Bookmaker italiani 2026: cinquantadue concessioni, e una sola che serve a te
31 Ottobre 2026 — concessioni verificate sull’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM, ex AAMS).

Il mercato italiano delle scommesse non è un grande magazzino in cui si entra dalla porta principale. È un elenco, aggiornato, con un numero accanto a ogni riga, e chi non c’è non ci può stare. Cinquantadue concessioni, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Questo è il punto di partenza, e conviene dirlo subito: qualsiasi confronto fra bookmaker italiani che non parta da lì è un confronto fra vetrine, non fra titolari.
La differenza rispetto a dieci anni fa non sta nel numero delle insegne, sta nel fatto che oggi la concessione si assegna con una gara pubblica, dura al massimo nove anni e non si rinnova. La gara di settembre 2025 ha distribuito 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Nove anni sono un orizzonte lungo per chi punta e corto per chi investe: significa che il sito che usi oggi sarà, con ogni probabilità, lo stesso che userai fra sette anni, e che chi è entrato pagando quella cifra ha tutto l’interesse a farti restare.
Ma la concessione, da sola, non ti dice niente su quello che ti interessa davvero. L’elenco ADM non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può tenere contemporaneamente scommesse sportive, poker, giochi di abilità, casinò, exchange e bingo in qualsiasi combinazione. Un nome sull’elenco, quindi, non dimostra che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il sito stesso, con il suo palinsesto. E una posizione in una classifica, per quanto scritta bene, non è una concessione. Sono due cose diverse, e il mercato le confonde apposta.
Da qui discende il taglio di questa guida, che è un taglio di scelta. Non esiste il bookmaker migliore in assoluto: esistono percorsi diversi, con costi diversi e condizioni diverse, e la domanda utile non è «qual è il più forte» ma «quale di questi percorsi regge il modo in cui gioco io». Uno vuole il calcio e nient’altro, uno vuole la quota più alta possibile anche a costo di un’interfaccia spartana, uno entra per il bonus e scopre dopo tre settimane cosa ha firmato, uno ha bisogno di mettersi un tetto prima di iniziare. Sono quattro lettori diversi, e a ognuno di loro questa pagina deve dire una cosa vera e una scomoda.
La parte scomoda riguarda l’apertura del conto. Tutti i concessionari chiedono l’identificazione piena, e senza SPID il conto va validato entro 30 giorni o viene sospeso con i prelievi bloccati. Non è un dettaglio burocratico: è il momento in cui il gioco smette di essere anonimo, e in Italia è anche il momento in cui scegli il tuo limite di deposito, perché la legge prevede che sia il giocatore a impostarlo in registrazione. Chi apre un conto pensando solo al bonus e non a quel numero ha già sbagliato l’ordine delle operazioni.
Indice dei contenuti
- La tutela prima della convenienza: limiti, RUA e strumenti
- Bonus di benvenuto: cosa c’è dentro e cosa firmi
- Quote e margine: come si legge il prezzo di un bookmaker
- Il palinsesto: calcio, Mondiali e tutto il resto
- Nuovi bookmaker: cosa cambia rispetto a dieci anni fa
- Come funziona un bookmaker, dal conto alla schedina
- La scelta, messa in ordine: dieci percorsi a confronto
- Ogni operatore, per quello che offre davvero
- La legalità, che è la domanda prima di tutte le altre
- Domande frequenti sui bookmaker italiani
La tutela prima della convenienza: limiti, RUA e strumenti
Cominciare dalle tutele sembra controintuitivo in un confronto fra bookmaker. Eppure è l’unico ordine che regge, perché le tutele sono la parte dell’offerta italiana che non puoi negoziare, non puoi comprare altrove e non trovi su un sito estero. Chi punta in Italia gioca dentro una struttura di protezione che nessun «.com» gli metterà a disposizione, e vale la pena guardarla prima di discutere di quote.

Il quadro legislativo è l’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. La norma elenca gli strumenti che ogni concessionario deve mettere a disposizione: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco del giocatore, secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Non è una lista di buoni propositi: è la ragione per cui, su un sito con concessione, il tetto al deposito esiste per contratto e non per gentilezza.
Il limite di deposito è la parte che tocca il portafoglio. In registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione. La meccanica è asimmetrica per disegno: un limite abbassato ha effetto immediato, uno alzato richiede sette giorni di attesa. È una regola che protegge e che insieme dice qualcosa di poco lusinghiero su come il settore immagina i suoi clienti: se alzare un tetto fosse innocuo, non ci sarebbe motivo di farlo aspettare una settimana. Il numero che ADM fissa nella gara d’appalto, quello che il concessionario deve garantire come soglia di riferimento, non è pubblico nella documentazione qui disponibile: quello che il lettore vede e controlla è il limite che ha scelto lui, nelle impostazioni del conto.
L’autoesclusione è l’altro pilastro, e in Italia ha un nome preciso: RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. L’iscrizione al RUA blocca l’accesso a tutte le piattaforme online autorizzate in Italia e anche alle sale fisiche. Questo è il punto che nessun operatore può aggirare e nessun operatore può ignorare: non è un blocco di cortesia sul singolo sito, è un blocco di sistema. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, e quindi un giocatore autoescluso che si sposta su un «.com» è semplicemente un giocatore senza protezione, senza che nessuno glielo dica.
Come funziona la durata è cambiato di recente, e qui vale la pena essere precisi perché la confusione è molta. Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi pensava che l’esclusione a tempo indeterminato fosse per sempre deve rifare il conto: la revoca dopo nove mesi trasforma quella che sembrava una porta murata in una porta con una maniglia, e siccome a quel punto nessuno ti sta più guardando, la maniglia la giri tu. Un sito di scambio commerciale aveva riportato che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026: le forme parziali sono quelle per categoria di prodotto, previste dall’art. 15, comma 1, lett. e), e significano che potrai escluderti dal casinò senza escluderti dalle scommesse, o viceversa.
Il catalogo degli strumenti varia da operatore a operatore, e le differenze sono più informative di quanto sembri. AdmiralBet richiede in fase di iscrizione di stabilire i limiti per ricariche, spese e tempi di gioco, con cadenza giornaliera, settimanale o mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Tre grandezze diverse — ricarica, spesa, tempo — su tre orizzonti temporali: chi ha un problema con il tempo e non con i soldi trova qui lo strumento che gli serve, e chi ha il problema opposto trova l’altro. bet365 mette insieme periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il periodo di pausa è la cosa più interessante del pacchetto, perché è temporaneo, reversibile e non richiede una decisione drammatica: una sospensione breve è quello che un giocatore disposto a fermarsi per due settimane ma non a rinunciare per sempre riesce effettivamente a fare.
Vale la pena dire una cosa sull’ordine in cui si legge questa parte. Gli operatori la presentano come un servizio, e in parte lo è. Ma il quadro legislativo contiene anche un obbligo che pochi conoscono: l’art. 15, comma 2, impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % del proprio ricavo netto, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi stabiliti da una commissione governativa. È una cifra modesta rispetto ai volumi, ed è utile ricordarla quando si legge una pagina di gioco responsabile scritta con grande enfasi: quello che gli operatori fanno per obbligo non è generosità, e quello che fanno oltre l’obbligo merita di essere notato.
Bonus di benvenuto: cosa c’è dentro e cosa firmi
Il bonus di benvenuto è la porta d’ingresso del mercato italiano, e la prima cosa da sapere è che la sua esistenza non è in contraddizione con nulla. Il divieto pubblicitario del Decreto Dignità riguarda la pubblicità, non l’esistenza dell’offerta. Non esiste un tetto statale al bonus, né un tetto statale ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore, uno per uno, e questo è esattamente il motivo per cui due bonus con lo stesso numero sull’insegna possono valere l’uno il doppio dell’altro.

Partiamo dal formato più generoso sulla carta. Il Welcome Bonus Sport di BetFlag è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. È un bonus in denaro, non un free bet: la differenza conta, perché un credito su saldo si comporta come saldo e una vincita su di esso torna disponibile, mentre una puntata gratuita no. Il «fino a 5.000 €» è però una promessa condizionata, e la condizione è il tuo deposito: il tetto si raggiunge versando 5.000 €, cosa che nessun lettore di questa pagina probabilmente farà. Il numero vero di BetFlag non è 5.000 €, è 100 %: quello che versi, raddoppiato. Su un primo deposito da 50 € parliamo di 50 € di bonus, e su 50 € di bonus vale la pena leggere i requisiti di puntata prima di considerarlo un regalo.
Arriviamo al caso più interessante, che è quello di William Hill, perché lì l’offerta cambia a seconda di come ti registri. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Dieci euro contro cinque: la differenza è tutta nella velocità dell’identificazione digitale. Il messaggio implicito è che SPID non serve solo a te, serve a loro, e il premio per averlo già attivo è raddoppiato. Nota la parola «verifica» accanto ai 5 €: non è un bonus di benvenuto, è il compenso per aver completato un controllo, ed è corrisposto solo se i documenti arrivano entro le 96 ore. Chi apre il conto di venerdì sera e carica i documenti la settimana dopo sta firmando per metà dell’importo che credeva.
Il terzo modello è quello che lega il bonus a un’azione precisa. Per ricevere il bonus di benvenuto Sisal bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. La ricarica è il grilletto. E l’ultima frase è più importante di quanto sembri: «su tutti gli eventi in palinsesto» significa che il campo di gioco del bonus è l’intero palinsesto approvato da ADM, non una selezione di partite di serie minore scelte per te. È una clausola espansiva, e in un mercato dove molti bonus si consumano solo su determinate quote minime, vale.
Lottomatica lavora su un registro diverso: prevede bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali. Qui l’argomento di vendita non è l’importo, è la procedura, e le promozioni settimanali spostano l’attenzione dal primo giorno al rapporto continuativo. SNAI segue la stessa logica sul versante della continuità: prevede per i nuovi utenti dell’app un bonus di benvenuto, oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche. Goldbet, dal canto suo, lega tutto al canale: dall’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Il bonus è l’ultimo elemento di una frase che comincia con «scarica»: l’app è il requisito reale, il bonus il premio di accompagnamento.
Mettiamo i tre modelli uno accanto all’altro, perché è lì che la scelta si chiarisce. Il modello BetFlag premia chi versa molto. Il modello William Hill premia chi si identifica in fretta e con lo strumento giusto. Il modello Sisal, Lottomatica, SNAI e Goldbet premia chi resta. Nessuno dei tre è migliore in astratto: sono tre risposte alla domanda «che tipo di cliente sei», e la risposta giusta per te dipende da quanto pensi di restare. Chi apre un conto per il Mondiale e lo chiude a luglio sta sfruttando il terzo modello nel modo sbagliato, e ne ricaverà poco.
Un’ultima cosa sui requisiti di puntata, che è il capitolo che nessuno legge e che decide tutto. Il rigioco è la cifra che devi far girare prima che il bonus diventi prelevabile, e i conti vanno fatti sul capitale complessivo coinvolto, non sull’importo regalato. Solo le giocate sopra una quota minima contano, e quella soglia cambia da operatore a operatore: un bonus con requisito basso ma quota minima alta può costare più di un bonus con requisito alto e quota minima bassa, perché ti obbliga a giocare solo sui mercati che pagano peggio. Il criterio pratico è questo: prima si guarda la quota minima, poi il moltiplicatore, poi l’importo. Nell’ordine inverso si finisce per scegliere l’insegna più grande e pagare il prezzo più alto.
Quote e margine: come si legge il prezzo di un bookmaker
Il margine è il numero che nessun bookmaker mette in vetrina e che determina tutto il resto. È la quota di ogni euro puntato che il mercato non restituisce, e si calcola sommando gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato: la somma dà la quota di payout, e il margine è il 100 % meno quella quota. Prendiamo un mercato a due esiti a quota 1,90 e 1,90 — un esempio illustrativo, non un prezzo quotato da nessun operatore.
Un euro diviso 1,90 fa circa 0,5263. Due esiti a quel prezzo sommano 1,0526, cioè un payout di circa il 94,7 %. Il margine che resta in mano al bookmaker è quindi intorno al 5,3 %. Su un prezzo come questo, ogni 100 € puntati sul mercato nel suo complesso ne tornano ai giocatori circa 94,70 €, e la differenza — poco più di 5 € — è il costo di esercizio dell’operatore.
Il punto però è che il margine non è una costante. Il 5,3 % dell’esempio vale per quel mercato, a quelle quote, e su un mercato a due esiti con prezzi equilibrati. Su un mercato a tre esiti come l’1X2 il margine tende a salire, perché ci sono tre prezzi da costruire e la somma degli inversi ha più spazio per gonfiarsi. Su un mercato di nicchia — i tiri in porta di una partita di serie minore, il numero di cartellini in una gara di Coppa — sale ancora, perché l’operatore sa meno e si copre di più. Sui grandi appuntamenti, dove il volume è enorme e la concorrenza reale, scende. In pratica il lettore vede un margine che parte da poco sopra il 4 % sulle partite più seguite e arriva ben oltre il 10 % sui mercati che nessuno guarda. Questa è la banda, e la condizione che la determina è la profondità del mercato.
Da qui una conseguenza che vale più di qualsiasi classifica delle «quote più alte». Cercare il bookmaker con le quote migliori guardando solo il prezzo dell’1X2 sulla partita di cartello è un esercizio che rende poco, perché su quel mercato tutti si allineano: è lì che la concorrenza si vede, ed è lì che il margine è compresso. Il risparmio vero si trova sui mercati secondari, dove gli operatori si differenziano molto di più e dove nessuno ti sta guardando. Un bookmaker che ti dà 5 centesimi in più sulla vittoria della capolista ti sta comprando l’attenzione; quello che ti dà mezzo punto in più sul numero di corner è quello che ti fa risparmiare, e non te lo dice nessuno.
Su questo terreno gli operatori si distinguono per come costruiscono il palinsesto, non per lo slogan. Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La parola «maggiorate» va letta con attenzione: una quota maggiorata su un mercato costruito dall’operatore è un prodotto suo, con un margine che decide lui, e il confronto con un mercato standard non è immediato. Non è un difetto, è una categoria diversa: la Supercombo non compete con l’1X2, compete con le altre combo.
Sisal dichiara nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Qui il ragionamento sulla copertura diventa concreto: quindicimila eventi live non significano quindicimila eventi con un margine basso, significano soprattutto che trovi un mercato anche su quello che cerchi, e questo — per chi punta su sport piccoli — conta più di due centesimi di quota sulla Serie A.
SNAI porta la stessa idea al limite della personalizzazione. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica. Il calcolo della quota unica è il momento in cui il margine si moltiplica: quando combini più selezioni, i margini delle singole selezioni si compongono, e un biglietto a tre gambe costruito su mercati con margine medio porta con sé il margine di tutte e tre. È la ragione per cui le multiple pagano apparentemente molto e restituiscono, in media, meno delle singole.
Vale la pena fermarsi su questo punto, perché è la trappola più comune. Se ogni selezione porta con sé un margine, una multipla a cinque gambe costruita su mercati al 5 % ciascuno non ha un margine del 5 %: il costo si eleva, perché la struttura del prodotto è quella. Nessuna campagna marketing dirà mai «moltiplichiamo il nostro margine insieme alle tue quote», ed è esattamente quello che accade. Il lettore può verificarlo da solo in trenta secondi: confronta la quota di una multipla già confezionata dall’operatore con il prodotto delle quote delle singole selezioni offerte dallo stesso operatore. La differenza è il prezzo implicito della comodità, e in genere è piccola ma reale.
Su Eurobet il catalogo dei mercati è la parte che salta all’occhio. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Con l’app si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. Le scommesse su elezioni e reality non sono calcio: sono mercati costruiti su eventi dove l’operatore ha meno modello e più discrezionalità, e il margine racconta questa differenza molto prima che la racconti una tabella. Chi cerca il valore reale trova più spazio qui che sulla partita di cartello, chi cerca sicurezza di prezzo trova l’opposto.
Last, il comparatore di quote. Mettere due bookmaker uno accanto all’altro sullo stesso evento è utile solo se il confronto avviene sullo stesso mercato, allo stesso momento e considerando che le quote si muovono. Una quota letta ieri sera non è la quota di questa mattina: il prezzo di apertura, il prezzo a poche ore dal fischio e il prezzo live sono tre prezzi diversi dello stesso mercato, e su un mercato liquido la differenza fra bookmaker si apre proprio nel momento in cui il volume arriva. Il momento migliore per confrontare è quindi quello in cui entrambi hanno già ricevuto volume e non ancora mosso l’offerta, cioè nelle ore centrali della giornata dell’evento.
Il palinsesto: calcio, Mondiali e tutto il resto
Il calcio è il prodotto centrale del mercato italiano, e la copertura degli operatori lo dice con una chiarezza che nessun comunicato raggiunge. Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Quel «Serie C» in mezzo ai campionati esteri non è un dettaglio di completezza: è la prova che il palinsesto è costruito per il pubblico italiano, perché nessun operatore internazionale sceglie la Serie C per caso.
Il mondiali del 2026 — nome proprio dell’evento, che resta — sono il banco di prova del palinsesto, e conviene dire come funziona davvero. In Italia non è l’operatore a decidere quali eventi accettare. L’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa può essere presa solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Nel caso di un grande torneo questo passaggio è una formalità, ma la meccanica conta: la tua partita è sul sito perché qualcuno l’ha autorizzata, non perché qualcuno l’ha decisa quella mattina.
Sugli eventi simulati il quadro è analogo e meno conosciuto. L’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» come gli eventi sportivi generati al computer, comprese le corse dei cavalli e altre competizioni mostrate tramite animazione o tramite un evento reale pre-registrato, e sono ammesse all’interno della concessione per le scommesse sportive. Le sezioni «Virtuali» dei siti dei concessionari stanno lì per questo, e sono un prodotto a sé: Lottomatica copre calcio, corse di cavalli (trotto e galoppo) e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Sisal ne conta oltre 3.000 al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte. SNAI ne propone oltre 3.000 al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo. Eurobet scommette su partite di calcio simulate (Campionato, Big Match, Derby), corse di cavalli (Galoppo), corse di cani (Levrieri Reali) e Palline 2.0.
I virtuali meritano una riflessione che il mercato non fa mai. Sono disponibili dalle sette del mattino alle tre di notte, il che significa che coprono le ore in cui non c’è sport vero e in cui un giocatore che vuole giocare non ha alternative. Sono prodotti ad alta frequenza, con esiti ogni pochi minuti, e il margine implicito in un prodotto del genere è per costruzione più alto di quello di un mercato di calcio liquido, perché non c’è confronto competitivo fra operatori sullo stesso evento simulato. Non è una truffa, è una categoria di prodotto: ma chi entra nei virtuali alle due di notte non sta confrontando quote, sta giocando, ed è bene che lo sappia. La disponibilità continua è precisamente la caratteristica che rende questi giochi più rischiosi, non quella che li rende più comodi.
L’ippica è un mondo separato dentro il mondo, e la legge italiana lo tratta separatamente. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a). I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — stanno invece nell’art. 6, comma 1, lett. c), con l’art. 2, lett. h) che li definisce, e richiedono una concessione propria. In altre parole un concessionario di scommesse sportive non ha automaticamente il diritto di offrire il totalizzatore dell’ippica nazionale online, e non è dato sapere quali marche lo facciano. Per chi gioca sull’ippica questo è il punto da verificare direttamente nel palinsesto del sito, non da dedurre dal fatto che l’operatore accetta scommesse sul calcio.
Il betting exchange chiude il quadro, ed è l’unica categoria in cui il concessionario non è la controparte. È ammesso come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e), con la definizione dell’art. 2, lett. u): il giocatore può fare la parte del giocatore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo che ricade sul concessionario. Il modello è concettualmente diverso da tutto il resto: lì il bookmaker non costruisce il prezzo, lo fa il mercato fra chi punta, e il margine del bookmaker tradizionale non esiste come tale. Esiste una commissione, ma quali marche gestiscano un exchange oggi e con quali regole di commissione non è un’informazione pubblica nel quadro qui ricostruito.
Il live merita l’ultima riga di questa parte. Tutti i grandi operatori offrono il Live, e ADM non ha pubblicato regole note su ritardi dei mercati live ed eventi disponibili. Siccome la quota live è la più volatile e la più rapida a muoversi, è anche il contesto in cui la differenza fra operatori si sente di più e si verifica di meno. Lottomatica aggiunge streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta, e bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Il partenariato è un fatto di mercato, non una garanzia sul prezzo: anzi, è esattamente il tipo di segnale che ti dice dove guardare la pubblicità e non dove guardare la quota.
Nuovi bookmaker: cosa cambia rispetto a dieci anni fa
Chi cerca «nuovi bookmaker» cerca una cosa sola: qualcuno che stia entrando adesso e che per entrare debba offrire più degli altri. È una ricerca ragionevole, ma nel mercato italiano del 2026 non funziona come nel resto d’Europa, e vale la pena spiegare perché.
Il regime attuale non è un regime di licenze aperte. Le concessioni sono «concessioni» assegnate con gara pubblica, non licenze disponibili a richiesta. L’art. 6, comma 3, D.Lgs. 41/2024 stabilisce che i vincitori della gara possono esercitare uno o più dei giochi previsti per un massimo di nove anni, senza rinnovo, e i requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5). Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata della concessione (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).
Questo ha due conseguenze che un lettore in cerca di novità deve tenere presenti. La prima: l’ultima grande finestra di ingresso è stata la gara di settembre 2025, che ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. Chi è entrato, è già entrato. La seconda: con nove anni di durata e nessun rinnovo automatico, il concessionario non ha interesse a un ingresso a prezzi stracciati per conquistare quota di mercato, perché il suo orizzonte è lungo e il costo di ingresso è alto e noto. Il tempo delle promozioni di conquista aggressive, in Italia, appartiene a un’era regolatoria che non c’è più.
Il che non significa che non esistano percorsi nuovi. Significa che la novità, quando arriva, non si annuncia con i numeri giganteschi sull’insegna. Si annuncia con cose più piccole: una procedura di apertura conto più semplice, un’app fatta meglio, un’integrazione con il retail, una funzione nuova. Sisal Matchpoint, per esempio, permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile — un’attenzione all’attrito dell’accesso che vale più di un punto percentuale di bonus per chi gioca spesso. Con l’app Sisal si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino; una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. Quest’ultima funzione è un piccolo salto: colma la distanza fra il biglietto di carta comprato al bar e il conto online, che nel mercato italiano è stata per anni una frattura reale.
Sullo stesso terreno SNAI gioca con le stesse armi: con l’app si verifica un biglietto giocato in un punto vendita SNAI inquadrando il QR Code stampato sul ticket, e il conto di gioco si gestisce dall’app, dove si può ricaricare con più modalità, con un’assistenza a disposizione 7 giorni su 7. Lottomatica risponde con la funzione Bet Scanner, che permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita. Tre operatori, tre modi di risolvere lo stesso problema: il retail italiano è ancora grande, e chi riesce a cucirlo con l’online offre un percorso che un operatore solo digitale non può replicare.
Un avvertimento sui «nuovi» che circolano in rete. Nomi come Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono fra le 52 righe dell’elenco ADM al 25 ottobre 2026. Un sito senza concessione che accetta giocatori italiani è offerta illegale, e la parte che riguarda il giocatore non è teorica: ADM, citando la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, scrive il 28 febbraio 2024 che «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È ADM a dirlo, non un concorrente. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti, ma la norma che il regolatore cita esiste, e questo basta a cambiare il calcolo di convenienza: un bonus più alto su un sito non autorizzato non è un vantaggio, è il prezzo di un rischio che non è quantificato da nessuna parte.
Come funziona un bookmaker, dal conto alla schedina
Vale la pena ricostruire il percorso dall’inizio, perché le incomprensioni sul funzionamento di un bookmaker italiano nascono quasi sempre da un ordine sbagliato dei passaggi, non dalla difficoltà di ciascuno.
La prima cosa da capire è cosa sia un bookmaker: un operatore che, in regime di concessione, predispone un programma di eventi e di tipi di scommessa — il palinsesto — lo sottopone ad ADM e accetta scommesse su quegli eventi a quote fisse o a totalizzatore. Il termine inglese è entrato nell’uso e in italiano convive con «operatore con concessione ADM» e «concessionario». Non è un sinonimo di «sito di scommesse»: un sito di scommesse senza concessione esiste, ed è un’altra cosa, che il regolatore chiama offerta illegale.
Il secondo passaggio è il conto di gioco. In Italia il conto richiede l’identificazione completa: le procedure con documento, con SPID e con CIE convivono. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. L’età non è una raccomandazione: l’art. 3, comma 1, lett. a), D.Lgs. 41/2024 nomina la «tutela dei minori di età» fra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Chi non ha SPID o CIE può usare il modulo tradizionale con copia del documento, ma deve sapere cosa comporta: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi sono bloccati. Trenta giorni sono un’eternità se nel frattempo hai versato denaro e hai vinto.
Il terzo passaggio è la scelta dei limiti, che avviene in registrazione e non dopo. AdmiralBet richiede di impostare massimali per ricariche, spesa e tempo di gioco, con un limite ridotto che ha effetto immediato e uno aumentato dopo 7 giorni. La sequenza giusta è: limiti prima del primo deposito, non a cose fatte. Chi imposta il tetto dopo aver perso non sta usando uno strumento di tutela, sta chiudendo il cancello con il cavallo già fuori. E il meccanismo dei sette giorni va conosciuto prima di alzare un tetto: se pensi di voler giocare più di quello che ti sei concesso, quel desiderio ha una settimana per raffreddarsi, e la settimana è la vera protezione.
Il quarto passaggio è la ricarica, e qui il mercato italiano ha una particolarità che pochi conoscono. I «punti vendita ricariche» dell’art. 13, D.Lgs. 41/2024 sono i tabaccai e le ricevitorie iscritti a un registro tenuto da ADM. Ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario, oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Il tetto dei 100 € settimanali in contanti è il tipo di regola che sembra marginale e non lo è: è il confine esplicito fra ricarica al dettaglio e ricarica illimitata, ed è la ragione per cui il contante non può diventare, in Italia, un canale di gioco senza traccia.
Le rotaie di pagamento che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM comprendono carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti presso i tabaccai (SisalPay, Mooney); l’elenco proprio di ciascun operatore sta nei suoi termini. Il caso Lottomatica è quello documentato con più precisione: il conto gioco accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password. Va detto con chiarezza che le criptovalute presso i concessionari ADM sono una questione aperta, e non esiste una norma che nomini le rotaie approvate.
Il quinto passaggio è la scommessa, e qui la questione delle temporalità è quella che frega più gente. Su Eurobet la pagina My Bets raccoglie le schedine in corso o concluse, e dall’app si possono consultare le informazioni sul conto di gioco ed effettuare depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad: operazioni che una volta richiedevano un computer e oggi avvengono nello stesso gesto con cui hai piazzato la giocata. Lottomatica aggiunge quote e risultati in tempo reale, con streaming per seguire la partita. La facilità con cui si ricarica è la facilità con cui si gioca, e nel mercato italiano le due cose sono cresciute insieme.
Il sesto passaggio è il cash out, che merita una spiegazione perché è la funzione più fraintesa. Permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca, e c’è su SNAI e su Sisal. Chiudere in anticipo non è un modo per trasformare una scommessa in un investimento: è un prezzo che l’operatore ti offre per rilevare la tua posizione, calcolato sul valore residuo della giocata, e quindi scontato dal margine che l’operatore applica a quel calcolo. Il cash out è comodo, e comodo ha un costo. Chi lo usa sistematicamente per «salvare» una multipla che sta andando male paga quel costo ogni volta, e su un anno di giocate quel costo non è piccolo.
La scelta, messa in ordine: dieci percorsi a confronto
A questo punto la scelta si può mettere in fila. La tabella non è una classifica e non è una raccomandazione: sono dieci concessionari, ciascuno con il suo numero di concessione, la sua società e quello che i suoi termini e le sue schede dicono sull’offerta. Uno dei dieci è casino-first con un bookmaker accanto, e lo si riconosce dal nome. Il numero di concessione serve a una cosa sola e la fa bene: ti permette di verificare da solo, sull’elenco ADM, che quella riga esiste. Il resto lo legge ciascuno con il proprio modo di giocare in testa.
| Bookmaker | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono i termini dell’operatore sul calcio e sull’offerta |
|---|---|---|
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Apertura conto con SPID o CIE accanto alla registrazione classica; Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, su saldo, fino a 5.000 € |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Benvenuto Sport da 10 € con registrazione SPID; con registrazione manuale bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, più Champions, Europa e Conference League e oltre 20 sport con risultati in diretta |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo; sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | In registrazione limiti massimi di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, streaming gratuito; Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal, No Goal e Multigoal, Cash Out |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; Premier League, Champions, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP con quote e risultati in tempo reale; depositi e prelievi con PostePay e PayPal |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport; bonus di benvenuto scaricando l’app e registrandosi |
La prima cosa che salta all’occhio è un dettaglio che nessuna classifica mette in evidenza: Lottomatica e Goldbet sono lo stesso concessionario. Entrambi riportano la concessione n. 16010 e n. 16009 intestate a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., la stessa società. Non sono due alternative, sono due porte della stessa casa, e chi crede di avere dieci opzioni indipendenti ne ha in realtà nove — e in questo elenco, considerando le nove intestazioni societarie distinte, ancora meno. La concessione è per sito, non per società: una sola impresa può tenere più siti .it, ed Eurobet Italia S.r.l. ne gestisce tre (eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it). Il confronto fra insegne è quindi anche un confronto fra quante insegne ha la stessa mano.
La seconda cosa è che StarCasinò è l’unico dei dieci il cui nome dichiara il prodotto principale. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Per un lettore che cerca solo scommesse sportive questa è un’informazione operativa: il bookmaker c’è, ma il centro di gravità del prodotto è altrove, e chi si aspetta la profondità di mercato di un operatore calcistico puro può restare deluso. Non è un difetto, è una vocazione.
Se la tabella va letta con un criterio, questo è l’ordine che suggerisco. Prima il numero di concessione: se la riga non c’è sull’elenco ADM, tutto il resto è irrilevante. Poi il metodo di identificazione accettato, perché determina quanto tempo passerai prima di poter prelevare. Poi gli strumenti di tutela, perché è l’unica parte dell’offerta che ti serve nel caso peggiore e l’unica che non puoi comprare dopo. Poi la copertura degli sport che giochi davvero. Il bonus arriva per ultimo, e non perché sia inutile: perché è la parte dell’offerta che l’operatore vuole che tu guardi per prima.
Ogni operatore, per quello che offre davvero
Il confronto comincia da qui. Ogni scheda dice cosa l’operatore è, cosa dichiara e a chi serve; l’ordine è quello dei numeri di concessione più bassi e non esprime preferenze.
BetFlag: il bonus che raddoppia il deposito e la società più solida sulla carta
BetFlag opera con la concessione n. 16008, intestata a Betflag S.p.a., sul suo sito .it. Il suo argomento più forte è la meccanica del Welcome Bonus Sport: pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. È un bonus in denaro, non una puntata gratuita, e questa distinzione è la più importante di tutte: su un credito in saldo la vincita che ottieni torna disponibile, su una puntata gratuita la parte di stake non ti viene restituita nemmeno se vinci. BetFlag ha scelto il formato più leggibile per il giocatore, e va detto.
La struttura del bonus ha però un rovescio. Il «fino a 5.000 €» è un tetto, e il tetto serve a chi versa molto. Ma l’importo non è il numero che decide il valore: quello lo decidono i requisiti di puntata e la quota minima, che cambiano la sostanza di qualsiasi promozione e che vanno letti nei termini prima di versare. Un 100 % su un deposito piccolo con requisiti pesanti può valere meno di un bonus più modesto con requisiti leggeri, e l’unico modo di saperlo è andare a leggere il moltiplicatore e la quota minima, sulla pagina dei termini, non sull’insegna.
Il secondo argomento di BetFlag è l’identificazione. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Offrire entrambi i canali digitali significa che non devi passare dal modulo cartaceo con la copia del documento, e per chi ha già SPID o CIE la differenza si sente: la validazione avviene in giornata invece che in giorni, e i prelievi non restano bloccati in attesa.
Verdetto. BetFlag è il percorso di chi entra versando una cifra che considererebbe comunque accettabile perdere, e che sul raddoppio costruisce il primo mese di gioco invece di inseguire il tetto dei 5.000 €: la scelta ragionevole è versare poco, leggere i requisiti prima e trattare il bonus come quello che è, un credito condizionato, non un regalo.
William Hill: dieci euro per chi ha già SPID, cinque per gli altri
William Hill opera con la concessione n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, sul suo sito .it. Il Benvenuto Sport ha una struttura a due velocità: accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
Vale la pena smontare questa meccanica, perché è più interessante di quanto sembri. La doppia soglia non è un capriccio tecnico: è un modo per spingere l’identità digitale, che per l’operatore significa meno controlli manuali, meno frodi e procedure più rapide. Il premio per il giocatore è raddoppiare l’importo, ma il vero premio è il tempo: chi si registra con SPID ha il conto validato subito, chi usa il modulo manuale entra in un percorso in cui i documenti devono arrivare entro 96 ore, e i 5 € si chiamano «bonus di verifica» proprio perché sono il compenso per aver completato il controllo, non un benvenuto.
Quell’intervallo di 96 ore è la parte da non sottovalutare. Chi si registra e poi rimanda l’invio dei documenti di qualche giorno non ha violato nessuna regola, semplicemente non rientra nella finestra, e l’importo che credeva di avere non arriva. Non c’è nulla di scorretto, ma è il tipo di condizione che un lettore scopre solo quando i 5 € non si vedono, e a quel punto la pagina che gli è rimasta in testa è quella con il numero grande.
Su tutto il resto la scheda è più sobria. La concessione è di una società maltese del gruppo, il che nel mercato italiano è la norma e non un’anomalia: la concessione è intestata alla persona giuridica residente nello Spazio Economico Europeo, e il marchio è un altro discorso.
Verdetto. William Hill premia la logistica più che la generosità: chi ha SPID attivo prende il doppio con la metà della fatica, chi non ce l’ha porta a casa la metà e in cambio scopre quanto tempo costa il conto tradizionale — e per il giocatore che apre il conto per restare, il tempo risparmiato in apertura vale più dei 5 € di differenza.
Planetwin365: il palinsesto costruito per chi guarda la Serie C
Planetwin365 opera con la concessione n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., sul suo sito .it. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Costruire un palinsesto che include la Serie C non è una scelta di marketing: è una scelta di costi. Ogni campionato minore richiede quotisti, dati e copertura, e un operatore internazionale non lo fa perché non conviene a scala europea. Planetwin365 lo fa perché il suo pubblico è italiano e guarda anche quello. Il risultato pratico è che per il tifoso di una squadra di provincia — che è la maggioranza dei giocatori italiani — c’è un’offerta dove altrove non c’è, e questo vale più di un centesimo di quota sulla partita di cartello.
Più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta è un secondo dato da leggere bene. Non significa 20 sport con la stessa profondità di mercato: significa che la copertura è ampia, e che la profondità varia. Chi punta su basket o tennis trova un’offerta sensata; chi cerca i mercati più esotici su uno sport minore trova probabilmente meno di quello che trova su un operatore specializzato. La copertura larga è utile, la copertura profonda è un’altra cosa, e la seconda non si deduce dal numero 20.
Verdetto. Il criterio che decide qui è la geografia del tifo: chi segue un campionato che altrove non trova quotato ha in Planetwin365 una ragione concreta per aprire il conto, mentre chi gioca solo sulle grandi partite europee non troverà in questa copertura nulla che non abbia già altrove.
Betfair: il mercato costruito in casa, e chi paga il conto
Betfair opera con la concessione n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., sul suo sito .it. La sua app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
La parte interessante di questa scheda non è la lista dei mercati, è la parola «unici». Una combo costruita dall’operatore non ha un equivalente su un altro sito: non puoi confrontarla con niente, perché non esiste altrove. Questo le dà un vantaggio e un problema. Il vantaggio è che offrono qualcosa che nessun concorrente replica, e per un giocatore che cerca varietà è un motivo reale. Il problema è che, non essendoci confronto, il prezzo lo decide solo l’operatore, e la quota «maggiorata» va letta come parte di un prodotto proprietario, non come un prezzo di mercato. Non c’è nulla di illecito: è la normale economia di un prodotto a marchio.
Il nome Betfair porta con sé anche una storia specifica nel mercato italiano, ed è la parte che chi cerca solo scommesse sportive classiche deve conoscere. Il betting exchange è ammesso come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024, con la definizione dell’art. 2, lett. u): il giocatore può fare la parte del giocatore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. La conseguenza per il piccolo giocatore è concreta: una puntata minima a favore da 200 centesimi in passi da 50 restringe molto la possibilità di puntare cifre minime, ed è una caratteristica strutturale del prodotto.
Verdetto. Betfair è la scelta di chi vuole mercati che non esistono altrove e accetta il prezzo implicito di un prodotto proprietario; per il giocatore che punta piccoli importi sul calcio e confronta i prezzi, la soglia minima dell’exchange è una barriera che rende il resto dell’offerta più interessante del nome.
StarCasinò: il bookmaker dentro un prodotto che non è un bookmaker
StarCasinò opera con la concessione n. 16026, intestata a Azzurri Limited, sul suo sito .it. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
La prima cosa da dire è che la concessione c’è, e che il bookmaker esiste. La seconda è che il nome è la descrizione del prodotto: il centro di gravità è il casinò, e le scommesse sportive arrivano «accanto a» slot e Live Casinò, come dice la scheda stessa. Per il lettore questo ha un significato operativo molto chiaro: chi entra qui cercando la profondità di mercato di un operatore calcistico, la copertura delle serie minori, i mercati su tiri in porta e cartellini, probabilmente troverà la copertura dei grandi eventi e non l’ecosistema completo.
C’è poi una distinzione tecnica che vale la pena fare, perché in Italia non è secondaria. La concessione copre una combinazione di giochi che varia da concessionario a concessionario: scommesse sportive, poker, giochi di abilità, casinò, exchange e bingo si possono tenere in qualsiasi combinazione, e l’elenco ADM non ha una colonna che dica quali. Nel caso di un operatore con un’anima da casinò, il gioco responsabile assume un peso diverso, perché il prodotto principale è quello con la frequenza di esito più alta. Non è un giudizio sull’operatore: è una considerazione su cosa significa aprire un conto su un sito dove le scommesse sono la parte accessoria.
Verdetto. StarCasinò è il bookmaker dentro un prodotto che non è un bookmaker, e va scelto come tale: chi vuole scommettere sul calcio con continuità trova altrove palinsesti più profondi, chi invece cerca la commistione fra sport e casinò sotto un’unica concessione ADM ha qui un percorso che gli altri nove non offrono.
AdmiralBet: i limiti prima del deposito, e una data che cambia tutto
AdmiralBet opera con la concessione n. 16048, intestata a Admiral Bet S.r.l., sul suo sito .it. Ed è, fra i dieci, l’operatore di cui si sa di più su come funziona davvero la tutela, perché i suoi termini la descrivono nel dettaglio.
In registrazione, AdmiralBet permette di impostare massimali su ricariche, spesa e tempo di gioco, con effetto immediato per le riduzioni e dopo 7 giorni per gli aumenti. Tre grandezze distinte su tre orizzonti temporali è una configurazione più fine di quella della maggior parte degli operatori. Ti dà il controllo su cose diverse: la ricarica è il tetto al denaro che entra, la spesa è il tetto a quello che esce, il tempo è il tetto alle ore. Chi ha il problema di ricaricare spesso ma puntare poco ha uno strumento diverso da chi punta grosso due volte al mese, e la regola dei sette giorni per alzare un limite è il momento in cui la tutela lavora davvero, perché ti dà una settimana per cambiare idea.
Sull’autoesclusione i termini portano due regimi. Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La prima cosa da notare è che la durata minima scende a 7 giorni: significa che l’autoesclusione breve diventa uno strumento praticabile, non una decisione irreversibile, e la sua utilità sociale aumenta perché è più facile prendere una decisione piccola che una grande. La seconda è la revoca dopo nove mesi sull’esclusione a tempo indeterminato, che cambia il senso di quella scelta.
Sull’offerta di scommesse, la scheda è più sobria: i termini sono il documento che caratterizza questo operatore, non l’app. E va detto che la trasparenza sui limiti è essa stessa un’informazione per il lettore: un operatore che scrive nero su bianco che alzare un tetto richiede sette giorni non sta facendo pubblicità, sta pubblicando le regole del gioco.
Verdetto. AdmiralBet è il percorso di chi vuole impostare le regole prima di versare il primo euro, e la sua particolarità sta in un dettaglio che nessuna insegna mostra: la tutela è documentata meglio dell’offerta, e per un certo tipo di lettore — quello che ha già capito che il problema non è la quota — è esattamente il criterio giusto.
Sisal: quindicimila eventi, il retail cucito all’app e un bonus spendibile ovunque
Sisal opera con la concessione n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a., sul suo sito .it. Nessuno degli altri nove porta un numero come il suo: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.
Quindicimila eventi live è un dato che va interpretato, non ammirato. Vuol dire che il palinsesto copre una gamma enorme di sport e competizioni, e che la stragrande maggioranza di quei mercati è sottile: pochi giocatori, prezzi costruiti dall’operatore, margini più alti. La copertura ampia risolve un problema reale — trovare un mercato su quello che ti interessa — e ne crea un altro, che è non illudersi che la quota su un evento con dieci giocatori dentro sia competitiva come quella su una partita di Serie A.
La parte tecnica è ricca e va letta nel suo insieme: tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. I mercati su tiri in porta, rigori ed espulsioni sono quelli con il margine più largo di tutto il calcio, perché sono mercati che l’operatore prezza con più prudenza. Chi li ama li ami sapendo questo.
Il bonus di benvenuto ha una struttura chiara: per riceverlo bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. L’ultima clausola è la più generosa della pagina: spendibile su tutti gli eventi in palinsesto significa che non ti viene imposta una selezione ristretta di partite.
L’integrazione con il retail è la parte che gli altri non hanno. Con l’app Sisal si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino; una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. Sisal Matchpoint permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. E il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, accanto a ippica, giochi di casinò e Sisal Tipster.
Verdetto. Sisal è il percorso del giocatore omnivoro che alterna il bar, l’app e la notte: la scansione della schedina in negozio e i prelievi al punto vendita valgono più della quota su un mercato secondario, mentre chi gioca esclusivamente online sulle grandi partite paga per un’infrastruttura retail di cui non si serve.
bet365: il marchio che compra la visibilità delle grandi competizioni
bet365 opera con la concessione n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, sul suo sito .it. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
Essere partner globale di un torneo è un investimento in visibilità, e va letto come tale. Il partenariato non ti garantisce una quota migliore sulla partita di cartello, non ti dà un mercato in più e non ti mette davanti agli altri: ti dice dove quell’operatore vuole che tu lo veda. Non è un difetto — è la normale funzione del marketing sportivo —, ma è un criterio di scelta da non confondere con la qualità del prezzo. La quota la decidono i quotisti, non il logo sul tabellone.
Il catalogo degli sport è comunque ampio e ben bilanciato, con una particolarità che vale la pena notare: l’ippica compare in una lista dove la maggior parte degli operatori mette solo calcio e grandi sport americani. La boxe e le freccette, poi, sono sport con un pubblico piccolo ma appassionato, e trovarli elencati al fianco della Premier League indica un palinsesto costruito con un occhio agli sport di nicchia anglofoni e non solo al calcio.
Sul versante della tutela, bet365 mette a disposizione strumenti che vale la pena riportare per intero: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il periodo di pausa è lo strumento più interessante dei quattro, perché è temporaneo e non richiede una decisione definitiva.
Verdetto. bet365 è il percorso di chi vuole un operatore con una copertura internazionale solida e una reputazione da leader globale, e il suo limite sta proprio lì: la visibilità del marchio non è un vantaggio sul prezzo, e chi apre il conto aspettandosi che il partner della Champions League offra la quota migliore sulla Champions League sta comprando un’immagine, non un margine.
Lottomatica: PostePay, PayPal e un’app che copre anche il retail
Lottomatica opera con la concessione n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul suo sito .it. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
La parte più concreta di questa scheda è quella dei pagamenti. Il conto gioco accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri; l’accesso dall’app avviene con username e password. PostePay e PayPal sono i due strumenti che la maggioranza dei lettori italiani ha già in tasca o nel telefono, e questa è una differenza reale rispetto a un operatore che chiede un portafoglio elettronico specializzato. Non è una questione di sicurezza: è una questione di quanti passaggi devi fare prima di poter depositare, e nell’era in cui si apre un wallet con tre tocchi, ogni passaggio in più è un ostacolo.
L’integrazione con il retail è l’altra gamba. La funzione Bet Scanner dell’app permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita, e i Virtuali dell’app comprendono calcio, corse di cavalli (trotto e galoppo) e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Il Bet Scanner è la stessa idea di Sisal risolta con mezzi diversi, e la coincidenza non è casuale: il retail fisico resta un canale importante, e gli operatori con una rete di punti vendita hanno un motivo strutturale per costruire ponti fra i due mondi.
Sul bonus, Lottomatica prevede bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali. L’attenzione è sul processo, non sull’importo, e le promozioni settimanali spostano il baricentro dal primo giorno al ciclo continuo.
Verdetto. Lottomatica è il percorso di chi vuole depositare con quello che ha già installato sul telefono e non vuole imparare un portafoglio nuovo: PostePay e PayPal insieme coprono la maggioranza delle abitudini italiane, e per un lettore che deposita spesso in cifre piccole la comodità del metodo batte qualunque altro argomento della scheda.
Goldbet: due marche, una società, e l’app come requisito
Goldbet opera con la concessione n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul suo sito .it. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
Il dato societario è quello che un lettore attento nota per primo. La concessione n. 16009 è intestata alla stessa società che detiene la n. 16010 di Lottomatica — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Due marche, due siti .it, un solo concessionario. Per il giocatore questo ha una conseguenza pratica immediata: passare da Goldbet a Lottomatica credendo di cambiare interlocutore non cambia interlocutore, e una promozione di benvenuto giocata su entrambi non è un doppio vantaggio ma due porte dello stesso edificio.
Sull’offerta, la scheda è lineare: Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport. L’ordine in cui le tipologie sono elencate è significativo — Live e Pre-match prima, Singole e Multiple dopo — perché descrive un prodotto pensato per il gioco in movimento più che per la scommessa ragionata della domenica. I Sistemi, che stanno in fondo all’elenco, sono la tipologia meno compresa dai principianti e la più interessante per chi ha un minimo di metodo: permettono di coprire più combinazioni di una multipla con un’unica giocata, e il loro costo implicito sta nella quota complessiva, non nel numero di partite.
Il bonus è legato all’app: scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La sequenza è chiara e va letta alla lettera: l’app è il requisito, il bonus la conseguenza. Chi gioca solo da desktop non rientra nel percorso, e non c’è nulla di strano: è l’operatore che sceglie il canale che vuole premiare.
Verdetto. Goldbet è il percorso di chi gioca principalmente da mobile e vuole una copertura ampia sulle tipologie di scommessa senza spostarsi dall’app, ma la sua scheda va letta insieme a quella di Lottomatica: chi crede di avere davanti due operatori indipendenti sta guardando un’unica società con due insegne.
La legalità, che è la domanda prima di tutte le altre
Torniamo al punto di partenza, perché è quello che un lettore si pone prima di tutto il resto: si può giocare legalmente in Italia, e su quale sito?
La risposta comincia dal regolatore. ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» alla prima menzione — il mercato continua a dire «AAMS», e l’abitudine sopravvive alla riforma — tiene l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza». Letto al 25 ottobre 2026, l’elenco ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Questo è l’intero test: chi è sull’elenco ha la concessione, chi non c’è non ce l’ha. Non esiste un’altra lista, non esiste un badge, non esiste una classifica che valga come prova.
Il quadro normativo è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. La concessione si assegna con gara pubblica e dura al massimo nove anni senza rinnovo, e i requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara. Condizioni della concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata.
Il fatto più utile per il lettore è che la concessione è per sito, non per società. Una sola impresa può tenere più siti .it — Eurobet Italia S.r.l. gestisce eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it — e il concessionario di un sito non è necessariamente quello che ti aspetti: Bwin.it è Eurobet Italia, Lottomatica.it è Goldbet Better Organization Italy, Betsson.it e Starcasino.it sono Azzurri Limited. Sono esattamente i casi in cui l’insegna non ti dice nulla su chi risponde. Gli operatori dichiarano numero di concessione e società nei propri termini, ed è lì che si verifica: non su una pagina di confronto.
Un avvertimento sul significato dell’elenco. La presenza sull’elenco non dimostra che quel sito offra scommesse sportive, perché l’elenco non ha una colonna per i giochi e un concessionario può tenere scommesse, poker, giochi di abilità, casinò, exchange e bingo in qualsiasi combinazione. Lo dimostra l’offerta dell’operatore, sul sito e nell’app. E l’elenco non è esaustivo del mercato: esistono altri concessionari oltre quelli trattati qui, e una marca che non compare in questo confronto non è per questo priva di concessione.
Sul fronte opposto, l’offerta illegale ha un nome e una procedura. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 stabilisce che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambe pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riporta la stampa specializzata sull’ordinanza del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta, mentre i mirror ricompaiono nel giro di ore. Il termine che descrive il risultato è «oscurati».
C’è una norma che nessun confronto cita mai e che è più importante di tutte le altre per il giocatore. ADM, al 28 febbraio 2024, scrive che la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 «prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Non è la posizione di un concorrente: è la posizione del regolatore. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti, ma la regola esiste ed è il motivo per cui il confronto fra un concessionario e un sito estero non è un confronto fra due offerte.
Sulla pubblicità, il quadro è in movimento e va raccontato con precisione. Il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito in L. 96/2018, è in vigore, e ADM ne cita il testo: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 € per violazione. ADM aggiunge che pubblicizzare operatori non autorizzati espone i mezzi di informazione a provvedimenti di AGCOM. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3).
Le cronache del 2025 e del 2026 aggiungono sfumature. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di Giustizia UE sono pendenti, la C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e la C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio del 2026 per eliminare il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni — non ha avuto esito noto, e il divieto è in vigore al momento della verifica. Vale la pena ricordare che il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus: non c’è un tetto statale al bonus né ai requisiti di puntata.
Sul fisco, la distinzione fra chi paga e chi non paga è la parte che il lettore vuole capire. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa — D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato — è pari al 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote. Le scommesse virtuali pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Non è dato sapere se i crediti da bonus entrino nella base imponibile.
E il giocatore? Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo ricade sul concessionario: la stampa specializzata del 2024 e del 2026 parla di vincite «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale, quindi in chiusura di questo passaggio vale il consiglio pratico di consultare un commercialista, che è la cosa che ogni pagina onesta dice e quasi nessuna dice.
Il caso opposto è più severo di quanto si creda. Le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri ricadono sotto un documento preciso: l’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione va quindi riassunta come: secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate andrebbero dichiarate come redditi diversi, e non è consulenza fiscale.
L’ultimo tassello è quello che distingue davvero un concessionario da un sito estero, e non è un tassello retorico. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti obbligatori di limitazione e un foro legale italiano. Una marca .com non autorizzata non porta nulla di tutto questo, è esposta al blocco DNS e, come scrive ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. La zona offshore esiste, accetta giocatori italiani e compare nei risultati di ricerca con licenze straniere che in Italia non hanno alcun valore: lì non c’è tutela, non c’è registro degli autoesclusi, non c’è foro. Chi confronta le due cose sul solo importo del bonus ha già smesso di fare un confronto.
Domande frequenti sui bookmaker italiani
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM (ex AAMS), che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La concessione è per sito e non per società, quindi si confronta il numero dichiarato nei termini dell’operatore con la riga dell’elenco. Un nome in una classifica non è una prova di concessione.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota: 10 € a quota 2,50 restituiscono 25 €, di cui 15 € di profitto netto. In una multipla le quote delle singole selezioni si moltiplicano fra loro e danno un’unica quota sul biglietto. Attenzione al formato: in Italia si usa la quota decimale, con la virgola come separatore.
Come si legge dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato. Su un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 la somma è 1,0526, cioè un payout del 95,0 %, e il margine è del 5,0 %. Il valore non è una costante: sale sui mercati con pochi esiti, di nicchia o poco scambiati, e scende sui grandi appuntamenti.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione. La meccanica è asimmetrica: abbassare il limite ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni di attesa. Alcuni operatori chiedono anche un limite di ricarica, di spesa e di tempo su base giornaliera, settimanale e mensile.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo ricade sul concessionario: la stampa specializzata del 2024 e del 2026 parla di vincite «tassate alla fonte». È una ricostruzione giornalistica e non un documento fiscale, quindi conviene consultare un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso resta senza protezione, è esposto al blocco DNS e non ha gli strumenti obbligatori di limitazione né un foro italiano. ADM cita la Legge 401/1989, art. 4: «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi».
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