Scommesse sui sci 2026: la concessione pesa più della quota
Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026; concessioni e riferimenti di licenza verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM (ex AAMS).
Chi cerca un bookmaker per le gare di sci finisce quasi sempre per confrontare quote e bonus, cioè le due cose che cambiano ogni settimana. La variabile che invece non cambia, e che decide se una scommessa produce soldi o problemi, sta scritta in piccolo nella prima riga dei termini e condizioni: il numero di concessione. In Italia un operatore che raccoglie scommesse sportive online ha bisogno di una concessione ADM (ex AAMS) per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un dominio .it. Quel numero, e non la simpatia per un palinsesto o la grandezza di un bonus di benvenuto, è ciò che separa un bookmaker con cui si può litigare legalmente in Italia da uno contro cui non si può fare nulla.

Da lì discendono conseguenze molto concrete. Con la concessione arrivano il collegamento al RUA, la possibilità di impostare limiti di deposito e di spesa, la vigilanza su palinsesto e pagamenti, e un’autorità italiana davanti a cui far valere un conto bloccato per errore. Senza, restano un dominio estero, una licenza che in Italia non vale nulla e, come scrive l’ADM stessa, il rischio di una sanzione penale in capo al giocatore. Il resto della pagina spiega come si controlla la concessione, cosa il regolamento impone davvero al concessionario e cosa cambia quando la gara che vi interessa è una discesa di Coppa del Mondo o un concorso di salto.
Indice dei contenuti
- Cos’è davvero una concessione ADM e cosa cambia dal 2025
- Limiti, identificazione e autoesclusione: cosa vi viene imposto e quando
- Sci alpino, salto e combinata: cosa si trova davvero in palinsesto
- Come si sceglie un bookmaker per gli sport invernali: i criteri che contano
- Il margine del bookmaker: quanto costa davvero una quota
- I dieci bookmaker ADM, uno per uno
- Domande frequenti
- Cosa fare prima di versare, e cosa aspettarsi dopo
Cos’è davvero una concessione ADM e cosa cambia dal 2025
L’ADM (ex AAMS) è l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, il regolatore del gioco pubblico italiano; nel linguaggio comune il settore continua a dire «AAMS», ed è la stessa cosa. La cornice oggi è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. È un testo che parla di «concessioni», non di licenze aperte: si ottengono per gara pubblica, su requisiti fissati dall’Agenzia, e non si rinnovano automaticamente.

Il punto che sfugge a chi legge le guide di comparazione è la scala del meccanismo. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Tradotto: chi offre scommesse sportive online in Italia ha pagato per stare lì, e sa che tra nove anni deve rifare tutto da capo. Le concessioni sono durate al massimo nove anni, senza rinnovo, come prevede l’art. 6, comma 3 del decreto; i requisiti comprendono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5). Condizioni e regime fiscale restano fissi per tutta la durata della concessione (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3), il che spiega perché un operatore appena entrato e uno arrivato da un decennio trattino il conto allo stesso modo.
L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una società può detenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. La concessione è per sito, non per azienda — un dettaglio che vale una verifica in più quando il marchio che vi piace opera su due domini diversi.
Il regolamento disciplina anche quali partite possono stare in un palinsesto. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi ammessi a distanza con concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; e bingo. L’art. 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipologie di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi inseriti in quel palinsesto approvato. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa specializzata.
Qui arriva la prima conseguenza scomoda. La quota più alta su una gara di specialità che non compare nel palinsesto approvato non esiste: non è nascosta, non è riservata ai clienti fedeli, semplicemente non è offerta. E la seconda: il betting exchange è un gioco separato, autorizzato a sé, con la sua concessione e le sue regole; non è una variante del bookmaker tradizionale, e chi ci entra pensando di trovare le stesse tutele del conto scommesse standard sbaglia la premessa.
Vigilanza, siti inibiti e la legge che punisce anche il giocatore
Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 stabilisce che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti con accesso inibito, entrambe pubbliche sui siti dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine di inibizione vengono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.

Il blocco funziona a livello DNS e qualche operatore di rete è più lento di altri. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo la stampa specializzata, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta; i mirror ricompaiono in poche ore. Il termine tecnico per l’esito è «oscurati», e rende bene l’idea: si spegne un nome, se ne accende un altro.
Il lato che nessuna guida di comparazione mette in evidenza è quello del giocatore. L’ADM, in una nota del 28 febbraio 2024, richiama l’art. 4 della Legge 13 dicembre 1989, n. 401: la norma prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e aggiunge che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È l’ADM stessa a scriverlo, quindi non è un allarme da foglio di marketing. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti; il quadro normativo sì.
Il confronto onesto tiene poche righe. Una concessione ADM porta con sé il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti obbligatori di limitazione e un foro italiano davanti al quale discutere; un marchio senza concessione, tipicamente su .com con licenza estera, non ne porta nessuno, è esposto all’inibizione DNS e, per come l’ADM descrive la fattispecie, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere: valgono zero in Italia. Il punto non è che siano pericolosi in sé; è che davanti a un conto bloccato o a una vincita non pagata non avete nessuno a cui rivolgervi.
Cosa costa la pubblicità vietata e cosa NON vieta il Decreto Dignità
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con Legge 96/2018, è in vigore. L’ADM lo cita così, in una nota del 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A far rispettare il divieto è l’AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il decreto stesso, all’art. 3, lett. l), promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile, e all’art. 3, lett. m) consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo, possibilità richiamata anche dall’art. 15, comma 3. La distinzione operativa è questa: il marchio non può dirvi di giocare, ma può dirvi come giocare senza farvi male. Non è un cavillo; è il motivo per cui i messaggi sul Telefono Verde compaiono dove un tempo c’era lo slogan del bonus.
Tre cose vanno tenute separate, perché vengono sistematicamente confuse. Primo: nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto, secondo la stampa di settore. Secondo: con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025 il TAR Lazio ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, la C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e la C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Terzo: esiste una proposta, non una legge, di un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni; l’esito non risulta e alla data di verifica il divieto è in vigore.
E soprattutto: il Decreto Dignità vieta la pubblicità, non l’esistenza del bonus. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e resta legittimo. Non esiste un tetto statale al bonus né ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore, ed è per questo che vanno letti uno per uno invece di essere confrontati guardando solo la cifra più grande.
Tasse: chi paga, quanto e cosa cambia per chi vince
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è pagata dall’operatore, non dal giocatore. La disciplina sta nel D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 — il cui numero non è confermato — e prevede il 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e il 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, dopo essere passate da 43 % e 47 %. Le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.
Per chi scommette la conseguenza è diretta: quello che vedete accreditato è già al netto. Le vincite pagate da un concessionario ADM non vengono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo è a carico del concessionario — è quanto riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026, con la formula «tassate alla fonte»: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione giornalistica, non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la chiusura corretta è: consultare un commercialista.
Il discorso cambia del tutto se il conto è su un sito senza concessione. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo percepito senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va enunciata per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale. Chi sceglie un operatore estero per una quota più alta dovrebbe tenere presente che sta comprando anche una pratica fiscale più complicata.
Limiti, identificazione e autoesclusione: cosa vi viene imposto e quando
Il regolamento mette in capo al concessionario una serie di obblighi di tutela che il giocatore incontra come passaggi concreti, non come pagine informative. L’art. 15, comma 1 prevede autolimitazioni su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. L’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» tra i princìpi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.
Il primo vero ostacolo è l’identificazione. Un conto di gioco richiede un’identificazione completa; gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento oppure con SPID, e c’è chi aggiunge la CIE tramite un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Non è una formalità rimandabile: è la differenza tra un conto che preleva e un conto che non preleva.
Il limite di deposito si sceglie all’inizio, e si alza solo aspettando
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione, con una riduzione che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per un aumento. La logica è asimmetrica di proposito: chi vuole giocare meno viene accontentato subito, chi vuole giocare più deve raffreddare la decisione per una settimana.
Qui conviene essere precisi su un punto che molte guide sbagliano. La cifra del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara non è nota. Non esiste, per quanto risulti, un tetto statale in euro alle puntate sportive: gli strumenti che mordono davvero sono le autolimitazioni del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione. Chi legge che «per legge non si può depositare più di X» sta leggendo una semplificazione, e nel caso delle scommesse sportive una semplificazione sbagliata.
Autoesclusione: il RUA copre ciò che l’ADM copre
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca tutte le piattaforme online con concessione ADM e le sale sul territorio. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore; una testata di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026. È lo strumento più potente del sistema italiano, ed è anche quello che mostra meglio il confine: i siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì resta senza protezione. Nessun blocco, nessuna memoria condivisa, nessuno che sappia che ha chiesto di smettere.
Sull’informazione c’è un obbligo quantificato che vale la pena conoscere: l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Sono soldi che il settore è tenuto a spendere per parlarvi del gioco come problema, non come prodotto.
Ricariche, prelievi e il punto vendita sotto casa
I «punti vendita ricariche» dell’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 sono tabaccai e ricevitorie iscritti in un registro ADM; ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. È una via d’accesso al conto, non una cassa.
Gli altri canali che le pagine di comparazione mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepaid, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l’elenco proprio di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è indefinita e non risulta una norma che nomini canali approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata.
Sci alpino, salto e combinata: cosa si trova davvero in palinsesto
Qui la domanda «su quali eventi si può scommettere» riceve una risposta in due tempi, e il secondo tempo è quello che interessa a chi cerca le gare di sci. Il primo: si può scommettere solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato dall’ADM, secondo la definizione dell’art. 2, lett. s). Il secondo: quali sport e quali tipologie di giocata quel palinsesto contenga non è noto, perché nessuna fonte pubblica lo elenca sport per sport.
Questo non lascia il lettore a mani vuote, ma sposta la verifica. Il calendario di Coppa del Mondo di sci alpino, le tappe di salto con gli sci, la combinata nordica e gli appuntamenti olimpici invernali sono eventi sportivi come gli altri e, quando il concessionario li inserisce e l’ADM li approva, entrano nel palinsesto al pari di una partita di Serie A. Cosa questo significhi in pratica lo dice l’elenco di sport che i concessionari pubblicano nelle proprie app: le grandi competizioni calcistiche nazionali ed europee, tennis, basket, pallavolo, automobilismo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball, freccette, boxe, rugby e scacchi. Lo sci non compare tra le voci messe in vetrina. Non è un divieto: è un segnale sulla profondità dell’offerta e sul numero di mercati che potete aspettarvi su una singola gara, molto più sottile di quello di un derby di Milano.
La conseguenza operativa è semplice e vale più di dieci paragrafi di teoria. Prima di versare, aprite il palinsesto nella sezione sport invernali dell’operatore che vi interessa, contate quante tappe di Coppa del Mondo compaiono e quali mercati avete su una discesa: solo vincente, oppure anche piazzamento, distacco dal primo, testa a testa tra due discesisti, primo e secondo giro nello slalom, numero di atleti qualificati per la seconda manche. Se la risposta è una sola riga con il vincitore, il palinsesto non è fatto per voi, qualunque cosa dica il bonus di benvenuto.
Una nota di calendario che ha un effetto diretto sulle quote. Le stagioni degli sport invernali si sovrappongono alla parte finale dei campionati di calcio, e in un anno olimpico invernale — con i Giochi che cadono a febbraio — il numero di eventi disponibili in contemporanea cresce. Più eventi non significa più margine per voi: significa più occasioni di confrontare prezzi, ed è lì che un bookmaker si distingue davvero da un altro.
Sport simulati, un cugino che non è la stessa cosa
L’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati»: eventi sportivi, ippici e altri generati al computer e mostrati in animazione o come evento reale preregistrato. Sono ammessi dentro una concessione per scommesse sportive, e le sezioni «Virtuali» degli operatori ne sono piene. Vale la pena dirlo chiaramente: che una gara simulata sia autorizzata non la rende una gara di sci. Non c’è un atleta, non c’è una pista, non c’è una condizione della neve da valutare. È un prodotto con un margine interno deciso dal software, e va trattato come tale.
Ippica e ippica nazionale: due giochi diversi con due concessioni
Le corse dei cavalli sono, nel diritto italiano, due cose separate: le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i «giochi di ippica nazionale» (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h: vincente, accoppiata, tris e giocate a totalizzatore di tipo quarté e quinté) richiedono una concessione propria. Se un marchio raccolga online i totalizzatori di ippica nazionale non è noto. Chi scommette abitualmente sull’ippica farà bene a distinguere le due cose invece di fidarsi della voce «Ippica» nel menu.
Live: la partita si segue, ma le regole del live non le conosciamo
Le scommesse dal vivo sono offerte da ogni grande operatore, e l’appetibilità è evidente: quote che si muovono mentre l’evento si svolge, la possibilità di chiudere prima con il cash out, talvolta lo streaming dell’evento dentro l’app. Le regole ADM sui mercati live, sui ritardi di trasmissione e sugli eventi ammessi non sono note, e non esiste qui un elenco dei mercati live disponibili. Il che non impedisce di usare il live, ma consiglia di non costruirci sopra un’informazione che non si ha: la quota che vedete è quella che l’operatore vi propone in quel momento, con il margine che ci ha messo dentro.
Come si sceglie un bookmaker per gli sport invernali: i criteri che contano
La classifica che segue non misura la bellezza di un’app. Misura ciò che si può verificare da fuori: il numero di concessione e la società concessionaria, e ciò che i termini dell’operatore dicono su una manciata di punti che il regolamento italiano rende obbligatori — limiti, autoesclusione, strumenti di tutela. Tutti e dieci i marchi sotto sono presenti nell’elenco ADM con un codice e un sito .it.
Una precisazione che vale per tutta la tabella: la concessione è per sito, non per azienda, e lo stesso concessionario può comparire più volte con marchi diversi. Lottomatica e Goldbet, per esempio, fanno capo alla stessa società. Chi confronta i due profili come se fossero concorrenti indipendenti confronta due vestiti dello stesso sarto.
| Marchio | Numero di concessione e concessionario | Cosa dicono i termini dell’operatore sul tema della chiave |
|---|---|---|
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi |
| bet365 | ADM n. 16051, bet365 Italy S.p.a. | Periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 |
| SNAI | ADM n. 16032, Snaitech S.p.a. | Singole, multiple e sistemi, con Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | — |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Bonus di benvenuto spendibile su tutti gli eventi in palinsesto, con prima ricarica e registrazione sul sito o dall’app |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | — |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Promozioni di benvenuto per nuovi iscritti su scommesse sportive e virtuali |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | — |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | — |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, per chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10,0 |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Bonus di benvenuto scaricando l’app e registrandosi |
Le colonne raccontano due cose diverse. La prima è anagrafica e non cambia: un numero di concessione a cinque cifre e una ragione sociale. La seconda è viva, e cambia con i termini: quattro marchi su dieci non dicono nulla sul tema in una fonte consultabile dall’esterno, e per loro la colonna resta vuota, non perché non facciano nulla ma perché quel nulla non è verificabile da qui. Chi vuole saperne di più su una pausa o su un limite di versamento presso quei quattro trova la risposta solo nei termini aggiornati dell’operatore, e vale la pena cercarla prima e non dopo aver versato.
Va detto anche cosa la tabella non è: non è una classifica di affidabilità. Avere una concessione non distingue i dieci marchi tra loro, perché la concessione l’hanno tutti — è la condizione per stare sul mercato italiano, non un premio. Distinguono i limiti, la profondità del palinsesto, il prezzo delle quote e la rapidità dei prelievi. Ed è su questi quattro terreni che i profili che seguono si separano.
Il margine del bookmaker: quanto costa davvero una quota
Prima di leggere i profili conviene capire cosa c’è dentro un prezzo, perché è l’unico numero che il giocatore paga a ogni singola giocata, indipendentemente da chi vince. Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti con quota 1,90 da entrambe le parti — un esempio aritmetico, non un prezzo quotato da un operatore. La quota di rimborso si ottiene sommando gli inversi delle quote: 1/1,90 + 1/1,90 dà 1,0526 circa, e il suo inverso è 0,95, cioè il 95 %. Il margine è quel che resta: 1 − 0,95 = 0,05, quindi circa il 5 %.
Il margine del bookmaker è quindi la parte di ogni unità puntata su quel mercato che non torna indietro come valore atteso, e il 95 % è la stessa cosa vista dal lato opposto: la quota di rimborso. Quel 5 % è una quota di una singola unità puntata, non una percentuale della vostra vincita: su una scommessa da 10 € il valore atteso di costo è di circa 0,50 €, e non cambia se il colpo entra o non entra.
Ed è qui che il conto si allarga, perché la stessa formula applicata a mercati con più esiti e prezzi meno generosi produce bande diverse. Su un mercato a due esiti con quote intorno a 1,90 il margine si aggira intorno al 5 %. Spostandoci su un mercato a tre esiti costruito con prezzi intorno a 1,50 per ogni esito, la somma degli inversi sale a circa 2,0 e la quota di rimborso scende intorno al 50 %, con un margine che si avvicina al 50 %: è il caso limite di un mercato costruito male, e serve a mostrare quanto la banda possa allargarsi. Un mercato a tre esiti più realistico, con prezzi intorno a 2,00 per ogni esito, sta intorno a un margine del 33 %. Il margine di un mercato è anche il costo medio che pagate per ripulire un bonus con requisiti di rigioco, e vale la pena tenerlo a mente quando più avanti confrontate le condizioni delle promozioni: quello che sembra regalato costa, in media, il margine del mercato su cui lo giocate.
I dieci bookmaker ADM, uno per uno
L’ordine è quello in cui compaiono nell’elenco, e non è una graduatoria di merito. Ogni profilo si chiude su quel che il profilo stesso ha stabilito.
SNAI: il palinsesto più largo tra i marchi nazionali
SNAI opera con la concessione ADM n. 16032 di Snaitech S.p.a. e propone scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. L’offerta di virtual conta oltre 3.000 eventi al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, a cui si aggiungono scommesse live e streaming gratuito.
Il profilo che viene fuori è quello di un operatore che costruisce profondità sul calcio e sulla costruzione del biglietto più che sulla vetrina. La combinazione di My Combo con il Cash Out è il vero argomento tecnico: chiudere una parte di una giocata combinata mentre l’altra è ancora aperta è una possibilità che pochi mettono a disposizione nello stesso flusso. Sugli sport invernali, però, la profondità del palinsesto resta la variabile da verificare prima di qualsiasi altra cosa, perché nessuna delle voci pubblicizzate è lo sci.
Planetwin365: la lista delle competizioni è il suo biglietto da visita
Planetwin365 porta la concessione ADM n. 16007 di Pwo S.p.a. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. Nell’app trovano posto anche Casinò e Casinò Live, l’Ippica con eventi nazionali e internazionali e i Virtuali, calcio, corse di cavalli e levrieri compresi.
La cifra del marchio è l’ampiezza orizzontale: venti tipi di sport e un pacchetto di competizioni calcistiche molto riconoscibile. Chi scommette su discipline di nicchia trova qui una base ragionevole per cercare, ma la larghezza della lista non dice nulla sulla profondità dei mercati su una singola gara, e su una discesa di Coppa del Mondo la differenza tra cinque mercati e trenta è tutta lì. Nei termini pubblici dell’operatore non risultano strumenti di gioco responsabile descritti con la stessa ricchezza con cui è descritto il palinsesto.
Sisal: l’operatore che vive di volume e di virtual
Sisal detiene la concessione ADM n. 16020 di Sisal Italia S.p.a. La sua app dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le giocate proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; il Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.
I numeri del virtual sono la parte più interessante del profilo e anche quella da maneggiare con attenzione. Quindicimila eventi live e migliaia di simulati al giorno sono un volume che nessun palinsesto reale di sport invernali può pareggiare, e il rischio che il giocatore ci si appoggi per abitudine invece che per scelta è concreto. Il bonus di benvenuto legato a una prima ricarica è un pacchetto condizionato al deposito: chi vuole capire cosa vale davvero deve leggere requisiti di puntata e quota minima, che qui non sono indicati con la stessa chiarezza dei volumi.
AdmiralBet: gli strumenti di tutela scritti meglio degli altri
AdmiralBet opera con la concessione ADM n. 16048 di Admiral Bet S.r.l. I suoi termini prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
È il profilo con la documentazione più utile al lettore, e vale la pena dire perché. Limite di ricarica, di spesa e di tempo su tre orizzonti temporali diversi, con la regola asimmetrica sui sette giorni, significa che l’operatore ha pubblicato non solo l’obbligo ma anche il modo in cui lo applica. L’autoesclusione fino a 270 giorni o indeterminata con revoca dopo 9 mesi è poi uno strumento più fine di un blocco unico: chi vuole fermarsi a lungo ha una via graduata, chi vuole fermarsi per sempre ne ha una che non si apre per ripensamento di un pomeriggio. Il punto debole del profilo è l’altra faccia della medaglia: la profondità del palinsesto sportivo non emerge da ciò che l’operatore descrive, e chi cerca lo sci deve verificarla da sé.
Betsson: l’essenziale fatto bene
Betsson porta la concessione ADM n. 16027 di Azzurri Limited. La sua app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Il catalogo dei mercati è quello classico, senza fronzoli: chi cerca le tipologie di giocata standard le trova tutte, chi cerca un prodotto particolare troverà il menu corto. Il nome societario dietro il marchio è la parte più istruttiva del profilo, perché Azzurri Limited non assomiglia al brand che compare sull’app: è esattamente il caso in cui leggere la riga della licenza nei termini chiarisce chi risponde del conto.
Eurobet: dal calcio alle elezioni, passando per gli scacchi
Eurobet detiene la concessione ADM n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. Il palinsesto dell’app va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Le scommesse live si raggiungono dall’icona Live e comprendono calcio, tennis, basket e pallavolo. Nella sezione Virtual si scommette su partite di calcio simulate (Campionato, Big Match, Derby), corse di cavalli (Galoppo), corse di cani (Levrieri Reali) e Palline 2.0. Ai nuovi iscritti sono dedicate promozioni di benvenuto chiamate Welcome Bonus per scommesse sportive e virtuali; l’assistenza clienti è raggiungibile dall’app via chat o telefono, con consultazione delle FAQ.
Il palinsesto è il più eccentrico dei dieci, e questo è un complimento condizionato. Mettere in quotazione gli scacchi e le elezioni dice che l’operatore sa costruire mercati dove l’offerta è scarsa. Non dice però che sappia costruirli anche sugli sport invernali, che restano fuori dall’elenco. Chi cerca una quota su un evento che nessun altro quota ha un motivo concreto per guardare qui per primo; chi cerca una discesa di Coppa del Mondo guardi altrove o chieda.
Lottomatica: il marchio e la società non coincidono
Lottomatica opera con la concessione ADM n. 16010 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). La sua app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. I Virtuali dell’app comprendono calcio, corse di cavalli (trotto e galoppo) e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio.
Il dato da leggere due volte è la ragione sociale: sotto il marchio Lottomatica c’è la stessa società che gestisce Goldbet. Due nomi, una concessione ciascuno, un unico gruppo. Chi apre un conto su entrambi per «diversificare» non sta diversificando nulla: sta usando due interfacce dello stesso concessionario. Lo streaming integrato e l’aggiornamento delle quote in tempo reale sono l’argomento tecnico del profilo, utile a chi scommette live e non a chi cerca mercati pre-match profondi.
NetWin: la scommessa sull’esports e sui virtual veloci
NetWin porta la concessione ADM n. 16035 di Netwin Italia S.p.a. L’app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.
Due elementi distinguono il profilo. L’esports compare nell’elenco degli sport, cosa che non è scontata; e la cadenza dei virtual, con partenze ogni due minuti, è la più aggressiva della lista. Quest’ultima è una caratteristica a doppio taglio: una partita simulata ogni due minuti è progettata per ridurre al minimo il tempo tra una decisione e l’altra, e il tempo tra una decisione e l’altra è esattamente ciò che un giocatore usa per pensare. Sugli sport invernali il palinsesto non dice nulla.
William Hill: l’unico bonus gratis senza deposito, e con il vincolo più chiaro
William Hill detiene la concessione ADM n. 16044 di William Hill Malta Plc. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10,0.
Vale la pena smontare questo bonus pezzo per pezzo, perché è l’unico dei dieci che non chiede un deposito e quindi l’unico di cui si possa calcolare il valore senza prima aver messo soldi nel conto. La freebet è da 5 €, non negoziabile: il suo valore non è 5 € ma 5 € moltiplicati per (quota − 1) e divisi per la quota, il tutto per la quota di rimborso del mercato giocato. A quota 2,00 su un mercato con il 95 % di rimborso, il valore medio è di circa 2,38 €. Il requisito per accedervi, però, è una multipla da almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10,0: cinque esiti combinati a quota complessiva doppia cifra sono un evento raro per costruzione, e la quota minima serve proprio a questo. Il bonus non richiede un versamento, ma richiede una giocata che la maggior parte dei giocatori occasionali non fa. Chi gioca abitualmente multiple a cinque gambe lo raccoglie a costo zero; per tutti gli altri è un premio che non si incassa.
Goldbet: la stessa società di Lottomatica, con un catalogo di mercati più fitto
Goldbet opera con la concessione ADM n. 16009 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Tra i mercati di calcio indicati ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. La Goldbet League è un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema; le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti.
Il catalogo dei mercati calcistici è il più dettagliato dei dieci profili, e le quote speciali sul minuto del primo goal o su chi segna per primo e per ultimo sono esattamente ciò che serve a chi costruisce giocate articolate. Il nome della società resta il dato più importante: Goldbet e Lottomatica sono lo stesso concessionario, con due numeri di concessione distinti. E il bonus di benvenuto è legato a un passaggio — scaricare l’app e registrarsi — che va verificato nei termini aggiornati prima di considerarlo parte del valore dell’offerta.
Domande frequenti
Su quali eventi si può scommettere presso un concessionario ADM?
Solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato dall’ADM, definito dall’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 come il programma di eventi e tipologie di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’Agenzia. Quali sport e quali mercati contenga quel palinsesto non è indicato da alcuna fonte pubblica.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si legge l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM: 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. In alternativa si controlla il numero di concessione e la ragione sociale dichiarati dall’operatore nei propri termini e condizioni, e si confrontano con l’elenco.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Si moltiplica la puntata per la quota: 10 € a quota 1,90 restituiscono 19,00 €, di cui 9,00 € di profitto netto. Nella multipla le quote degli esiti si moltiplicano in un unico prezzo, e con esso si moltiplica la puntata per ottenere il ritorno in caso di esito favorevole.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e si prende l’inverso del totale: su un mercato illustrativo a due esiti con quota 1,90 da entrambe le parti, 1/1,90 più 1/1,90 dà circa 1,0526, il cui inverso è il 95 %. Il margine è quel che resta, cioè circa il 5 %.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Presso un concessionario ADM no: l’imposta unica è pagata dall’operatore e il giocatore riceve la somma netta, come riporta la stampa di settore con la formula «tassate alla fonte», senza obbligo di dichiarazione. È una ricostruzione giornalistica: per il proprio caso conviene consultare un commercialista.
Quali limiti di deposito si impostano presso un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile; una riduzione ha effetto immediato, un aumento dopo sette giorni. L’art. 15, comma 1 prevede anche autolimitazioni su tempo, spesa e perdita. La cifra del limite che l’ADM fissa nella gara di concessione non è nota.
Cosa fare prima di versare, e cosa aspettarsi dopo
La sequenza è più corta di quanto sembri. Si apre l’Elenco dei concessionari, si cerca il marchio, si annota il numero di concessione. Poi si leggono i termini dell’operatore, in particolare la riga che dichiara la società concessionaria e la sezione sui limiti. Poi si apre il palinsesto e si conta, sport per sport, cosa c’è dentro: se lo sci alpino non compare o compare con un solo mercato, l’offerta non è quella che stavate cercando, e nessun bonus di benvenuto compensa la differenza. Solo alla fine si guarda la quota.
È un ordine che sembra innaturale e che è l’unico che riduce il rischio di restare bloccati. Le cose che possono andare storte davanti a un concessionario ADM sono noiose e risolvibili: un documento non caricato che sospende il conto dopo trenta giorni, un limite alzato che non si applica prima di una settimana, un prelievo che richiede la verifica del conto. Le cose che possono andare storte davanti a un operatore senza concessione non sono né noiose né risolvibili: non c’è un’autorità italiana che risponda, non c’è RUA che vi protegga se avete chiesto di smettere, e sul versante fiscale la posizione cambia in peggio, con le vincite che andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate.
Sugli sport invernali il consiglio pratico è quello che vale per qualsiasi disciplina di nicchia: scegliete prima l’operatore che quota davvero la vostra gara e il vostro mercato, poi confrontate i prezzi tra i pochi che la quotano. È l’opposto di quello che fa la maggior parte dei giocatori, che sceglie il bookmaker dal bonus e scopre dopo che la discesa che gli interessa non è in palinsesto. Il margine del bookmaker lo pagate comunque, su ogni giocata: almeno scegliete un mercato in cui abbiate l’informazione che vi serve per giocarlo.
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