Scommesse con deposito 2026: dieci bookmaker ADM, da 1 € a 100.000 €

Updated Ottobre 2026
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Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026; concessioni e numeri di conto verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ex AAMS).

Uno smartphone e una carta di pagamento affiancati su un tavolo di legno, con alcune banconote da euro accanto
William Hill indica per i depositi con carte di credito e debito un minimo di 10 € e un massimo di 99.000 €, per gli e-wallet un minimo di 10 € e per il bonifico bancario un minimo di 30 € e un massimo di 100.000 €.

La classifica: dieci piattaforme, dieci modi diversi di prendere i soldi

Il deposito è la parte dell’iscrizione che nessuno pubblicizza, ed è quella che decide se il conto resta aperto o si chiude dopo tre giorni. Un bookmaker che chiede 1 € di posta minima ma 20 € di prima ricarica per il bonus è, per chi vuole provare il prodotto, più caro di uno che accetta 5 € secchi. La cifra che conta non è quella nel banner.

Dieci brand con concessione ADM, tutti su dominio .it, tutti raggiungibili dall’Elenco di ADM. Nessuno è qui perché è il migliore in assoluto: sono qui perché sull’argomento deposito le loro condizioni sono leggibili e verificabili.

Marchio Concessione e concessionario Che cosa dicono le sue condizioni sul deposito
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Sport-50: bonus reale del 100% del primo versamento fino a 50 €, deposito minimo 20 €, conto verificato
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Nessuna indicazione di importo pubblicata; sport e risultati in diretta su oltre 20 discipline
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Depositi e prelievi gestibili direttamente da app su iPhone e iPad
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Conto ricaricabile e prelevabile con PostePay, PayPal e altri metodi
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited Limiti di deposito impostabili dall’utente; assistenza 24 ore su 24
SNAI ADM n. 16032, Snaitech Spa Ricarica dall’app con più modalità; assistenza sette giorni su sette
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Carta di debito, PayPal e Apple Pay tra i metodi; conto da sito o app
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Ricariche da carta, Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe, Admiral Pay e bonifico, senza costi
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Ricarica e prelievo anche al punto vendita; prima ricarica per il bonus di benvenuto
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. PostePay e PayPal tra i metodi per depositi e prelievi

Due righe spiccano per il vuoto: Planetwin365, che sul proprio sportbook dice molto e sul deposito non pubblica importi, e Lottomatica, che nomina PostePay e PayPal ma non le cifre. Nessuna delle due è un difetto in sé — significa solo che l’informazione va cercata nel conto, dopo la registrazione, oppure chiesta all’assistenza. Chi sceglie un bookmaker partendo dall’importo minimo di ricarica ha un problema in più con questi due.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Per ottenere il bonus cash del Benvenuto Sport di William Hill serve un deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni dalla registrazione.

Vale la pena guardare la colonna centrale con attenzione, perché è l’unica che un lettore può controllare in trenta secondi senza fidarsi di nessuno. Il concessionario spesso non porta il nome del marchio: Betsson.it fa capo ad Azzurri Limited, Lottomatica.it a Goldbet Better Organization Italy, Bwin.it a Eurobet Italia. La concessione è per sito, non per azienda, e una stessa società può detenerne più di una. Chi trova una sigla diversa dal brand sul proprio estratto conto non ha scoperto una frode: ha trovato il nome di chi ha vinto la gara.

E ora la parte che rende questa tabella meno rassicurante di come appare. La lista di ADM non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco dimostra che quel sito ha una concessione, non che offra scommesse sportive: il concessionario può detenere in qualsiasi combinazione i diritti su scommesse, poker e giochi di abilità, casinò, exchange e bingo. Il posto in questa classifica non è una concessione, e la concessione non è una promozione del calcio. Che il palinsesto sportivo esista lo dimostra il sito dell’operatore, non l’elenco del regolatore.

Il criterio con cui sono ordinate le dieci posizioni non è il bonus più alto. È la combinazione di tre cose verificabili: presenza sull’elenco ADM alla data di controllo, chiarezza delle condizioni di deposito pubblicate, e tipo di offerta — cash, bonus reale, o semplice ricarica senza incentivo. Chi cerca il deposito minimo più basso in assoluto troverà risposte contrastanti già dentro questa pagina; chi cerca un conto che non gli costi una settimana di attesa per un prelievo da 10 € sta più comodo in fondo all’elenco che in cima.

Che cosa guardare prima di versare, e in che ordine

La sequenza è sempre la stessa, e vale per tutti e dieci. Primo: il numero di concessione e il concessionario nelle condizioni del sito. Secondo: l’importo minimo di ricarica del metodo che si possiede davvero, non di quello più comodo da elencare. Terzo: se l’offerta di benvenuto chiede un deposito più alto di quello che si è disposti a mettere, perché il bonus non è mai il motivo per alzare la cifra. Quarto: il minimo di prelievo, che è la voce che nessuno legge e che decide se i soldi tornano fuori senza attriti.

Chi inverte l’ordine — bonus prima, condizioni dopo — finisce nella situazione classica: conto aperto, versamento fatto, e un requisito di gioco scoperto il giorno in cui chiede il prelievo. Non serve attendersi nulla di drammatico: serve leggere la riga della ricarica minima.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Il bonus Sport-50 di NetWin richiede un deposito minimo di 20 €, con il codice promo SPORT-50 inserito al primo deposito, e vale il 100% del versamento fino a 50 €.

Come funziona davvero un deposito su un conto di gioco

Due cose sono certe prima di qualsiasi scelta. Il conto di gioco è intestato a una persona identificata, e gli strumenti di pagamento devono essere intestati alla stessa persona. AdmiralBet lo scrive esplicitamente nelle proprie condizioni: le ricariche online si fanno con carta, bonifico o portafogli elettronici come Skrill e PayPal, senza costi aggiuntivi e con strumenti intestati al cliente. Non è una formalità burocratica: è la ragione per cui una ricarica fatta con la carta di un familiare può bloccare il prelievo per settimane.

Il conto di gioco non è un conto corrente e non è un portafoglio. È un saldo presso un concessionario, che il concessionario gestisce secondo le proprie condizioni. Chi deposita non sta prestando denaro a un intermediario finanziario né acquistando un prodotto; sta mettendo a disposizione una somma per puntarla, e la può ritirare alle condizioni previste. Capire questo evita due errori frequenti: aspettarsi interessi, e aspettarsi che una ricarica sia annullabile come un bonifico bancario.

Sui metodi non esiste un elenco di legge. Nessuno statuto italiano nomina i canali approvati per il deposito, e le criptovalute presso i concessionari ADM restano una questione aperta. Quello che si trova nelle pagine di confronto — carte, Postepay e altre prepagate, e-wallet come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher — è la fotografia di ciò che i singoli operatori mettono a disposizione, non un catalogo normato. L’elenco valido per un conto specifico sta nelle condizioni di quell’operatore, e cambia da brand a brand più di quanto la somiglianza dei nomi lasci intendere.

L’unica forma di deposito che la legge tocca direttamente è quella in contanti. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche — tabaccai, ricevitorie — tenuti in un registro ADM; possono ricaricare il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti, per un massimo di 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né restituire il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno al punto vendita. Il tetto dei 100 € settimanali è una regola di legge e vale per tutti i concessionari; qualunque importo diverso che un operatore indichi per le ricariche online è una sua condizione commerciale, non un obbligo normativo.

Il conto si apre in due modi. La registrazione classica con un documento, oppure l’identificazione con SPID e CIE, che BetFlag indica accanto alla procedura ordinaria e che altri operatori mettono a disposizione. La differenza non è cosmetica: senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Chi apre il conto di venerdì sera perché vuole giocare il derby domenica ha un motivo in più per usare SPID se ce l’ha; chi non ce l’ha deve mettere in conto l’attesa della verifica. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e l’età è fissata dalla legge italiana, non dalle condizioni del singolo sito.

Deposito minimo, massimo e posta minima: tre numeri che si confondono sempre

Tre importi vivono nella stessa pagina di condizioni e vengono letti come se fossero uno. Il deposito minimo è quanto serve per la prima ricarica. Il massimo è il tetto per singola operazione su un metodo. La posta minima è quanto si può puntare su una singola giocata. Un bookmaker può avere un massimo di 99.000 € sul deposito e una posta minima di 0,05 € per colonna: sono grandezze senza alcun rapporto tra loro.

William Hill rende il quadro leggibile come pochi altri. Per i depositi con carte di credito e debito indica un minimo di 10 € e un massimo di 99.000 €, per gli e-wallet un minimo di 10 €, per il bonifico bancario un minimo di 30 € e un massimo di 100.000 €. Il segnale operativo è il salto tra carte e bonifico: chi versa abitualmente 20 € con carta non incontra alcun ostacolo, chi preferisce il bonifico deve partire da 30 €. La soglia più alta non è un disincentivo mascherato; è il costo di un canale che l’operatore tratta diversamente.

Sul versante opposto, le cifre possono essere molto più basse. bet365 indica tra i metodi carta di debito, PayPal e Apple Pay senza pubblicare un minimo, Betsson e SNAI parlano di una gestione delle ricariche dall’app senza quantificarla. Il deposito minimo più basso del gruppo non emerge da questa pagina: emerge dal conto, metodo per metodo. Chi vuole la risposta esatta la trova nelle condizioni dell’operatore e nella maschera di ricarica, dopo il login — non in una tabella che invecchia.

La posta minima, invece, è regolata anche per via normativa. Il regolamento delle scommesse a quota fissa fissa la posta unitaria di gioco in cinque centesimi di euro e stabilisce che l’importo minimo per ogni ricevuta di partecipazione non può essere inferiore a un euro. AdmiralBet lo traduce in pratica nei propri regolamenti, dove si leggono gli importi minimi e massimi di ogni giocata e l’importo massimo di vincita consentito dalla normativa. William Hill, sul proprio regolamento, indica 1 € per una singola o una multipla, 2 € per un sistema e 0,05 € come importo minimo unitario per colonna.

Ecco il punto che i confronti sui depositi bassi sbagliano quasi sempre. Il deposito minimo determina quanto si versa, non quanto si può puntare per volta, e il rapporto tra i due è ciò che rende un conto utilizzabile o inutilizzabile. Con 10 € sul conto e una posta minima di 1 € si hanno dieci giocate singole, oppure una multipla da 1 €; con 20 € se ne hanno il doppio. Chi versa il minimo assoluto e gioca il minimo assoluto consuma il saldo in poche sere: non è un difetto del bookmaker, è aritmetica. Il deposito basso è un modo per provare il prodotto, non per costruirci una stagione.

C’è poi un tetto che non si vede e che nessuno sceglie: l’importo massimo di vincita consentito dalla normativa, che i regolamenti di gioco rendono visibile. Un importo che cambia il senso di una puntata molto alta, e che conviene conoscere prima di piazzarla anziché dopo.

La concessione ADM: l’unica prova che conta, e i suoi limiti

Il quadro è cambiato con il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Non esistono licenze aperte: le concessioni si assegnano con gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza in regime di concessione — scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè l’exchange; bingo. L’art. 6, comma 3 stabilisce che i vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo; tra i requisiti una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara. Condizioni di concessione e regime fiscale restano fissi durante il periodo (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3) — una garanzia che vale per il concessionario e, indirettamente, per chi ci gioca.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La concessione è per sito. Un singolo concessionario può detenerne più di uno, ed è il caso di Eurobet Italia S.r.l., che gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it.

Qui arriva la parte che nessuna pagina promozionale scrive. La lista non ha una colonna per i giochi: un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, al casinò, all’exchange e al bingo in qualunque combinazione. La presenza sull’elenco non dimostra di per sé un’offerta di scommesse sportive, che è dimostrata dal sito e dall’app dell’operatore. È un limite del registro, non un’ambiguità del marchio: significa che la verifica va fatta in due passi, l’elenco e poi il prodotto.

Fare il controllo richiede poco. ADM pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati e, in parallelo, la lista dei siti il cui accesso è inibito; entrambe sono pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. Il numero di concessione e la società concessionaria compaiono nelle condizioni di ogni operatore, ed è lì che si legge il dato da confrontare. Se il codice in cima a quelle condizioni non è nell’elenco, non serve altro.

Chi non ha la concessione: cosa rischia il giocatore, non solo il sito

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti con accesso inibito; fornitori di accesso a internet e prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti su una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e alcuni provider tardano: un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati».

Il rischio non è però solo del sito. L’art. 4 della Legge 13 dicembre 1989, n. 401, come ADM stesso lo cita il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari. È la regola lato giocatore, nella lettura dell’autorità. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti.

Il confronto onesto si fa su cosa c’è e cosa manca. Una concessione ADM porta con sé il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza di ADM, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano per qualunque controversia. Un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, nella lettura di ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. Che siti offshore accettino giocatori italiani è un fatto: compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere che in Italia non hanno alcun valore. La zona franca è quella, e non offre tutele.

Da qui discende la scelta, che è l’oggetto di questa pagina. Chi vuole un deposito da 2 € e trova un sito non ADM disposto ad accettarlo ha trovato esattamente il compromesso che sta cercando; chi vuole che quei 2 € siano recuperabili attraverso un reclamo formale, e che un giorno di pausa dal gioco valga su tutte le piattaforme autorizzate, sta giocando un’altra partita. Non è la stessa partita.

Limiti di deposito e autoesclusione: gli strumenti che il conto mette a disposizione

Il deposito si può limitare prima di farlo, ed è la sola difesa che non richiede di fermarsi. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede, tra gli strumenti obbligatori per i concessionari, gli autolimiti su tempo, spesa e perdita; i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore sulla base di protocolli approvati da ADM; i messaggi automatici su durata e spesa; gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione. La meccanica è quella che sorprende: un limite ridotto ha effetto immediato, un limite aumentato dopo sette giorni. La regola è pensata per una ragione sola — impedire che un giocatore in difficoltà alzi la soglia nel momento in cui ne avrebbe più bisogno — e va letta anche nella direzione opposta: chi vuole più margine deve decidere con una settimana di anticipo. Chi apre il conto con un limite basso e poi scopre che il sabato sera gli serve più spazio non lo ottiene in tempo reale.

AdmiralBet organizza tutto questo in registrazione, chiedendo di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Betsson indica la possibilità di impostare facilmente i propri limiti di deposito, accanto a un’assistenza disponibile tutti i giorni, 24 ore su 24. bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. SNAI parla di assistenza sette giorni su sette, Goldbet e Lottomatica di ricariche gestibili dall’app con accesso tramite username e password.

L’autoesclusione è il gradino sopra. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio. Non è una funzione del singolo bookmaker e non si aggira cambiando operatore: è il motivo per cui chi entra in RUA non trova un secondo sito disposto ad accoglierlo. AdmiralBet prevede periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Due regimi che convivono, e la differenza conta per chi pianifica una pausa lunga.

Il momento in cui il RUA mostra il suo vero valore è quello in cui non basta. Un sito senza concessione non è collegato al registro: il giocatore autoescluso che vi approda è, di fatto, non protetto, e nessuno strumento di legge lo raggiunge. Nella sezione sulla concessione ADM il meccanismo è già stato spiegato; qui basta la conseguenza pratica. La tutela più solida del sistema italiano è anche la sua più fragile, perché dipende dall’essere dentro il sistema.

Un dovere che vale la pena conoscere, perché spiega parecchia comunicazione degli operatori: l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2% dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra piccola; il vincolo è che venga spesa su temi decisi da altri.

Bonus di benvenuto: il 100% sul primo deposito e le condizioni che lo accompagnano

La formula più ripetuta del mercato italiano è il 100% del primo deposito. È anche la più fraintesa, perché la percentuale non dice nulla su quanto valga davvero l’offerta. Il deposito minimo richiesto, l’importo massimo accreditabile e le condizioni di svincolo fanno il prezzo reale, e la percentuale resta ferma al 100% in tutti i casi.

NetWin con Sport-50 offre un bonus reale pari al 100% del primo deposito fino a 50 €, riservato ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e codice promozionale da inserire al primo versamento. Il tetto a 50 € è il dettaglio che la percentuale nasconde: il 100% esiste solo fino a quella cifra, e chi versa 200 € per prendere il doppio si ritrova con 50 € di bonus e un deposito quadruplo rispetto a quanto serviva. Il conto verificato è l’altro requisito da leggere prima, non dopo.

William Hill, sul Benvenuto Sport, chiede un deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni dalla registrazione per il bonus cash del Benvenuto Sport di William Hill. La finestra dei sette giorni è il vincolo operativo: chi si registra e rimanda la ricarica alla settimana successiva ha già perso l’offerta, e non c’è nulla da contestare. Il metodo conta quanto l’importo — carta o PayPal, non qualsiasi canale.

BetFlag apre su cifre diverse: il Welcome Bonus Sport è pari al 100% del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Un tetto che non ha lo stesso ordine di grandezza degli altri due, e che sposta il ragionamento: qui la percentuale è la stessa, la scala no. Sisal segue la logica opposta, senza importi pubblicati nella descrizione: per il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto. Nessun tetto visibile, nessuna percentuale dichiarata nella descrizione: due informazioni che conviene recuperare dalle condizioni complete prima di versare.

Quanto vale davvero un bonus, e perché «bonus» non è una categoria sola

Le offerte di questa pagina non sono la stessa cosa, e trattarle come tali è l’errore che costa di più. Un bonus cash è denaro accreditato sul conto: si preleva come il resto del saldo, una volta soddisfatte le condizioni. Un bonus reale come Sport-50 di NetWin è anch’esso accreditato, ma legato al conto verificato e al deposito minimo, e vale il 100% del versamento fino a 50 €. Un accredito fino a 5.000 € come quello di BetFlag è una terza cosa ancora, perché la cifra massima cambia il profilo dell’offerta. E un bonus senza deposito, che il mercato italiano nomina spesso, è una categoria ulteriormente diversa: denaro accreditato senza versamento, con requisiti propri.

La parola «bonus» copre tutte e quattro, e in nessuna di esse la percentuale è l’informazione decisiva. Su quale sia davvero il valore, un conto si fa con i numeri che l’operatore pubblica — deposito minimo, tetto, finestra temporale, metodo ammesso — e con quelli che sta al giocatore chiedere. La formula «100%» resta identica nei tre casi, e il valore no.

Un punto sul contorno legale, perché chiarisce un equivoco ricorrente. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM vigila, con una sanzione del 20% del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione.

Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Un operatore non può promuovere l’offerta, ma può offrirla, e non esiste alcun tetto statutario né all’importo del bonus né ai requisiti di rigioco: importi, condizioni e quote minime derivano dalle condizioni del singolo operatore. Sul fronte sanzionatorio, l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notifica del divieto). Una proposta di modifica avanzata da Forza Italia in sede di legge di bilancio 2026 mirava a rimuovere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: il suo esito non risulta, e il divieto è in vigore alla data di verifica.

Depositi, ricariche e prelievi: come e quando i soldi tornano indietro

Il verso che conta per il giocatore non è quello di andata. Versare è semplice quasi ovunque; riportare fuori l’importo è la parte in cui emergono le differenze, e la voce che le decide è il minimo prelevabile. William Hill è uno dei pochi a dichiararlo: 5 € con carte, Skrill, PayPal e Neteller, 30 € con bonifico bancario; se il saldo è inferiore al minimo del metodo scelto va prelevato per intero. Chi ha 12 € sul conto e usa il bonifico ha un problema: sotto la soglia del metodo non può prelevare parzialmente, deve prendere tutto. La regola è ragionevole nella logica e scomoda nella pratica, e vale la pena conoscerla prima di avere il saldo bloccato a metà.

Il resto del quadro si distribuisce tra app e punti vendita. Sisal consente di prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. Eurobet permette di consultare le informazioni sul conto di gioco ed effettuare depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad. Goldbet accetta tra i metodi PostePay, PayPal e altri, con accesso tramite le credenziali di Goldbet.it; Lottomatica accetta PostePay e PayPal tra i metodi per depositi e prelievi; BetFlag vende la Ricarica in tagli da 10, 25, 50 e 100 €, mentre per gli altri metodi di deposito — carte, PostePay, e-wallet, bonifico — non indica un importo minimo nella pagina dei versamenti.

La Ricarica di BetFlag merita una riga in più, perché è un caso interessante. È un voucher a tagli fissi, quindi l’importo minimo esiste ma coincide con il taglio più piccolo, 10 €: nessuna soglia dichiarata, un vincolo di formato. Chi cerca flessibilità su quella via non la trova — ma chi vuole controllare la spesa per tagli prefissati ha un prodotto che fa esattamente quello. Le altre quattro modalità non hanno un minimo pubblicato, il che non significa che non ce l’abbiano.

La fotografia di ciò che ogni brand accetta cambia più di quanto la somiglianza suggerisca. AdmiralBet elenca un’ampia scelta di metodi, tra cui carta, bonifico e i principali e-wallet. bet365 indica carta di debito, PayPal e Apple Pay. SNAI parla di più modalità dall’app senza nominarle. Per gli altri operatori le informazioni variano; è bene consultare le condizioni pubblicate sul sito ufficiale. Il motivo per cui un conto non trova la carta che si usa ogni giorno non è quasi mai la mancanza del canale; è che il canale accettato è un altro, e va cercato nell’elenco giusto.

Il costo in denaro, per quanto riguarda il deposito, è dichiaratamente zero almeno su AdmiralBet, che scrive «senza costi aggiuntivi». Sul prelievo le tempistiche per metodo non sono pubblicate da nessuno dei dieci in modo confrontabile, e non c’è una classifica dei tempi da costruire: chi ha urgenza di rientrare in possesso di una somma dovrebbe verificare il minimo e il metodo nella propria area personale, non fidarsi di un ordine di arrivo che cambia con il canale, la banca e l’orario della richiesta.

La tassa che il giocatore non paga e quella che non sa di dover pagare

L’imposta unica sulle scommesse a quota fissa è pagata dal concessionario, non dal giocatore: il D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, prevede il 20,5% se la raccolta avviene sulla rete fisica e il 24,5% se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le giocate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano gli stessi tassi, mentre in precedenza erano al 43% e al 47%; le giocate virtuali pagano il 24,5% sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21% e al 25% non è entrata in vigore, e se i crediti bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Per il giocatore, la conseguenza pratica è che le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non vanno dichiarate, perché il prelievo avviene a monte: la lettura che circola nella stampa di settore è «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene chiudere la frase con l’unico consiglio sensato: consultare un commercialista.

Il quadro cambia del tutto fuori dal perimetro dei concessionari. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni: nella lettura pratica, nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va enunciata per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Vale la pena fermarsi su questo punto, perché è quello in cui il risparmio apparente si sbriciola. Chi cerca il deposito minimo più basso e lo trova su un sito estero sta confrontando due prezzi diversi: un conto senza il prelievo alla fonte e una dichiarazione da fare, da sola, su un reddito che l’amministrazione non ha ancora visto. Il «risparmio» sul deposito è di pochi euro; la partita fiscale è di altra misura.

I dieci bookmaker ADM, uno per uno

NetWin: l’unico del gruppo che pubblica il bonus come bonus reale

NetWin è il solo marchio tra questi dieci che l’operatore stesso presenti con un bonus descritto come reale: Sport-50 vale il 100% del primo deposito fino a 50 €, è riservato ai nuovi giocatori con conto verificato, chiede un deposito minimo di 20 € e il codice promozionale inserito al primo versamento. La società è Netwin Italia S.p.a., concessione ADM n. 16035, su dominio .it proprio. Quattro condizioni in una riga, ed è la ragione per cui questa offerta si legge senza dover interpretare niente.

Il conto verificato è il requisito che sfugge. Chi versa i 20 € prima di aver completato la verifica del conto si trova con il versamento fatto e il bonus non accreditato, e recuperare la posizione richiede tempo. La sequenza giusta è: registrazione, verifica, poi ricarica — esattamente il contrario di quello che la fretta suggerisce a chi vuole giocare la partita della sera.

La scala dell’offerta è la parte da valutare con freddezza. Il 100% si ferma a 50 €: sopra quella soglia, ogni euro versato in più non porta un euro di bonus. Chi pensa di versare 100 € per prendere 100 € ha letto la percentuale e non il tetto. Sport-50 è una spinta per partire, non un capitale — e chi la prende per un capitale sopravvaluta l’operazione di un fattore due. Per chi vuole provare una piattaforma con un versamento contenuto, la proporzione tra requisito e tetto resta comunque tra le più pulite del gruppo.

Planetwin365: un palinsesto enorme e nessun importo dichiarato

Planetwin365 è sul dominio .it con concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È il profilo di chi compete sul prodotto e non sull’incentivo.

Sul deposito, però, il marchio non pubblica importi, e questo va detto senza giri di parole: chi arriva qui per il deposito minimo più basso non trova una risposta. La risposta esiste, ma vive nella maschera di ricarica dopo la registrazione, e la si può leggere solo lì. Le condizioni generali restano la fonte da controllare per metodo.

La lettura sensata è questa: se il criterio è il palinsesto sportivo, Planetwin365 sta in alto; se il criterio è sapere prima quanto serve per aprire, sta in fondo. Un confronto onesto non finge che la seconda cosa sia la prima. Per chi punta su campionati minori e mercati in diretta la copertura è il valore vero, e il fatto che l’importo minimo non sia pubblicato pesa meno di quanto peserebbe per chi cerca solo la soglia d’ingresso. Resta che la soglia d’ingresso di questa piattaforma non è verificabile senza aprire il conto.

Eurobet: il conto si gestisce dal telefono, le cifre si scoprono dentro

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione ADM n. 16012 per Eurobet.it, e la stessa società gestisce anche Bwin.it e giocodigitale.it: è l’esempio più chiaro di come la concessione sia per sito e non per azienda, e di come un unico gruppo possa presidiare più marchi. Dall’app Eurobet si consultano le informazioni sul conto di gioco e si effettuano depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad.

Questo è il punto forte e il punto cieco insieme. La gestione da dispositivo mobile copre l’intero ciclo — versare, controllare, prelevare — il che significa che chi usa il telefono come strumento principale non deve passare dal browser. Ma l’app non dice a quanto ammonta il minimo di ricarica, e sulla pagina non compaiono né un deposito minimo né un tetto di bonus paragonabile a quelli degli altri.

Per chi apre il conto solo per giocare ogni tanto e vuole sapere in anticipo quanto costa entrare, Eurobet richiede la verifica nelle condizioni dell’operatore. Per chi invece gestisce il saldo in mobilità, la comodità dell’operazione è la caratteristica che conta, e le cifre diventano un dettaglio da controllare una volta sola all’apertura. Il verdetto del marchio sta nella seconda parte della frase: è una piattaforma da usare, non da confrontare sull’incentivo.

Goldbet: PostePay e PayPal, e un gruppo che possiede due marchi della lista

Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sigla GBO Italy, è il concessionario con ADM n. 16009 e gestisce anche Lottomatica.it con la concessione n. 16010: due marchi della lista che fanno capo alla stessa società. Il conto gioco Goldbet si ricarica e si preleva con PostePay, PayPal e altri metodi di pagamento, e l’accesso all’app avviene con le credenziali di Goldbet.it.

La scelta dei canali è la parte interessante. PostePay e PayPal coprono due abitudini molto diffuse in Italia: la carta prepagata postale, che ha una base larghissima, e il portafoglio digitale, che serve a chi non vuole esporre la carta sul conto di gioco. Per chi parte da pochi euro e vuole tenere separati i fondi, quella coppia è più utile di un elenco lungo. Il conto si ricarica anche da app, con le stesse credenziali del sito: nessun doppio profilo da ricordare.

Sui minimi il marchio non dice nulla, e va segnalato. Non c’è nemmeno un’offerta di benvenuto quantificata in questa sede. Goldbet è quindi un caso in cui la scelta si fa sul canale di pagamento e sulla continuità tra sito e app, non sul numero. Sul canale, la copertura è buona; sul numero, l’informazione arriva dopo l’accesso. Chi ha già PostePay o PayPal e non vuole aprire un terzo strumento trova qui il percorso più breve.

Betsson: limiti impostabili dall’utente e assistenza continua

Betsson .it ha la concessione ADM n. 16027, di Azzurri Limited, ed è uno dei brand casino-first con uno sportbook accanto. Il marchio indica la possibilità di impostare facilmente i propri limiti di deposito e un servizio clienti disponibile tutti i giorni, 24 ore su 24.

L’accoppiata non è casuale. Chi mette i limiti al centro della comunicazione sta dicendo che il controllo del saldo è una funzione del prodotto, non una pagina nascosta; l’assistenza continua è il secondo pezzo, quella che serve nel momento in cui una ricarica non va a buon fine di notte. Sul piano pratico, il limite impostato dall’utente è lo strumento che impedisce al deposito di crescere per inerzia — chi versa 10 € a settimana e non lo decide mai esplicitamente versa, in un anno, cinque volte tanto.

Betsson è una scelta da fare sul presidio del limite e sulla raggiungibilità dell’assistenza. Per un profilo che vuole una rete di sicurezza prima della convenienza, l’ordine delle priorità di questo brand è quello giusto.

SNAI: la ricarica dall’app e la rete di assistenza

SNAI, concessionaria Snaitech Spa con ADM n. 16032, gestisce il conto di gioco dall’app, dove si può ricaricare con più modalità, e indica un’assistenza a disposizione sette giorni su sette. Il marchio è uno dei più radicati sul territorio italiano, e la combinazione tra app e assistenza settimanale riflette quel posizionamento.

Come per altri, i metodi non sono nominati uno per uno e gli importi non sono pubblicati. La conseguenza per il lettore è concreta: chi vuole sapere oggi se la propria carta è accettata e da quale soglia deve passare dalle condizioni dell’operatore o dal servizio clienti, che comunque è raggiungibile tutti i giorni. Non è una risposta, ma è un canale per ottenerla, ed è più di quanto offrano le pagine che elencano metodi senza aggiornarli.

Il profilo d’uso che emerge è quello di chi vuole un interlocutore raggiungibile senza attese lunghe e ricariche gestibili dal telefono. Sul fronte del deposito in senso stretto — quanto serve, con quale strumento — la piattaforma resta da verificare prima dell’apertura. È una verifica da fare una volta, non un ostacolo ricorrente: il punto debole riguarda la visibilità, non il funzionamento.

bet365: pochi metodi dichiarati e uno strumento di controllo sopra la media

bet365 .it fa capo a Hillside (New Media Malta) Plc, concessione ADM n. 16030. Tra i metodi di pagamento il marchio indica carta di debito, PayPal e Apple Pay, e il conto si usa dal sito o tramite l’app. Tre canali, un quinto circa di quelli che elenca AdmiralBet, e una scelta dichiarata.

Sul versante del gioco responsabile, la lista è la più articolata del gruppo: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 per i residenti in Italia. Chi cerca strumenti concreti per fermarsi prima di arrivare al RUA trova qui una scala graduata, che parte dalla pausa e arriva all’esclusione. La scala è il valore: la pausa è reversibile, l’autoesclusione no, e avere tutti i gradini in un unico pannello cambia il momento in cui si decide di usarli.

Il rovescio è l’elenco stretto dei metodi. Chi usa solo carte di credito, o un e-wallet diverso dai due citati, deve verificare prima di versare. La lettura finale è netta: sul controllo del gioco bet365 è il più attrezzato di questa lista, sul deposito è il meno trasparente. Chi pesa di più il primo dei due aspetti ha la sua risposta; chi cerca la soglia minima l’ha sbagliata.

AdmiralBet: l’unico che scrive quante e quali ricariche accetta

AdmiralBet, Admiral Bet S.r.l., concessione ADM n. 16048, è il brand che porta il dato più completo. Ricariche online con carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi e con strumenti intestati al cliente. Nove canali dichiarati, che includono carte, bonifico e portafogli elettronici, con la condizione di intestazione scritta a chiare lettere invece che lasciata implicita.

La condizione sugli strumenti intestati al cliente è il vero contenuto della riga. È quella che genera la maggior parte dei conti bloccati: una ricarica fatta con la carta di un genitore, di un coniuge o di un amico non è un favore, è un problema in fase di prelievo. AdmiralBet lo mette per iscritto, quindi nessuno può dire di non saperlo. È un favore al lettore, non una formalità.

Il secondo blocco di dati riguarda la registrazione e i limiti. In registrazione il marchio chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. È la sola piattaforma di questa lista che impone la scelta in fase di apertura anziché lasciarla a un menu. Chi apre il conto con fretta si trova davanti a tre campi da riempire, e la fretta non è una scorciatoia disponibile.

Il terzo elemento è l’autoesclusione. AdmiralBet prevede periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi vuole una pausa breve ha ora un ventaglio che parte da una settimana, chi vuole uscirne del tutto ha una via più lunga ma non eterna.

Chiuse le cifre, resta il giudizio. Questa è la piattaforma di riferimento per chi vuole sapere in anticipo esattamente cosa sta per fare: quanti canali ci sono, a quali condizioni, quale limite si sta scegliendo e come si esce. Il prezzo è il tempo della configurazione iniziale. Su un confronto costruito sul deposito, la trasparenza di AdmiralBet è il termine di paragone contro cui misurare gli altri nove — e in questa pagina nessuno degli altri nove regge il confronto sulla quantità di condizioni dichiarate.

Sisal: ricaricare allo sportello e giocare la stessa schedina dall’app

Sisal, Sisal Italia S.p.a., concessione ADM n. 16020, è il marchio che tiene insieme il mondo fisico e quello digitale meglio di ogni altro in questa lista. Con l’app si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. Il conto di gioco va aperto, e per il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto.

Il ciclo completo è il punto di forza. Chi vive vicino a un punto vendita può versare e prelevare in contanti lì, senza carta e senza banca, e poi seguire l’esito dall’app con una scansione. Per chi non vuole legare il conto di gioco a un conto corrente, è l’unico percorso completo della lista che non passa da un istituto di credito — e non è una differenza da poco, perché è anche il percorso che qualcuno usa proprio per non far vedere i movimenti sull’estratto conto.

Il punto debole è l’offerta. La descrizione del bonus di benvenuto Sisal.it non pubblica importi, né un tetto né un minimo di ricarica, e la struttura della promozione va cercata nelle condizioni complete. Chi sceglie Sisal per il bonus lo fa al buio. Chi lo sceglie per il giro di ricariche tra sportello e app sa già perché è qui.

Lottomatica: un secondo marchio dello stesso gruppo, con PostePay e PayPal

Lottomatica fa capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., la stessa società di Goldbet, con concessione ADM n. 16010 per Lottomatica.it. Il conto gioco accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password.

La coincidenza societaria è la prima cosa da capire, e non è un dettaglio anagrafico. Due marchi della lista appartengono al medesimo concessionario: chi ha un conto su uno dei due sta trattando, per certi aspetti, con lo stesso gruppo. Non significa che le condizioni siano identiche — ogni sito ha le sue — ma significa che il controllo della concessione porta allo stesso nome, e che la distinzione tra i due marchi si gioca sul prodotto e non sulla società.

I metodi annunciati sono gli stessi due di Goldbet, il che rende i due marchi intercambiabili per chi ha già PostePay o PayPal. Gli importi non sono pubblicati, e nemmeno le condizioni di un’offerta di benvenuto sono quantificate in questa sede. Il verdetto è coerente con quello del marchio gemello: chi ha già lo strumento giusto entra senza attriti; chi cerca la cifra minima da versare deve verificarla prima. La differenza tra i due marchi, per questo lettore, sarà il prodotto che preferisce, non il modo in cui i soldi entrano.

Che cosa significa tutto questo per chi deve scegliere

Torniamo al punto di partenza, perché la pagina ha accumulato molti numeri e la decisione ne richiede pochi. La prima domanda non è quale bookmaker abbia il deposito minimo più basso. È se il conto debba stare dentro il perimetro ADM. Dentro, si hanno il RUA, la vigilanza, i limiti obbligatori e un foro italiano; fuori, si ha la libertà di depositare cifre che nessun concessionario accetterebbe, senza nessuna di quelle quattro cose, con il blocco DNS come rischio di fondo e una questione fiscale da gestire da soli. È una scelta vera, e va fatta prima di guardare le percentuali.

Superata quella, la seconda domanda riguarda il rapporto tra quanto si versa e quanto si può puntare. Un conto con 10 € di saldo e 1 € di posta minima consente dieci giocate singole; lo stesso conto con un requisito di bonus da 20 € costringe a raddoppiare il versamento per accedere all’incentivo, e chi non ha intenzione di puntare quella cifra sta comprando un bonus che non userà. La posta unitaria di gioco fissata in cinque centesimi dal regolamento delle scommesse a quota fissa e il minimo di 1 € per ricevuta sono i riferimenti normativi; le soglie commerciali dei singoli operatori stanno sopra o accanto, e non coincidono quasi mai.

La terza domanda è sul metodo, e ha una risposta secca. Se lo strumento è PostePay o PayPal, Goldbet e Lottomatica coprono entrambi; se è la carta di debito, bet365 dichiara di accettarla; se è un portafoglio ampio di canali, AdmiralBet ne elenca nove; se è il contante allo sportello, Sisal è l’unico percorso completo di questa lista; se si vuole versare con bonifico, William Hill chiede 30 € di minimo contro i 10 € delle carte. Nessuno di questi è il bookmaker migliore. Sono risposte diverse a strumenti diversi, ed è il modo in cui il deposito dovrebbe essere scelto.

Sui bonus, la posizione di questa pagina è semplice e vale per tutti e tre i marchi che li quantificano: la percentuale è la parte meno informativa dell’offerta. Il tetto a 50 € di NetWin, quello a 5.000 € di BetFlag, i sette giorni di William Hill per usare carta o PayPal, il conto verificato richiesto prima dell’accredito — sono queste le variabili che determinano il valore. Chi legge la percentuale e non il tetto prende una decisione su un’informazione che non ha.

E la parte che nessuno mette in vetrina. Il minimo prelevabile di 5 € con carte e 30 € con bonifico su William Hill, con l’obbligo di prelevare l’intero saldo quando è sotto la soglia del metodo, è il tipo di regola che si scopre nel momento peggiore. La stessa cosa vale per i tetti di vincita che i regolamenti di gioco rendono visibili e che quasi nessuno legge in anticipo. Il deposito è la porta d’ingresso; il prelievo è la porta d’uscita, e conviene sapere come si apre prima di entrare.

Domande frequenti su depositi, concessioni e vincite

Quali metodi di pagamento accettano i bookmaker con concessione ADM?

Dipende dall’operatore. AdmiralBet dichiara nove canali, tra carte, portafogli elettronici e bonifico, senza costi aggiuntivi e con strumenti intestati al cliente; bet365 indica carta di debito, PayPal e Apple Pay; Goldbet e Lottomatica accettano PostePay e PayPal. Le ricariche in contanti fino a 100 € a settimana passano dai punti vendita abilitati.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, e la legge impone ai concessionari autolimiti su tempo, spesa e perdita, oltre a messaggi automatici su durata e spesa. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. AdmiralBet li chiede in fase di apertura su base giornaliera, settimanale e mensile e per ricarica, spesa e tempo di gioco.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si confronta il numero di concessione e il nome del concessionario indicati nelle condizioni dell’operatore con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e con la lista dei siti il cui accesso è inibito. La concessione è per sito, non per azienda, e la lista non ha una colonna per i giochi: prova la concessione, non l’offerta sportiva.

Da che età si può scommettere e che cosa si controlla all’apertura del conto?

Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, età fissata dalla legge italiana. Il conto di gioco richiede l’identificazione completa: registrazione con documento oppure SPID e CIE, con il conto da convalidare entro 30 giorni, altrimenti sospeso con i prelievi bloccati.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore, perché l’imposta unica è a carico del concessionario — il prelievo è alla fonte secondo la stampa di settore, quindi consultare un commercialista. Le vincite da siti esteri andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno potenziale è la puntata moltiplicata per la quota: 1 € a quota 1,85 restituisce 1,85 €, di cui 0,85 € di profitto netto. Su una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un’unica quota. È un calcolo lordo: il margine del bookmaker è già dentro il prezzo, e non cambia l’importo restituito.

Creato dalla redazione di «Pronosticiinfo».

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