Siti di scommesse stranieri 2026: la concessione è per sito, non per marchio

Updated Ottobre 2026
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31 Ottobre 2026 — dati verificati contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e la lista dei siti inibiti pubblicati da ADM (ex AAMS).

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Chi cerca «siti di scommesse stranieri» cerca quasi sempre la stessa cosa: un bookmaker che non sia italiano, un .com invece di un .it, un’offerta che non ha mai visto in vetrina su un sito con la concessione. La ricerca produce risultati abbondanti. Quello che non produce è un avvertimento, ed è la ragione per cui vale la pena scrivere questo pezzo con calma.

Il punto non è che i siti esteri siano tutti truffe. Molti sono società serie, con licenze vere rilasciate a Curaçao, a Malta o ad Anjouan, e con uffici che pagano le tasse dove le pagano. Il punto è un altro, e sta in una riga: quella licenza, in Italia, non vale nulla. Non è una concessione ADM, non apre il conto di gioco, non attiva il Registro Unico degli Autoesclusi, non mette il bookmaker sotto la vigilanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. È un’autorizzazione straniera che produce effetti all’estero. Per il diritto italiano, quel sito sta raccogliendo gioco senza titolo.

E qui entra in scena la parte che i siti stranieri non scrivono nella loro pagina dei termini: l’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401. L’ADM, in un comunicato del 28 febbraio 2024, lo ha riassunto senza giri di parole: la norma prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettate all’estero, e anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Chi gioca non è uno spettatore innocuo della vicenda. È dentro la fattispecie. L’importo esatto dell’ammenda non è noto, e non risulta qui alcun caso concreto di un giocatore portato in tribunale per questo: ma «non risulta» e «non può succedere» sono due frasi diverse, e la differenza la paga chi ci costruisce sopra un conto corrente.

Un confronto tra i bookmaker con concessione: chi è chi, e per cosa

Prima di scendere nei singoli, serve una mappa. La confusione più comune nasce dal fatto che il nome che il giocatore vede — Sisal, Lottomatica, Betsson, StarCasinò — quasi mai coincide con la società che tiene la concessione. La concessione è intestata a una persona giuridica, e il marchio è il vestito che quella persona giuridica mette al banco. Due marchi diversissimi possono appartenere alla stessa società: è il caso di Betsson e StarCasinò, entrambi in capo ad Azzurri Limited, con due concessioni distinte.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.
Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dicono i termini dell’operatore sul proprio prodotto
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Scommesse con accesso al conto via Touch ID dall’app; Cash Out per chiudere la giocata prima della fine dell’evento
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Palinsesto su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con streaming per il live
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Benvenuto Sport al 100 % del primo deposito fino a 50 €, per nuovi giocatori con conto verificato
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio e tennis fino a scacchi, elezioni e reality show
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Apertura conto anche con SPID e CIE, accanto alla registrazione classica
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Bonus sport da 10 € immediato con registrazione SPID; 5 € di verifica con registrazione manuale
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; calcio, ippica, boxe, freccette, basket, golf, tennis
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Campionati nazionali ed europei, più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta

I codici non sono decorativi. Sono la prova che quel bookmaker ha partecipato a una gara pubblica, ha pagato per una concessione che dura al massimo nove anni, e ha accettato le condizioni che l’ADM ha fissato nel bando: sede in uno Stato dello Spazio economico europeo, un piano di investimenti, l’impegno sui limiti di deposito. Nessun sito estero ti mostra un codice, perché non ne ha uno da mostrare.

La colonna che salta all’occhio, però, è la terza. È lo specchio di una cosa che l’elenco ADM non dice: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un nome sui 52 della lista autorizzata non dimostra che quel bookmaker offra scommesse sportive. Può avere solo poker e skill games, o solo casinò. Il modo per saperlo è il sito dell’operatore, non la lista. Ed è anche il motivo per cui una presenza in una classifica — questa compresa — vale esattamente zero come prova di licenza. La classifica è una scelta editoriale. La concessione è un atto amministrativo. Non si sostituiscono.

Le regole che l’ADM applica, e quando iniziano a mordere

La disciplina recente è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. La concessione non è una licenza aperta: si ottiene per gara pubblica. La tornata di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

Cosa si può giocare è fissato dall’art. 6, comma 1, che elenca le attività remotabili sotto concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; i totalizzatori sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità e di carte; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Una sola concessione copre una o più di queste voci, mai necessariamente tutte. Il comma 3 pone il tetto dei nove anni senza rinnovo, e il comma 5 lega la concessione ai limiti di deposito che l’ADM fissa nel bando — limite la cui cifra non è nota. Il comma 3 dell’art. 4 e il comma 3 dell’art. 5 congelano durata e regime fiscale per tutta la concessione: sono regole che non si muovono sotto i piedi di chi compra il titolo.

Arriva poi la parte che riguarda davvero l’esperienza quotidiana: l’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto approvato. Non è una formalità. Significa che l’offerta di un bookmaker italiano non si allarga perché il bookmaker vuole, ma perché l’ADM aggiunge l’evento, uno per uno. A settembre 2026 l’autorità ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Sui siti esteri questo passaggio non esiste.

Cosa cambia davvero quando il bookmaker non ha la concessione

La domanda utile non è «quali sono i siti stranieri», ma «cosa si porta a casa un giocatore italiano che ci apre un conto». La risposta si scompone in quattro voci, e nessuna delle quattro è teorica.

Nessun Registro Unico degli Autoesclusi. Il RUA è nato nel 2018 e raccoglie le autoesclusioni volontarie. Chi ci è iscritto è bloccato su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui ha chiesto l’autoesclusione, e anche sulle sale fisiche. È il meccanismo più forte che esista nel sistema italiano, perché non dipende dalla buona volontà di un singolo operatore: dipende da una banca dati comune. Un sito privo di concessione al RUA non è collegato. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un .com non trova alcun blocco, e nessuno lo sta cercando.

Nessuna vigilanza ADM. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 impone al concessionario una serie di strumenti: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, calibrati dal concessionario sull’età e sul comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Ogni voce è un obbligo verso un’autorità. Su un sito estero è un’opzione commerciale, se esiste.

Nessun foro italiano. Una controversia su un prelievo negato, su un conto chiuso, su una giocata annullata: se il bookmaker ha la concessione, la partita si gioca davanti a un giudice italiano. Se non ce l’ha, il conto è aperto con una società che sta in un altro ordinamento, e la strada per farsi restituire dei soldi passa da un sistema giudiziario che non conosci, in una lingua che non parli, per cifre che raramente giustificano il viaggio.

Nessuna protezione dal blocco. Il quarto punto è quello che si vede: il sito sparisce.

Oscurati: come funziona l’inibizione e perché il sito torna

L’ADM blocca i siti web privi delle autorizzazioni previste dal 2007, e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. Nel 2024 lo strumento ha una base normativa precisa: l’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. Non è un elenco facoltativo. È un obbligo con un destinatario preciso, e ha un costo per chi non lo rispetta.

L’ADM inibisce i domini Internet che offrono o sponsorizzano gioco illegale, reindirizzandoli verso una pagina con un’apposita avvertenza: la pagina segnala che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Aprire un .com bloccato significa leggere quel messaggio. Non è un errore di rete, è un provvedimento.

C’è una novità tecnica recente, e ha una data. Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione; l’ultimo elenco dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026. Il vecchio metodo e il nuovo convivono, e per il giocatore il risultato pratico non cambia: il dominio non risponde.

Chi Rischio Cifra
Fornitore di connettività o prestatore di servizi di pagamento che viola l’obbligo di inibizione Sanzione amministrativa per ciascuna violazione accertata da 30.000 a 180.000 €
Media che pubblicizza un operatore privo di concessione Oltre alle conseguenze penali, provvedimenti specifici dell’AGCOM non quantificata in cifre qui
Giocatore che partecipa a scommesse di operatori non concessionari Ammenda e arresto fino a tre mesi, come dichiarato dall’ADM importo dell’ammenda non noto

Quella tabella ha una riga vuota di cifra e non è una svista. L’art. 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 quantifica la sanzione per connettività e pagamenti — da 30.000 a 180.000 € per violazione, come confermato dal testo di Gazzetta Ufficiale — ma nessuna fonte quantifica l’ammenda a carico del giocatore. L’art. 4 della legge 401/1989 la prevede, l’ADM la cita, e il numero non c’è. Chi legge una pagina che ti dà una cifra precisa su questo sta inventando.

Il blocco, però, ha una falla grande quanto il suo scopo. L’inibizione lavora a livello DNS: il dominio viene risolto verso la pagina di avvertenza, e non oltre. Il sito continua a esistere, spesso su un altro indirizzo. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia alla volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola con cui il settore descrive il risultato è «oscurati», e descrive bene: il buio cala su un nome, non su un’organizzazione. Chi cerca un sito bloccato lo ritrova quasi subito. Il che è esattamente il problema — l’oscuramento non è una protezione per il giocatore, è una tutela per il mercato legale. Il giocatore determinato non viene fermato; viene solo informato che qualcuno aveva provato a fermarlo.

La concessione è per sito, quindi anche le verifiche sono per sito

C’è un dettaglio tecnico che cambia il modo in cui si controlla un bookmaker, e quasi nessuno lo applica. La concessione non è aziendale: è per sito. Una società può tenerne più di una. Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale, con titoli distinti. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it.

La conseguenza pratica: se ti dicono che un marchio «è autorizzato», chiedi quale sito. La verifica si fa sul dominio che stai per usare, non sul gruppo.

E poi c’è la lista che non c’è. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano tra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Questo non è un giudizio su di loro, e non è la prova che siano siti illegali: è la constatazione che, a quella data, non avevano una concessione italiana. Le concessioni successive al 2024 — eventuali modifiche al decreto, rinnovi, nuovi bandi — non risultano qui, e su questo conviene sempre controllare la data dell’elenco prima di trarre conclusioni.

La concessione ADM: cosa entra davvero nel conto

Il vantaggio di un bookmaker con concessione non è il bonus. È un pacchetto di tutele che esistono prima ancora che tu apra il conto, e che si attivano nel momento in cui scegli una cifra.

Identità, conto di gioco e i trenta giorni che fregano

Un conto di gioco italiano richiede l’identificazione completa. L’età minima è 18 anni, e l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» tra i principi del sistema; le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco. Non è una raccomandazione di facciata: senza identificazione il conto non è operativo.

Le strade sono due. La registrazione classica con copia di un documento valido, e l’identificazione digitale con SPID o CIE. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale; Admiralbet accetta il caricamento di fronte e retro di un documento in formato .pdf, .jpg o .png, oppure lo SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Goldbet passa anche dalla CIE tramite un fornitore SPID.

Il punto da sapere prima, non dopo: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come dichiarano le pagine degli operatori. È la trappola più banale e più costosa del sistema italiano. Un giocatore deposita, gioca, vince, chiede il prelievo al quarantesimo giorno e scopre che il conto è in sospeso perché non ha mai mandato il documento. Trenta giorni non sono tanti quando il documento è in un cassetto.

Il limite di deposito che scegli tu, e la settimana di attesa per alzarlo

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. È una decisione presa in un momento in cui si è lucidi — prima di giocare — e vale per i giorni in cui non si è lucidi. Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e le pagine degli operatori mostrano la stessa asimmetria: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Quell’asimmetria è il cuore del meccanismo, e vale la pena guardarla per quello che è. La settimana di attesa esiste per una ragione sola: impedire che un limite venga alzato nella sera in cui lo si vorrebbe alzare. Chi ha appena perso tre scommesse di fila non può, con due clic, spostare il tetto e recuperare. Deve aspettare sette giorni. Nella maggior parte dei casi la voglia passa prima, e l’attesa ha fatto il suo lavoro senza che nessuno parli di gioco responsabile. È una regola impopolare che funziona, ed è una di quelle che su un sito estero non trovi perché lì non c’è nessuno che la imponga.

La cifra del limite di deposito che l’ADM fissa nel bando di gara non è nota. Quello che si sa è che ogni concessionario costruisce protocolli approvati dall’autorità, calibrati su età e comportamento del giocatore, e che il limite impostato in registrazione è personale — non uguale per tutti.

Il costo di far girare cento euro su un mercato a due esiti

Qui conviene fare i conti, perché è l’unico modo per capire cosa significa davvero «giocare con una concessione» oltre le parole.

Prendiamo un esempio illustrativo, non una quota quotata da nessuno: un giocatore sceglie in registrazione un limite di deposito settimanale di 100 €, e quella settimana punta quei 100 € una volta sola su un mercato a due esiti con quota 1,90 per l’uno e 1,90 per l’altro.

La quota di ritorno di quel mercato è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), che dà circa 0,95, cioè un margine del bookmaker intorno al 5 %. Se il giocatore gira 100 € su quel mercato, il costo medio atteso è 100 € × 5 %, quindi circa 5 € per ogni giro completo del deposito.

Il numero va letto come una banda, non come un punto fermo. Il margine del 5 % è quello del mercato a quota fissa preso ad esempio, e regge su un mercato a due esiti con quelle quotazioni: su un palinsesto reale le quote scendono e salgono per evento, e il margine si muove con loro. Su una singola giocata il risultato non è mai il valore medio — si perde tutta la posta o se ne incassa una nuova. Il 5 % è l’aspettativa su molti giri di deposito, non il destino di una serata.

Lo stesso calcolo, fatto su un sito estero, ha un margine che non conosci. Non c’è nessun obbligo di pubblicarlo, non c’è un’autorità che lo controlli, e nelle ultime pagine delle condizioni di un .com di solito non compare. Il confronto onesto non è «il bookmaker italiano costa, quello estero no». È che nel primo caso la cifra puoi stimarla e nel secondo no, e in una decisione che riguarda i tuoi soldi l’ignoranza del costo non è neutralità.

Punti vendita ricariche, strumenti di pagamento e ciò che resta aperto

Il sistema italiano ha un pezzo che all’estero non esiste: i «punti vendita ricariche». L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 li disciplina, e l’ADM tiene un registro di questi esercizi — tabaccai, ricevitorie. Ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né far prelevare il saldo. L’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

Le due limitazioni sono la parte interessante. Un punto vendita ricariche mette soldi dentro, mai fuori: la direzione è a senso unico per costruzione. E il contante è tappato a 100 € settimanali complessivi, che è poco per chi ha un problema e moltissimo per chi vuole solo evitare la carta. Uno strumento pensato per la comodità che si porta dietro un freno, e il freno è dichiarato.

Sulle rotaie di pagamento le pagine di confronto mostrano, presso gli operatori ADM, carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria con SisalPay e Mooney. L’elenco del singolo operatore sta nelle sue condizioni, e va letto lì: sono liste che cambiano. Il punto sul cripto presso i concessionari ADM è aperto e non risolto, e non è nota alcuna norma che elenchi gli strumenti approvati. L’art. 22, comma 1, prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione — ma l’entrata in vigore non è confermata. Quando entrerà, cambierà molto più dell’inibizione: togliere il canale di pagamento a un operatore senza titolo è più efficace che oscurargli il dominio, perché il mirror si ricrea in ore e il conto corrente no.

Autoesclusione: 30, 60, 90 giorni o per sempre

L’autoesclusione è la voce che i giocatori cercano meno e di cui hanno più bisogno. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Il salto tra le due discipline è la cosa da capire. Prima la scelta era grossolana: un mese, due, tre, o per sempre senza ritorno. Ora c’è una scala fine da una settimana a nove mesi, e c’è una via d’uscita da quella che prima era una porta chiusa a chiave. La revoca possibile dopo 9 mesi cambia la natura dell’opzione: rende l’esclusione a tempo indeterminato una scelta praticabile anche per chi ha paura di firmare qualcosa di definitivo, e quindi la rende una scelta che le persone fanno davvero. Un’opzione che nessuno prende perché fa paura non protegge nessuno.

L’effetto è trasversale, e vale la pena dirlo con precisione: l’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta. Si chiude una porta e si chiudono tutte quelle del sistema italiano. L’art. 15, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che imposta il giocatore; una stampa di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026. L’esclusione per categoria è utile a chi ha un problema con una cosa sola — chi vuole chiudersi il casinò e tenersi le scommesse sportive.

Qui torna il punto dell’apertura, e non è un ritorno gratuito. Un sito senza concessione non è collegato al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un .com non viene fermato da nulla, e non è un’ipotesi remota: è la prima cosa che fa chi ha appena scoperto di avere un problema, cercare la porta che non gli è stata chiusa. Il RUA è l’unico strumento del sistema che attraversa gli operatori, e fuori dal sistema non attraversa niente.

Il Telefono Verde e il canale di contatto

L’art. 15, comma 1, lett. f) impone al concessionario un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Non è una linea di emergenza, ma è un interlocutore reale dall’altra parte, e la differenza tra avere qualcuno da chiamare e avere un modulo web che nessuno legge è tutta lì.

Esiste poi un servizio pubblico nazionale. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero che risponde a chiunque, indipendentemente dal bookmaker, dalla concessione e da quanto ha depositato. Vale la pena scriverlo anche se non è il centro di questa pagina: un giocatore che sta leggendo una guida sui siti esteri è esattamente il lettore che potrebbe averne bisogno, e il numero non gli serve domani.

C’è infine un obbligo che pochi conoscono, e riguarda il denaro del settore più che il giocatore. L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % del proprio ricavato netto, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Un milione di euro di tetto su soggetti che fatturano cifre molto diverse tra loro dice qualcosa su quanto lo strumento sia stato calibrato per incidere, e quanto per non disturbare.

Bonus, pubblicità e la regola che nessuno cita

Sui bonus dei siti esteri si concentra la maggior parte delle ricerche. La promessa implicita è che il bonus di un .com sia più ricco di quello di un .it.

Può anche essere vero. Il problema è che tipo di bonus è, perché «bonus» copre quattro cose diverse che non si assomigliano.

Un bonus in denaro reale si accredita come saldo. Un bonus di benvenuto classico arriva come credito con requisiti di puntata e rigioco: per trasformarlo in denaro che puoi prelevare devi girare l’importo un certo numero di volte, e di solito solo su giocate sopra una quota minima. Un bonus senza deposito è un credito piccolo dato all’apertura del conto, con vincite spesso tappate a un tetto: il massimo prelevabile è fissato, e la cifra che incassi oltre quel tetto non esiste. Un bonus di verifica si sblocca dopo l’invio dei documenti. Sono quattro prodotti con quattro economie diverse, e chiamarli con la stessa parola è la prima cosa che rende il confronto inutile.

Il NetWin mostra bene la prima categoria: l’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. «Bonus reale» significa che è saldo vero, non credito condizionato. William Hill gioca su due binari: il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. La differenza tra 10 € immediati e 5 € subordinati non è la cifra: è che il primo premia la registrazione forte, il secondo paga la pazienza di mandare i documenti. Ed è una misura di quanto un operatore tenga all’identificazione digitale — chi apre con SPID gli fa risparmiare lavoro, e lo ripaga.

Sui bonus degli operatori con concessione, però, nessuno dei due estremi è garantito: non esiste un tetto statutario ai bonus né un tetto ai requisiti di rigioco, e non risulta un tetto regolamentare. Importi, requisiti e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Non c’è nessun automatismo che renda un bonus italiano più generoso o più magro: c’è un contratto da leggere, ogni volta.

Il Decreto Dignità, e perché l’ADM lo cita ancora

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la legge 96/2018, è in vigore. L’ADM lo ha richiamato il 28 febbraio 2024 citandone il testo: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet.

L’elenco dei mezzi è il punto. Non si ferma alla pubblicità tradizionale: prende le manifestazioni sportive, e quindi le maglie, le panchine, i bordocampo; prende le pubblicazioni in genere, e quindi anche una pagina come questa — che infatti non ti dice di iscriverti da nessuna parte, e non potrebbe. La vigilanza è dell’AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e un minimo di 50.000 € per violazione.

Il decreto, però, fa due cose che di solito non vengono citate. Promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l)) e permette al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile che portano il suo logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). Il quadro è meno cieco di come lo si racconta: vieta di invitare a giocare, non vieta di dire come si gioca in modo che non faccia male.

Lo stato attuale dell’applicazione è più fluido di quanto sembri. La stampa di settore riferisce che nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità della notifica. Il minimo fisso, se la Consulta lo dichiarasse illegittimo, cambierebbe il calcolo di convenienza per tutta la filiera.

E c’è una proposta che non è legge. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di togliere il divieto per la pubblicità indiretta, per esempio le sponsorizzazioni; l’esito non è stato trovato e il divieto è in vigore alla data della verifica. Chi legge notizie su un ritorno degli sponsor nelle maglie di Serie A farebbe bene a controllare la data: la regola in vigore oggi è ancora quella del 2018.

Le tasse: chi paga, e chi non dichiara nulla

La tassazione è la voce su cui circolano più leggende, e la più dannosa è che le vincite italiane siano tassate.

Non lo sono, nel senso che non lo sono in capo al giocatore. L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa — D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato: 20,5 % se la raccolta avviene su rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite; le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, prima erano il 43 % e il 47 %; le giocate virtuali su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di salire al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.

Il dettaglio che riguarda il giocatore è un altro: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario. La stampa di settore lo ripete nel 2024 e nel 2026 con la formula «tassate alla fonte»: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, e quindi conviene chiudere il discorso come si chiuderebbe un discorso fiscale: con un commercialista.

Dove giochi Chi paga il prelievo Cosa ti riguarda
Bookmaker con concessione ADM Il concessionario, sull’imposta unica calcolata sulla differenza tra somme giocate e vincite Ricevi la somma netta e non dichiari nulla, secondo quanto riporta la stampa di settore: da confermare con un commercialista
Sito estero o privo di concessione Nessun prelievo italiano alla fonte Le vincite vanno dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale

La seconda riga è quella che i siti esteri non mettono in evidenza. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è questa: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va enunciata per quella che è — «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».

Il ribaltamento è netto, e vale la pena dirlo senza addolcirlo. Sul sito italiano non pensi alle tasse: ci pensa l’operatore. Sul sito estero ci pensi tu, e la somma da dichiarare è quella intera ricevuta, senza deduzioni, in un modello che devi compilare e che nessuno ti ricorderà di compilare.

Il quadro illegale: offerta, blocco e pubblicità

Mettere insieme i pezzi dà una fotografia semplice. Offrire gioco ai giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 stabilisce che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene la lista dei siti legali legata ai concessionari e la lista dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambe pubbliche sui siti dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. I fornitori di connettività e i prestatori di pagamento che violano un’ordinanza dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. Non è un sistema che si regge sull’educazione dei giocatori: è un sistema che costruisce attrito per chi deve rendere il sito raggiungibile e pagabile.

La pubblicità è l’altro fronte. L’ADM ricorda che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. È la ragione per cui le campagne di un .com non passano dalla televisione italiana: non gli conviene, e chi gliele vendesse se la vedrebbe con l’AGCOM.

C’è infine la disposizione che riguarda gli operatori e che completa il quadro: l’art. 4, comma 4-bis della legge 401/1989 copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero, secondo la fonte di settore. La fattispecie non si interrompe al confine. Un operatore che accetta giocate da un giocatore italiano raccoglie in Italia, qualunque cosa dica la sua sede legale. È il motivo per cui il fenomeno non si risolve con l’indirizzo: la giurisdizione segue il giocatore, non il server.

Le dieci piattaforme, una per una: cosa cambia e per chi

Le schede che seguono non sono una classifica di qualità. Sono dieci concessionari con offerta sportiva documentata, ordinati come li ho messi in fila, e con una cosa che li distingue dagli altri dieci che avrebbero potuto stare qui. Ogni verdetto è mio.

Sisal: dove il cash out cambia la gestione della giocata

Sisal Italia S.p.a. tiene la concessione n. 16020 sul sito Sisal, ed è uno dei bookmaker italiani più antichi del mercato. L’app per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile; sul prodotto, l’offerta dell’app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.

La parte interessante non è il numero di eventi — è la funzione che gli sta accanto. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Il Cash Out è la voce che merita una riga in più, perché cambia il mestiere di chi scommette. Chiuderla prima dell’ultimo minuto significa trasformare una scommessa in una decisione continua, e significa anche accettare che il prezzo di chiusura lo fa il bookmaker. Non è un regalo: è una seconda quotazione sullo stesso evento, e come tutte le quotazioni contiene un margine. Un giocatore che usa il Cash Out a ogni partita paga quel margine tre o quattro volte per la stessa giocata — una all’apertura, poi tutte le volte che anticipa la chiusura. Chi lo usa una volta, sulla partita che gli è sfuggita di mano, se ne serve bene. In mezzo c’è un comportamento che costa senza che il conto lo mostri mai come voce separata.

L’accesso con Touch ID è la comodità che si nota solo quando manca: sbloccare il telefono guardandolo invece di digitare una password è la differenza tra piazzare la giocata durante l’intervallo e rinunciarci.

Il verdetto. Sisal è una scelta ragionevole per chi scommette spesso e in mobile, e ha una funzione — il Cash Out — che vale solo se la si usa poco. Chi la userebbe a ogni evento dovrebbe farsi due conti, perché il margine di chiusura si paga ogni volta e nessun estratto conto lo separa dai resto.

Lottomatica: un palinsesto costruito sulle cose che gli italiani guardano

Dietro Lottomatica c’è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., concessione n. 16010, sito Lottomatica. Il marchio è uno dei più riconoscibili del Paese, e il prodotto sportivo è costruito su quello che il pubblico italiano effettivamente guarda: l’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

La composizione del palinsesto dice molto più di un numero. Serie A e Serie B per il tifoso, Premier League per chi guarda anche il calcio inglese, Formula 1 e MotoGP per il pubblico del motore — è un’offerta che non prova a essere enciclopedica, prova a coprire quello che accende la televisione italiana la domenica. Per un giocatore che vuole puntare quasi solo su quello, la profondità conta più dell’ampiezza: mercati più fitti su un evento seguito da tutti battono cinquanta sport seguiti da nessuno.

Lo streaming in-app è la seconda gamba del discorso, ed è quella che rende il live utilizzabile. Scommettere in-play seguendo la partita da un’altra fonte significa che il flusso video arriva dopo il mercato, e la differenza si paga su ogni giocata presa nel ritardo. Avere il flusso nella stessa schermata del mercato toglie quel ritardo, e con esso toglie il vantaggio che il bookmaker ha per costruzione su chi guarda in differita.

Il verdetto. Lottomatica è il bookmaker per chi scommette su ciò che è già in tv, e con il volume giusto per non aver bisogno di cercare il Botswana. Chi cerca profondità su sport di nicchia o su campionati minori guardi altrove: quella profondità si compra con l’ampiezza del palinsesto, e il palinsesto qui è tarato sull’audience.

NetWin: l’unico bonus reale della lista, con i suoi vincoli

Netwin Italia S.p.a., concessione n. 16035, sito Netwin. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.

Tre parole di quella scheda meritano attenzione, e sono le stesse tre che nessun sito estero scrive in grande. «Bonus reale» significa saldo vero: non credito con requisiti di rigioco, non voucher da girare dieci volte. «Conto verificato» significa che il bonus non arriva alla registrazione, arriva alla verifica — cioè dopo il documento, e quindi dopo che il conto è pienamente operativo. «Deposito minimo 20 €» è la soglia d’ingresso: sotto quella cifra l’offerta non esiste.

Il tetto dei 50 € va letto per quello che è, e non è una limitazione arbitraria. Un bonus pari al 100 % del deposito senza tetto sarebbe un invito a depositare cinquemila euro per incassarne cinquemila, e nessun operatore lo fa. Il tetto definisce il pubblico dell’offerta: chi deposita 50 € prende il massimo e chi ne deposita 300 prende comunque 50. Per l’offerta il punto di convenienza è esattamente a 50 €, e sopra quella cifra la percentuale effettiva crolla — a 100 € di deposito il bonus è già al 50 % della cifra versata, a 250 € scende al 20 %.

Il verdetto. NetWin ha l’offerta più pulita del confronto, perché è denaro e non credito condizionato, e ha senso per chi entra con una cifra vicina ai 50 € — il punto in cui il 100 % è vero. Chi pensa di depositare molto di più non sta sfruttando un’offerta migliore, sta sfruttando la stessa offerta da un punto più basso.

Eurobet: il palinsesto che arriva dove gli altri non guardano

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, concessione n. 16012, sito Eurobet.it. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni.

C’è una differenza di natura, non di grado, rispetto agli altri nove. Gli scacchi, il golf, il volley e il ciclismo non sono sport casual: sono discipline con un pubblico piccolo e appassionato, che trova pochi mercati altrove. Il reality show e le elezioni sono ancora un’altra cosa, e sono la parte più divisiva dell’offerta. Chi scommette sul vincitore di un talent o sull’esito di una tornata elettorale sta usando la scommessa come strumento per esprimere un’opinione, non come analisi di una partita; c’è chi lo trova il modo più onesto di mettere un prezzo su una convinzione, e chi lo considera un modo per perdere soldi su qualcosa che non si è mai studiato.

La larghezza del palinsesto ha un costo, ed è la profondità. Un bookmaker che copre gli scacchi, il ciclismo e le elezioni non può avere gli stessi mercati di uno che copre dieci campionati di calcio. Sull’evento affollato, la scelta è più magra qui che altrove.

Il verdetto. Eurobet è la scelta di chi scommette su qualcosa di diverso dal calcio delle nove di sera, e accetta di avere in cambio meno mercati sul calcio stesso. Per chi cerca il picco di profondità sulla Serie A, la larghezza è un costo che non ripaga.

BetFlag: aperto con SPID, e quello che significa davvero

Betflag S.p.a., concessione n. 16008, sito Betflag. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Il dettaglio sembra burocratico e non lo è. L’identificazione digitale toglie i trenta giorni di validazione: il conto è pieno dal primo minuto, e il blocco dei prelievi su un conto non validato non ti riguarda. Chi ha il conto su un operatore che offre solo la registrazione manuale e non ha mai mandato i documenti ha un problema che non sa di avere, e la data di scadenza è l’unica cosa che conta.

Su BetFlag c’è anche il rovescio: un’offerta che ruota intorno all’apertura del conto è un’offerta per chi sta aprendo il conto, non per chi ci gioca da anni. Chi ha già il conto su altri tre operatori non trova qui una ragione per spostare il volume.

Il verdetto. BetFlag vale l’apertura per chi vuole un conto attivo subito e senza passare dal caricamento dei documenti, e per nessun altro motivo particolare. La procedura rapida è il prodotto; il resto è un’offerta sportiva che non si distingue dalle altre.

Betsson: la varietà dei mercati prima del numero degli eventi

Azzurri Limited, concessione n. 16027, sito Betsson. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La lista dei mercati è corta, ma va letta con attenzione perché contiene la distinzione che i giocatori esperti fanno per prima. «Combo» non è una multipla generica: è una giocata costruita sullo stesso evento, dove due o tre condizioni devono verificarsi insieme — per esempio segnano entrambe e si va sopra. Le combo sono il prodotto che più avvicina la scommessa sportiva a un ragionamento, e anche quello su cui il margine del bookmaker è più alto, perché le condizioni correlate non si moltiplicano come farebbero su eventi indipendenti: il prezzo della combo incorpora la correlazione, e la incorpora a favore della casa.

I mercati Goal/NoGoal e i marcatori completano un’offerta pensata per chi non si accontenta dell’esito. Chi punta solo su 1X2 non trova qui niente che gli altri non abbiano.

Il verdetto. Betsson si adatta a chi vuole costruire la giocata dentro una singola partita e sa che la comodità della combo si paga nel prezzo. Su un solo evento, la profondità dei mercati vale più della quantità di eventi disponibili.

William Hill: dieci euro subito, cinque dopo i documenti

William Hill Malta Plc, concessione n. 16044, sito William Hill. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

La struttura a due velocità è la cosa più interessante di questa scheda, e dice esattamente cosa l’operatore valuta. Chi si registra con SPID gli consegna i dati già verificati da un’autorità: gli fa risparmiare il lavoro di controllo, e lo paga dieci euro immediati. Chi apre con la procedura manuale gli lascia il lavoro, e riceve cinque euro solo dopo aver mandato i documenti — con una finestra di 96 ore oltre la quale il bonus non arriva.

È un incentivo, non un regalo, e conviene leggerlo come tale. La finestra di 96 ore è il vincolo vero: quattro giorni per trovare un documento e caricarlo sono pochi per chi non ha l’identità digitale a portata di mano, e chi se li lascia scappare ha fatto tutto il lavoro della registrazione per zero. La differenza tra i due percorsi — cinque euro — è inferiore al tempo necessario a cercare il documento, il che rende la scelta tra SPID e registrazione manuale quasi obbligata.

Il verdetto. Il doppio percorso di William Hill è pensato per spingere verso l’identità digitale, e chi ha SPID fa meglio a usarlo: dieci euro subito contro cinque condizionati a una finestra stretta. Chi apre senza SPID dovrebbe impostare un promemoria per i documenti nello stesso momento in cui si registra, non dopo.

StarCasinò: il casinò che ha aggiunto il banco sportivo

Azzurri Limited, concessione n. 16026, sito StarCasinò. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Il marchio dichiara il suo baricentro nel nome, e la scheda non lo nasconde: lo sport è la seconda gamba di un prodotto costruito sul casinò. Questo non lo squalifica, ma cambia il pubblico. Chi arriva qui per le slot e trova anche un tabellone sportivo ha un conto unico per due attività diverse, e la comodità ha un prezzo che vale la pena nominare: conto unico, portafoglio unico, limiti che si applicano una volta sola su tutto. Un limite di deposito settimanale impostato sul conto copre casinò e sport insieme, e chi gioca su entrambi non può separare i due budget — è una tutela per alcuni e un fastidio per altri.

Vale anche il rovescio, e riguarda Azzurri Limited: la stessa società tiene Betsson.it con la concessione n. 16027. Chi ha un’autoesclusione registrata nel RUA sta fuori da entrambi, perché il registro attraversa gli operatori; chi cerca due offerte di benvenuto distinte le trova su due conti e due titoli diversi.

Il verdetto. StarCasinò è la scelta di chi vuole tenere casinò e scommesse sotto lo stesso tetto e un solo limite di deposito da governare. Chi scommette e non gioca alle slot trova altrove un prodotto sportivo più centrato.

bet365: il partner della Champions, e cosa vuol dire in Italia

Hillside (New Media Malta) Plc, concessione n. 16030, sito Bet365. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

Un partner globale della Champions League è un fatto che in un altro Paese sarebbe materiale pubblicitario. In Italia è materiale che non si può pubblicizzare, e il contrasto è quasi comico: il marchio paga per comparire accanto al trofeo più visto d’Europa, e in Italia non può dirlo in uno spot. Le regole sulla pubblicità fanno il loro lavoro anche quando il risultato è questo.

Sul prodotto, la composizione è quella di un bookmaker con tradizione inglese: ippica in evidenza, boxe, freccette — sport dove il mercato anglosassone è profondo e quello italiano è spesso scoperto. Le freccette sono l’esempio più chiaro: chi vuole puntare su un match del circuito PDC trova mercati che altrove sono un rigo di listino e qui sono un’offerta strutturata. L’ippica poi ha un posto particolare nella legge italiana, dove le corse dei cavalli stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a) insieme alle scommesse sportive.

Il verdetto. bet365 è il bookmaker di chi scommette su sport che il pubblico italiano segue poco ma il mercato anglosassone tratta bene — ippica, freccette, boxe. Chi cerca profondità sulla Serie A trova ugualmente il calcio, ma non è il punto di forza.

Planetwin365: venti sport, e la quota di profondità che resta sul calcio

Pwo S.p.a., concessione n. 16007, sito Planetwin365. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

La cosa che salta all’occhio è la Serie C. Nessun bookmaker mette la Serie C in un elenco pubblicitario per caso: è un campionato con pubblico locale, poca visibilità e un calendario che interessa una fascia di scommettitori molto specifica, quella che segue la squadra della propria città. Insieme alla Coppa Italia, completa un’offerta che punta sulla profondità verticale del calcio italiano prima che sull’ampiezza internazionale — venti sport ci sono, ma il cuore è il campionato che si gioca sotto casa.

I risultati in diretta su venti discipline sono la parte che sostiene il live: senza aggiornamento continuo del punteggio il mercato in-play è inutilizzabile, e la copertura dichiarata serve a questo più che a fare numero.

Il verdetto. Planetwin365 è per chi scommette sul calcio italiano a tutti i livelli, Serie C compresa, e per chi vuole che il live segua anche gli eventi minori. Su un palinsesto così orientato al calcio, chi cerca altri sport trova copertura ma non necessariamente profondità.

Cosa resta fuori da questa lista, e perché non è un’accusa

Dieci schede non esauriscono il mercato. L’elenco ADM ha 52 righe al 25 ottobre 2026, e questi dieci sono quelli di cui esistono fatti documentati sull’offerta sportiva. Altri concessionari hanno sport, e non compaiono qui non perché manchi la concessione ma perché non ci sono abbastanza elementi per scriverne. E il contrario vale nella stessa misura: un marchio che non sta in questa lista non è per questo privo di concessione. La lista è una scelta, il registro è un fatto, e le due cose non vanno confuse.

Domande frequenti

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Il rischio principale lo ha enunciato l’ADM: il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi, ai sensi dell’art. 4 della legge 401/1989. A questo si aggiungono il blocco del dominio, l’assenza del RUA e nessun foro italiano per le controversie.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul sito dell’ADM, cercando il dominio specifico: la concessione è per sito, non per marchio, e un gruppo può averne più di una. L’elenco non indica i giochi offerti, quindi la conferma sulle scommesse sportive arriva dal sito dell’operatore.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018. Chi vi si iscrive viene bloccato su tutto il circuito legale ADM, indipendentemente dal concessionario presso cui ha chiesto l’esclusione, e anche sulle sale fisiche. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?

Vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo: manifestazioni sportive, tv, radio, stampa, affissioni e internet. L’AGCOM vigila, con sanzione del 20 % del valore della pubblicità e un minimo di 50.000 € per violazione.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, più eventuali tetti su ricarica, spesa e tempo di gioco per giorno, settimana e mese. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La cifra del limite che l’ADM fissa nel bando non è nota.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Presso un concessionario ADM no: il prelievo è l’imposta unica a carico dell’operatore, calcolata sulla differenza tra somme giocate e vincite, e il giocatore riceve la somma netta senza dichiarare nulla, secondo quanto riporta la stampa di settore — da confermare con un commercialista. Le vincite da siti esteri andrebbero invece dichiarate come redditi diversi.

Scritto dal team di «Pronosticiinfo».

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