Comparazione di quote di scommesse 2026: il payout dell’85 % che nessuno dichiara
Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026; le concessioni sono state verificate sull’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM (ex AAMS) e i termini delle singole offerte sulle condizioni contrattuali dei rispettivi operatori.

Una quota non è un prezzo come quello di un paniere al supermercato. È un numero che contiene già due cose: la stima che il bookmaker fa di un esito e la fetta che si riserva per sé. Chi confronta le quote guardando solo il numero più alto confronta la metà visibile di una frazione. La parte nascosta si chiama margine, si ricava dalle quote di tutti gli esiti possibili, e in Italia vale tipicamente intorno al 10 % su un mercato a due esiti e intorno al 15 % su uno a tre esiti — che è lo stesso dato letto dall’altro lato, quello del payout, cioè la quota di puntate che torna indietro ai giocatori: circa il 90 % nel tennis, circa l’85 % nel calcio.
Quella differenza tra tennis e calcio non è un dettaglio da nerd delle quotazioni. È denaro, e sono soldi che escono dal conto del giocatore a ogni singola giocata, vinca o perda, perché il margine non dipende dall’esito della partita. Un bookmaker non ha bisogno che il lettore perda la scommessa per guadagnare: ha già guadagnato nel momento in cui l’ha scritta. Il confronto tra operatori serve esattamente a ridurre quella fetta, ed è l’unica leva che chi scommette può davvero controllare. Prima della quota, però, viene la concessione: senza un numero di concessione ADM, quella quota non esiste nel perimetro legale italiano, e nessun confronto regge.
Indice dei contenuti
- La concessione ADM prima della quota
- Gli strumenti di tutela e la loro scadenza
- Quota fissa e quota variabile: due scommesse diverse
- Dal payout al margine: la formula che spiega una classifica
- Cosa guardare davvero in una classifica di bookmaker
- Due esempi di quota letti fino in fondo
- La classifica: dieci concessionari a confronto
- Domande frequenti
La concessione ADM prima della quota
In Italia ogni bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un dominio .it. Non è una licenza aperta: le concessioni sono assegnate per gara pubblica. Il quadro sta nel Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, che all’art. 6, comma 3 fissa per i vincitori della gara la durata massima di nove anni senza rinnovo, e all’art. 4, comma 3 e all’art. 5, comma 3 congela le condizioni della concessione e il regime fiscale per tutta la sua durata.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Tradotto in pratica: chi entra nel mercato italiano paga un biglietto d’ingresso a sei zeri e lo paga per nove anni, e questo spiega perché i concessionari difendono il margine con una certa cura.
Il perimetro di ciò che si può offrire è chiuso. L’art. 6, comma 1 elenca le attività giocabili a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; scommesse sportive e ippiche a totalizzatore; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori (il betting exchange); bingo. Un concessionario può gestirne una o più in qualunque combinazione.
Da qui una conseguenza che quasi nessuno mette in conto quando legge una classifica di siti: la concessione è per sito, non per azienda, e un’azienda può tenerne più di una. Eurobet Italia S.r.l., per esempio, gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. E — punto che vale quanto tutto il resto — l’elenco ADM non ha una colonna per i giochi: un nome presente nella lista non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive. Il diritto a offrirle si verifica sul sito e sull’app dell’operatore, non nel registro.
Cosa succede quando il sito è oscurato
Offrire giochi a giocatori italiani senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti inibiti, entrambe pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti su una pagina di avviso.

Il blocco agisce a livello di DNS e qualche provider resta indietro. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, con aggiornamenti del 2026 che aggiungono da qualche decina a qualche centinaio di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore: il termine tecnico è «oscurati», il termine pratico è che la rete di blocco rincorre, non chiude.
C’è un secondo livello, che riguarda direttamente chi gioca e non solo chi gestisce un server. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, nella lettura che ADM stessa ne dà il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e — questa è la parte che pesa — anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un caso concreto contro un giocatore sono fuori da ciò che si può documentare qui. Ma la norma come ADM la enuncia sta scritta, e non è una clausola di stile.
Sui siti offshore che accettano giocatori italiani e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, la sintesi è breve: quelle licenze non hanno valore in Italia, il sito non è collegato al RUA e il giocatore resta fuori da ogni tutela prevista dall’ordinamento italiano. Nessun nome qui, perché il punto non è questo o quel marchio: è che la zona non è protetta.
Un caso che sta cambiando proprio adesso
L’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018 — il cosiddetto Decreto Dignità — è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e un minimo di 50.000 € per violazione.
Il quadro però non è fermo. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale il minimo fisso di 50.000 €; e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). In parallelo, un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di togliere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non è dato sapere, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Cosa c’entra con le quote? C’entra perché il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Nessun tetto statale agli importi dei bonus e nessun tetto ai requisiti di rigioco risulta previsto, quindi ogni cifra che si legge in un’offerta di benvenuto viene dai termini dell’operatore e vale solo per quell’operatore. Ed è proprio il terreno dove il margine si nasconde meglio.
Gli strumenti di tutela e la loro scadenza
Il passaggio da un concessionario all’altro non è solo questione di quote migliori. È la differenza tra avere in mano una leva e non averla. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca ciò che i concessionari devono mettere a disposizione: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
La parte che nessuno legge due volte è la seconda: i limiti di deposito che il concessionario fissa secondo protocolli ADM sono una cosa, il limite di deposito che il giocatore sceglie al momento della registrazione è un’altra. Ed è quest’ultima che produce l’effetto a orologio. In fase di registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile; una riduzione ha effetto immediato, mentre per alzare un limite serve un’attesa di sette giorni. Sette giorni sono un’eternità quando una serata è andata male, ed è esattamente il tempo che serve a evitare la ricarica d’impulso.
Sull’identificazione le regole hanno la stessa forma: un conto di gioco richiede l’identificazione completa, e senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Alcuni offrono anche CIE accanto alla registrazione classica con copia del documento.
Il RUA e la sua data di scadenza
L’autoesclusione passa dal RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018: l’iscrizione blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale fisiche. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore.
Qui il materiale diventa concreto in modo utile. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi pensa di potersi riattivare in una settimana, quindi, ha ragione in teoria e torto in pratica: con la revoca a nove mesi, la scelta presa oggi vale quasi un anno.
Sui siti senza concessione il RUA non arriva. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un dominio non collegato al registro non è un cliente in pausa: è un cliente, con tutto quello che comporta.
La Legge 401 dell’89 completa il quadro con il suo linguaggio penale, e l’art. 15, comma 2, D.Lgs. 41/2024 aggiunge un obbligo informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Non è filantropia, è una voce di costo fissata per legge, e va letta per quello che è.
Quota fissa e quota variabile: due scommesse diverse
Prima di confrontare i numeri conviene capire da dove vengono, perché esistono due meccanismi e solo uno dei due è comparabile.
Con le quote fisse il bookmaker stabilisce la quota e si pone come avversario di chi scommette; la quota vale dal momento della giocata e non può essere modificata in seguito. Chi punta sa subito quanto gli sarà pagato in caso di esito corretto, e non c’è nessun fattore esterno che possa cambiare la cifra dopo. È il modello di tutte le «scommesse sportive a quota fissa» elencate all’art. 6, comma 1, lett. a) — il prodotto centrale del mercato italiano — e di qualunque offerta trovata su un sito con concessione ADM.
Con le quote variabili, cioè il totalizzatore, i giocatori scommettono tra loro e la quota è definita solo dopo l’evento. Il monte puntate viene ripartito tra chi ha indovinato, e il numero finale dipende dalle somme raccolte, non da una previsione. La conseguenza è immediata: al momento della giocata non si sa quanto si incasserà, si sa solo una proporzione. E la quota di restituzione è molto più bassa: inferiore al 50 % presso gli operatori statali, fino a circa l’85 % per le corse di cavalli.
Questa è la parte che sorprende chi arriva dal confronto fra bookmaker. Su un totalizzatore la restituzione può scendere sotto la metà delle puntate raccolte, mentre su un mercato a due esiti di un concessionario ADM si aggira tipicamente intorno al 90 %. La differenza non è tecnica, è di portafoglio: due modelli che sembrano entrambi «scommesse» restituiscono quantità di denaro radicalmente diverse.
Lo Stato italiano, del resto, prevede entrambe le forme: la legge contempla anche il totalizzatore, ma non è dato sapere se qualche marchio online offra oggi scommesse sportive a totalizzatore. Quello che si trova in pratica su un sito con concessione è la quota fissa.
Dal payout al margine: la formula che spiega una classifica
Il payout — quota di restituzione — indica quale parte delle puntate viene restituita ai giocatori sotto forma di vincite. Nelle scommesse sportive si calcola sommando i reciproci delle quote di tutti gli esiti possibili e dividendo 1 per questa somma; con le quote 1,25 / 5,00 / 10,00 si ottiene circa il 90,91 %.
Sui mercati dei bookmaker sono tipici un payout di circa il 90 % nelle scommesse con due esiti possibili, per esempio il tennis, e di circa l’85 % in quelle con tre esiti possibili, per esempio il calcio. Prendiamo il caso due esiti e rendiamolo concreto: a quota 1,95 su entrambi i lati di una scommessa a due esiti il payout è circa il 97,5 % e il margine del bookmaker circa il 2,5 %; a quota 1,80 su entrambi i lati il margine sale a circa il 10 %.
Da qui il criterio operativo, che è la cosa più utile di questo confronto. Su un mercato a due esiti con payout tipico intorno al 90 % il margine implicito sta intorno al 10 % — la stessa cifra che il caso 1,80/1,80 mostra dall’altro capo della forbice. Un bookmaker che offra 1,90 su entrambi i lati di un mercato a due esiti sta sotto quella soglia, e la misura esatta di quanto ci sta sotto si lascia alle condizioni reali di quelle quote. Il segnale da cercare, quando si confrontano due operatori sulla stessa partita, non è la quota più alta su un singolo esito: è la somma delle quote di tutti gli esiti. Una quota alta su un lato e bassa sull’altro è un margine che si è semplicemente spostato.
L’eccedenza ha un nome. I bookmaker calcolano le quote in modo che le probabilità implicite di tutti gli esiti insieme superino il 100 %; quell’eccedenza si chiama overround ed è il guadagno del bookmaker a libro bilanciato. A libro bilanciato significa: senza nemmeno dover indovinare chi vince, perché le puntate sui due lati si compensano.
La probabilità implicita, e il trucco del confronto
Con le quote decimali fisse la probabilità implicita corrisponde al reciproco della quota: la quota 1,01 corrisponde al 99,01 %, la quota 2,00 al 50,00 % e la quota 4,00 al 25,00 %. È un calcolo che si fa a mente in dieci secondi su una schedina, e serve a smontare l’illusione che una quota alta significhi un bookmaker generoso.
Il punto è questo: nessuna somma di probabilità implicite, su qualunque mercato, dà 100 %. Dà sempre qualcosa in più, e quel qualcosa in più è la casa. Chi confronta due bookmaker sulla stessa partita non dovrebbe quindi chiedersi chi paga di più, ma quanto poco si prendono entrambi — e se la differenza tra loro vale lo spostamento.
Un esempio renderà il meccanismo immediato. Immagina un mercato illustrativo a due esiti con 1,90 su entrambi i lati: non è un prezzo reale di nessun operatore, è un caso di scuola. Il reciproco di 1,90 è circa 0,5263, e sommandolo due volte si arriva a circa 1,0526. Il payout, cioè 1 diviso quella somma, si colloca intorno al 95 %; il margine è il resto, intorno al 5 %. Un mercato così è più generoso di uno costruito a 1,80 su entrambi i lati — lì il margine si aggira intorno al 10 % — e meno generoso di uno a 1,95, dove il margine scende intorno al 2,5 %. Da qui il numero non è un numero, è una banda: su un mercato illustrativo a due esiti da 1,90/1,90 il margine sta intorno al 5 %, e si sposta a circa 2,5 % o a circa 10 % a seconda di dove si trovano le quote reali dei due lati. Serve una condizione perché il conto regga: entrambe le quote sono fissate a 1,90, e i due esiti considerati sono tutti gli esiti possibili di quel mercato.
Cosa significa per chi punta 10 €
Cinque punti percentuali di margine su una singola giocata sono spiccioli. Su una singola da 10 € sono circa 0,50 € di attesa persa, che nessuno sente. Il problema è la frequenza. Lo stesso 5 % applicato a cento schedine da 10 € — cioè 1.000 € di puntate — è una cinquantina di euro che il margine si è già preso prima che si parli di vincite. Su un mercato a tre esiti con payout intorno all’85 %, quei cento biglietti ne lasciano sul tavolo circa 150 €.
È per questo che il margine è la voce di costo più importante di questa pagina, molto più dell’importo di un bonus, e per questo conviene guardarlo prima di guardare le promo. Un’offerta di benvenuto può valere qualche decina di euro; la differenza di margine tra due operatori, su chi gioca con continuità, vale centinaia di euro all’anno. Chi punta poche volte l’anno può permettersi di ignorare questa differenza; chi punta ogni settimana no.
Una nota sul prelievo fiscale, perché tocca la cifra che arriva davvero sul conto. L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta è sul canale fisico e 24,5 % se è raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, prima ferme al 43 % e al 47 %; le giocate sui virtuali pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile è fuori da ciò che si può stabilire qui.
Per il giocatore vale la regola opposta, e conviene dirla con precisione: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo grava sul concessionario — in sintesi il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. Essendo una ricostruzione riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, è prudente consultare un commercialista prima di considerarla pacifica.
Discorso diverso per le vincite ottenute su siti non concessionari o esteri. L’Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va riassunta così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Un mercato che cambia sotto gli occhi
Il palinsesto è il programma degli eventi — sportivi, corse di cavalli comprese, e non sportivi — e delle tipologie di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM; la definizione sta all’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024. La conseguenza è che si può scommettere solo su eventi presenti nel palinsesto approvato, e ADM aggiunge eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipologie di giocata il palinsesto contenga non è dato sapere, e questo è il motivo per cui l’offerta live può cambiare da un mese all’altro anche restando identico il nome del mercato.
Le scommesse su eventi simulati — art. 2, lett. v): eventi sportivi, ippici e non, simulati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — sono ammesse dentro una concessione per scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica invece è due cose distinte nella legge: le scommesse sulle corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i «giochi di ippica nazionale» dell’art. 6, comma 1, lett. c) — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — che richiedono una concessione propria. Se un marchio prenda scommesse sulle corse di cavalli nazionali online non è dato sapere.
Il betting exchange è ammesso come gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e); art. 2, lett. u): il giocatore può essere chi punta o chi banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair risulta indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere; Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.
Sui limiti alle puntate il quadro è più sobrio di quanto ci si aspetti. Un tetto statale in euro alle puntate nelle scommesse sportive non risulta previsto: gli strumenti che vincolano davvero sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito scelto in fase di registrazione. Chi cerca una protezione automatica la troverà nel proprio conto, non nella legge.
Cosa guardare davvero in una classifica di bookmaker
Una classifica di siti di scommesse che ordina gli operatori per altezza della quota di benvenuto sta misurando la cosa sbagliata. L’offerta di benvenuto è un evento una volta sola; il margine è una costante che accompagna ogni giocata successiva. Se il lettore deve costruirsi un criterio personale, l’ordine dei controlli è questo.
Primo, la concessione. Un operatore con concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti obbligatori di limitazione e un foro italiano per qualsiasi controversia; un marchio .com non autorizzato non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, per come ADM stessa enuncia la Legge 401, espone il giocatore a una sanzione penale. Non è un criterio secondario, è il criterio che rende possibili tutti gli altri.
Secondo, il margine sui mercati che si frequentano davvero. Chi gioca quasi solo 1X2 di calcio sta su un mercato a tre esiti, dove il payout tipico si aggira intorno all’85 %; chi gioca tennis sta su un mercato a due esiti, dove il payout tipico sale verso il 90 %. Confrontare i due non ha senso: sono mercati diversi con margini diversi.
Terzo, la copertura. Non tutti i mercati esistono su tutti i siti, e il palinsesto cambia. Un’offerta che sembra ricca su un mercato che non si usa vale zero.
Quarto, le condizioni dell’offerta: requisiti di puntata, quota minima, scadenza, tetto alle vincite. È lì che l’offerta di benvenuto si trasforma da regalo in impegno.
Un’ultima cosa, che vale come avvertenza sul metodo. La concessione è per sito, non per azienda: due marchi diversi possono far capo alla stessa società, e questo non li rende identici né nella quota né nell’offerta. Il nome sulla concessione è quello che conta per capire chi c’è dietro, non per dedurre come si comporta il margine.
Cosa ti serve sapere prima di confrontare due quote
Il confronto tra quote su due operatori diversi ha una trappola che non si vede: le quote possono essere rilevate in momenti diversi. La quota fissa vale dal momento della giocata e non può essere modificata in seguito, ma tra il momento in cui si legge il numero sul primo sito e quello in cui si apre il secondo passa del tempo, e la quota può essersi spostata. Un confronto fatto a distanza di un’ora su una partita che sta per iniziare è un confronto tra due istanti, non tra due bookmaker.
Il metodo pratico è elementare: prendere i due numeri nella stessa finestra di tempo, sullo stesso mercato e sugli stessi esiti, e usare la somma dei reciproci invece della quota singola. Chi non fa questo calcolo confronta la cosa che il bookmaker vuole far vedere, cioè la quota più alta, non la cosa che paga, cioè il margine.
Prima di guardare le quote, guarda il conto
C’è un ordine di operazioni che funziona meglio dell’ordine istintivo. Prima si verifica la concessione sull’elenco ADM; poi si aprono i termini del conto e si imposta il limite di deposito, sapendo che una riduzione è immediata e che per alzarlo serviranno sette giorni; quindi si guarda l’offerta di benvenuto e si legge fino in fondo la parte sui requisiti; solo alla fine si confrontano le quote sui mercati che si usano.
Molti fanno il percorso inverso, e il risultato è che si trovano con un conto aperto su un sito di cui non hanno verificato la concessione, spinti da un’offerta le cui condizioni hanno letto distrattamente. L’ordine conta più della velocità.
Due esempi di quota letti fino in fondo
Vale la pena seguire due offerte reali attraverso lo stesso filtro, per vedere cosa emerge quando si smette di leggere il titolo.
La prima è il Benvenuto Sport di William Hill: il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. La struttura è quella tipica del bonus cash a tranche: non arriva tutto insieme, arriva a pezzi, e ogni pezzo è condizionato a una giocata che rispetti una quota minima complessiva di 5.00 e almeno cinque selezioni. Chi gioca singole da 1,80 non sbloccherà mai una tranche. La quota minima non è un dettaglio tecnico, è il filtro che esclude il tipo di giocata che la maggior parte delle persone fa.
La seconda è il meccanismo delle Quote Maggiorate di bet365, presenti su centinaia di mercati ogni giorno, e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. La quota maggiorata è uno strumento di confronto prezioso, ma va letta per quello che è: vale su un mercato specifico e su una selezione specifica, non sul listino. Moltiplicare le gambe di un Bet Builder, poi, moltiplica anche il margine complessivo, perché i margini delle singole selezioni si compongono. È il punto in cui la voce «combo» smette di essere sinonimo di convenienza.
La classifica: dieci concessionari a confronto
I dieci operatori che seguono sono marchi presenti nell’elenco ADM dei siti autorizzati al gioco a distanza, con un codice di concessione, e su ognuno il confronto si limita ai fatti che le fonti citate coprono. Non è una classifica di merito e non è una raccomandazione: la concessione è per sito, l’elenco non ha una colonna per i giochi, e alcune di queste realtà sono casinò-first con un bookmaker accanto. L’elenco non esaurisce il mercato: altri concessionari esistono, e un marchio assente da questo elenco non è per questo privo di licenza.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Termini sul margine e sulla quota |
|---|---|---|
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno, Bet Builder+ pre evento e live |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo su migliaia di eventi |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Pre-match e live su tutti i campionati di calcio e altri sport |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Supercombo, Supercoppia, mercati Goal, No Goal, Multigoal, tiri in porta, rigori ed espulsioni, con Cash Out |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate, oltre a Esito Finale, Under/Over e Multigol |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Streaming degli eventi in diretta, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Singole, multiple e sistemi, con le schedine raccolte nella pagina My Bets |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Bonus cash del 100 % del primo deposito fino a 50 €, in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 |
Sulla colonna di destra conviene essere onesti fino in fondo: non è il margine di questi operatori, è la descrizione della loro offerta così come i termini e le schede delle app la presentano. Nessuno di loro pubblica il proprio payout, e questo è già un’informazione. La verifica si fa nell’altro modo, sommando i reciproci delle quote sullo stesso evento su due siti, e va fatta nel momento in cui si gioca.
Il primo dettaglio che salta all’occhio è la ripetizione dei concessionari: Goldbet e Lottomatica fanno capo entrambe a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., con concessioni 16009 e 16010; Betsson e StarCasinò fanno capo ad Azzurri Limited, con 16027 e 16026. Quattro marchi, due società. Un nome diverso sul sito non significa una gestione diversa dietro, e chi sceglie su questa base si sta muovendo su un’informazione che non esiste.
Il secondo dettaglio è la direzione del prodotto. Sisal, Betfair e SNAI costruiscono l’offerta intorno alle combo e alla loro moltiplicazione; Goldbet e Betsson la costruiscono intorno all’ampiezza del listino; Lottomatica e Planetwin365 intorno al live e allo streaming. Sono tre modi diversi di alzare il margine effettivo, e il terzo è il più subdolo perché non tocca la quota — tocca la frequenza con cui si gioca.
bet365: quote maggiorate e Bet Builder+
Il numero di concessione di bet365 è il 16030, il concessionario è Hillside (New Media Malta) Plc, e il dominio autorizzato è un sito .it proprio.
Il profilo sportivo poggia su due strumenti: le Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, sia pre evento sia live. È un’offerta costruita per chi gioca combinazioni e vuole costruirsi la giocata pezzo per pezzo invece di scegliere un mercato pronto.
Il punto che va detto, ed è quello che l’offerta non dice: un Bet Builder è un mercato nuovo, e i margini delle sue gambe si compongono. Più mercati popolari si combinano, più la casa incassa. La quota maggiorata su un mercato selezionato è reale e verificabile, ma non dice nulla sul margine di una schedina costruita a mano. Chi usa Bet Builder+ conviene che sommi i reciproci delle quote delle gambe prima di confermare, invece di fidarsi della quota finale che l’app propone già impacchettata.
Il verdetto su bet365 riguarda la trasparenza del confronto: il marchio mette a disposizione più mercati di quasi chiunque altro e la quota maggiorata su mercati selezionati è un’indicazione che lo sponsor può verificare; ma la combinazione libera lascia all’utente la parte difficile del calcolo.
Betsson: ampiezza di listino come argomento
Betsson opera con la concessione 16027, intestata ad Azzurri Limited, su un proprio dominio .it.
L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È uno dei profili più ampi del gruppo: se il criterio è avere la partita o il torneo minore disponibile, questo è il tipo di catalogo che risponde.
Il confronto su questo terreno va fatto con attenzione, perché ampiezza non significa margine basso. Un listino di migliaia di eventi si costruisce anche alzando il margine sui mercati meno battuti, quelli dove non c’è un prezzo di riferimento da rispettare. La presenza di quaranta mercati su una partita di Serie B lascia al bookmaker una libertà che non ha sul 1X2 della stessa partita, e quella libertà si paga.
Il verdetto su Betsson è sulla copertura: chi cerca l’evento raro lo trova, e sul mercato principale il metodo di controllo della somma dei reciproci resta lo stesso. Ma nessuna ampiezza sostituisce quel controllo.
Goldbet: calcio e sistemi, con il vincolo dell’età
Goldbet ha la concessione 16009, il concessionario è Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), su un proprio .it.
L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Il ventaglio è quello di un operatore generalista con una particolare densità sul calcio.
Il sistema è la tipologia su cui vale la pena fermarsi, perché è quella in cui il confronto tra quote mostra la sua faccia peggiore. Una multipla moltiplica i margini delle singole selezioni: due gambe a margine 5 % non danno 5 %, danno qualcosa di più vicino al 10 % complessivo. Un sistema con cinque selezioni costruisce molte combinazioni, e ogni combinazione ripaga il margine di tutte le sue gambe. È il formato che premia di più il bookmaker.
Il verdetto su Goldbet riguarda la specializzazione: chi gioca soprattutto calcio e ama costruirsi combinazioni trova il terreno adatto, ma proprio per questo deve aspettarsi che il costo complessivo del margine sia più alto che su una singola.
Sisal: combo, mercati rari e Cash Out
Sisal opera con la concessione 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a., su un proprio dominio .it.
Tra le giocate proposte ci sono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. I mercati laterali — rigori, espulsioni, tiri in porta — sono merce che non tutti espongono.
Il Cash Out è il punto che merita una riga in più, ed è dove l’offerta non è neutrale. Chiudere prima la giocata significa accettare il prezzo che l’operatore propone in quel momento, e quel prezzo incorpora un margine aggiuntivo rispetto alla quota di mercato. Non è un servizio gratuito di gestione del rischio: è un mercato dentro il mercato, dove la controparte è la stessa che ha scritto la schedina.
Il verdetto su Sisal riguarda il Cash Out: la funzione è utile a chi vuole gestire una giocata in corso, ma il costo si paga sul prezzo proposto, e una chiusura anticipata va confrontata con quello che la stessa giocata vale in quel momento sul mercato.
Betfair: il nome dell’exchange e il suo listino
Betfair Italia S.r.l. ha la concessione 16028 su un dominio .it proprio.
L’app Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. È l’eredità di un nome che nel mercato italiano è legato all’exchange — la concessione 16028 è quella descritta come la prima del genere — cioè al modello in cui il giocatore può essere chi punta o chi banca e il concessionario si limita a mettere le parti in contatto anonimo.
Qui il confronto tra quote cambia natura, e vale la pena notare la differenza. Su un exchange non c’è un bookmaker che fissa un prezzo: c’è una commissione applicata alle vincite. È un modello strutturalmente diverso, e la documentazione di Betfair risulta indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi. Quanto alla tassazione, un articolo di stampa del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario.
Il verdetto su Betfair è sulla collocazione: il listino corrente è quello di un bookmaker con combo e quote maggiorate, mentre il vantaggio storico del marchio appartiene a un prodotto diverso, e chi cerca il modello punta-e-banca deve verificare che quel prodotto sia davvero quello che ha davanti.
Planetwin365: lo streaming come parte della quota
Il numero di concessione di Planetwin365 è il 16007, il concessionario è Pwo S.p.a., su un proprio .it.
L’operatore offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. Nessun listino di mercati combinati, nessuna sezione combo: il prodotto è la diretta.
Qui però si nasconde una delle voci di costo più trascurate del confronto, ed è il live. Le quote live si muovono durante l’evento e il margine su un mercato in movimento è tipicamente più alto di quello sul pre-match, perché il bookmaker deve difendersi dal giocatore più informato. Il regolamento di ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non è noto, e non esiste un elenco dei mercati live. Chi gioca quasi solo live sta quindi sul terreno in cui il margine è meno confrontabile, perché non c’è un prezzo di chiusura da prendere a riferimento.
Il verdetto su Planetwin365 riguarda il tennis tavolo e gli sport minori sulla diretta: la copertura streaming su discipline che pochi trasmettono è un vantaggio concreto per chi segue quei mercati, ma il live è il posto dove il margine si paga più caro e meno visibilmente.
Eurobet: schedine multiple e la pagina My Bets
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale ha la concessione 16012 su un proprio dominio .it. Il concessionario è lo stesso che gestisce Bwin.it e giocodigitale.it, e questo è il caso più chiaro del principio generale: la concessione è per sito.
Con l’app si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. La struttura è quella di un operatore generalista che punta sull’ordine del conto più che sulla spettacolarità del listino.
La pagina My Bets è più utile di quanto sembri, e questo è il punto che merita attenzione. Chi fa confronto tra quote ha bisogno di guardare indietro: media delle quote giocate, tipologia prevalente, quota minima abituale. Uno storico ordinato delle schedine in corso e concluse è lo strumento con cui ciascuno verifica da sé quanto margine ha pagato, senza chiedere niente a nessuno. È una funzione di servizio, non di marketing.
Il verdetto su Eurobet riguarda proprio questo: uno storico leggibile vale più di dieci pagine di promozioni per chi vuole capire come sta giocando, e su un confronto di quote che nessuno può fare per lui, è l’unico strumento di controllo che gli rimane in mano.
Lottomatica: campionati, F1 e quote in tempo reale
Lottomatica opera con la concessione 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), su un proprio dominio .it: condivide il concessionario con Goldbet.
L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Il posizionamento è quello dell’ampiezza popolare: i campionati che la gente guarda, più un motorsport che pochi espongono con la stessa continuità.
Il dettaglio da annotare è la condivisione del concessionario con Goldbet. Chi confronta i due marchi per capire se conviene passare dall’uno all’altro sta confrontando due siti dello stesso gruppo, e il margine praticato può ragionevolmente somigliarsi più di quanto somigli a quello di un concorrente esterno. Non è un illecito né un difetto, è una conseguenza del fatto che la concessione è per sito e non per azienda.
Il verdetto su Lottomatica riguarda la coppia di catalogo: chi segue F1 e MotoGP con continuità trova un listino che pochi mantengono, ed è lì che il confronto con altri operatori ha senso farlo; tra Lottomatica e Goldbet, invece, il confronto va fatto sui fatti e non sull’impressione.
StarCasinò: sport accanto a slot e Live Casinò
StarCasinò ha la concessione 16026, il concessionario è Azzurri Limited, su un proprio dominio .it: la stessa società di Betsson.
L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. È il caso più esplicito di casinò-first con un bookmaker accanto, e la struttura dell’offerta lo dice: lo sport è un reparto, non il centro del prodotto.
Sul versante quote questa configurazione produce un effetto preciso, e non è un difetto morale ma un fatto di progetto. Le slot e il live casinò hanno margini incomparabilmente più alti di una scommessa sportiva, e un operatore il cui prodotto principale è quello non ha lo stesso incentivo a difendere il margine sul 1X2. Il reparto sportivo può essere ampio e competitivo, ma non è lì che l’azienda guadagna.
Il verdetto su StarCasinò riguarda la separazione dei due mondi: chi vuole solo scommesse sportive deve leggere questo profilo come un bookmaker secondario dentro un’offerta da casinò, e verificarlo sommando i reciproci delle quote sulle partite che gli interessano.
William Hill: il bonus che arriva a tranche
William Hill Malta Plc ha la concessione 16044 su un proprio dominio .it.
Il Benvenuto Sport è il caso più istruttivo di tutta la lista, perché l’offerta è dichiarata con precisione e proprio per questo se ne vedono i vincoli: bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale.
Leggiamo il meccanismo senza sconti. Il tetto è 50 €, quindi il 100 % promesso vale al massimo quella cifra: chi deposita 200 € riceve comunque 50 €. Il deposito va fatto entro 7 giorni e con strumenti specifici, carta o PayPal, non con qualunque metodo. Il bonus non è disponibile in blocco ma in cinque tranche da 10 € al massimo — 50 diviso 10 — e ogni tranche richiede una multipla con almeno 5 selezioni e quota minima complessiva di 5.00 giocata con denaro reale. Chi gioca singole, o multiple corte, o quote basse, non sblocca nulla.
Il conto finale è questo: per liberare l’intero bonus servono almeno cinque multiple da almeno cinque selezioni con quota totale di almeno 5.00 ciascuna. Una multipla da cinque selezioni a quota 5.00 è una giocata che, per costruzione, combina cinque margini diversi. L’offerta che sembra regalare 50 € chiede in cambio cinque biglietti che pagano alla casa il margine composto di cinque mercati ciascuno.
Il verdetto su William Hill riguarda la forma dell’offerta: è la più trasparente della lista, perché le condizioni sono scritte in modo da poter essere contate, e chi gioca multiple lunghe con quote alte può realisticamente sbloccarla; chi gioca singole non deve considerarla un bonus, ma un’opzione che non lo riguarda.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM (ex AAMS), che alla data di verifica conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Attenzione: l’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi un nome presente non dimostra da solo un’offerta di scommesse sportive. Quella si verifica sul sito e sull’app dell’operatore, che nei propri termini dichiarano numero di concessione e società.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata: su 10 € a quota 1,85 il ritorno è 18,50 €, di cui 8,50 € di profitto netto. Con le quote fisse la quota non può essere modificata dopo la giocata. Su una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un unico prezzo.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e si divide 1 per quella somma: si ottiene il payout, e il margine è quel che resta. Su un mercato illustrativo a due esiti da 1,90 su entrambi i lati il margine sta intorno al 5 %. Un margine stimato su questo modello è una media, non un risultato garantito.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile; le condizioni degli operatori mostrano una riduzione con effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzarlo. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede anche autolimiti su tempo, spesa e perdita e limiti fissati dal concessionario secondo protocolli approvati da ADM. Il valore del limite fissato da ADM nella gara non è noto.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica grava sul concessionario, che paga il 20,5 % sulla raccolta fisica e il 24,5 % su quella a distanza. È una ricostruzione giornalistica: conviene consultare un commercialista. Sui siti non concessionari la posizione è diversa e richiede una dichiarazione.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Il sito non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso resta senza protezione; è esposto al blocco DNS, che nel 2025 ha raggiunto 11.481 domini, con aggiornamenti del 2026 che aggiungono decine o centinaia di domini per volta. ADM enuncia anche una sanzione penale per il partecipante a scommesse di operatori non concessionari, con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Prodotto dalla redazione di «Pronosticiinfo».
