
Il numero dice anche un’altra cosa, e riguarda il marketing. «Freebet da 5 €» suona come cinque euro regalati, e non lo sono: sono circa due euro e mezzo di valore medio, e solo se la si gioca a una quota decente e su un mercato che non sia il più caro del listino. Giocare una freebet su un mercato esotico a payout basso la svaluta più di qualunque requisito. La quota che si sceglie per spendere una freebet è la variabile che il giocatore controlla, e quasi nessuno la guarda.
Lo stesso ragionamento, applicato ai bonus in denaro, sposta il problema altrove. Un bonus pari al 100 % del primo deposito, come quello di BetFlag, non è una freebet: è saldo, e il saldo si comporta come denaro, con la differenza che per trasformarlo in prelievo bisogna giocarlo secondo i requisiti del marchio. Ed è lì che entrano in gioco rigioco e quota minima, che sono le condizioni che decidono il valore reale di qualunque bonus. Senza quelle condizioni conosciute, il valore non si può calcolare — e un bonus il cui costo non è scritto è un bonus che va trattato con la stessa attenzione di un prezzo senza etichetta.
Domande frequenti
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Si gioca solo su eventi compresi nel palinsesto, cioè il programma di eventi e tipi di scommessa che l’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 definisce e che ADM approva, aggiungendo le voci una alla volta. Un marchio autorizzato offre tipicamente calcio, tennis, basket, altri sport, ippica e virtuali: quello che vedi nell’app è la lista chiusa su cui puoi puntare.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga riporta un codice di concessione e un sito .it. La concessione è per sito, non per società, e il nome del marchio spesso non coincide con quello del concessionario. La presenza in una classifica o in una guida non è una prova di licenza.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Si moltiplica la puntata per la quota. Dieci euro a quota 1,90 restituiscono 19,00 € se il pronostico è giusto, cioè 9 € di profitto netto; in una multipla le quote degli esiti si moltiplicano fra loro prima di applicare la puntata. La quota comprende già il margine del bookmaker.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano le probabilità implicite di tutti gli esiti dello stesso mercato, cioè 1 diviso ciascuna quota; il totale che eccede il 100 % è il margine. Su un mercato a due esiti quotato 1,90 per parte la somma è circa 1,0526, il payout che il mercato restituisce sta intorno al 95 % e il margine poco sotto il 5 %. Basta una coppia 1,85 / 2,05 per scendere verso il 2 %.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Sui siti con concessione ADM il prelievo ricade sul concessionario: la stampa di settore descrive le vincite come tassate alla fonte, con il giocatore che incassa la somma netta e non dichiara nulla. Le vincite ottenute su siti senza concessione o esteri, secondo la risoluzione n. 141/E del 2010 dell’Agenzia delle Entrate, andrebbero dichiarate come redditi diversi. Non è consulenza fiscale: consulta un commercialista.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il limite lo sceglie il giocatore in fase di registrazione, su base settimanale o mensile, e vale la regola generale per cui un limite ridotto ha effetto immediato mentre un aumento entra in vigore dopo 7 giorni. Alcuni marchi, come AdmiralBet, chiedono in iscrizione limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco, su base giornaliera, settimanale e mensile.
Quello che resta al giocatore
Il quadro, alla fine, è più chiaro di come appariva all’inizio, e sta in poche righe. In Italia chi offre scommesse sportive ha una concessione, la concessione è per sito, e l’elenco di ADM dice chi ce l’ha ma non dice cosa vende: quello lo dice il palinsesto. Le quote contengono un margine che si aggira intorno al 5 % su un mercato principale a due esiti e sale sui mercati di nicchia, ed è l’unico costo che il giocatore paga sempre, qualunque cosa accada. Il limite di deposito si sceglie all’iscrizione e può solo scendere in giornata. Fuori da questo perimetro c’è un’area senza RUA, senza vincite esenti e, come dichiara ADM, con un rischio penale che riguarda il giocatore e non il bookmaker.
Se c’è una conclusione che questa pagina sostiene, non è quale marchio sia il migliore — non esiste, e chi lo scrive sta vendendo qualcosa. È che le due variabili che contano davvero sono due e si scelgono prima di giocare: la profondità del mercato che interessa e il limite che ci si mette addosso. Chi segue la Lega Pro ha bisogno di un palinsesto che la nomini, e di pazienza, perché il prezzo su quelle partite è largo. Chi gioca il calcio internazionale ha l’imbarazzo della scelta e il dovere di confrontare due quote invece di guardarne una. Chi vuole il live sceglie la diretta e si adatta al prezzo. E chiunque, senza eccezioni, compili i limiti al momento dell’iscrizione, che è l’unico momento in cui lo fa volentieri.
Il resto sono bonus, e i bonus sono la parte più pubblicizzata e meno decisiva della faccenda.
Prodotto dalla redazione di «Pronosticiinfo».
