Scommesse sul baseball 2026: nove inning, tre strike e una media sotto il 95 %
Il baseball è lo sport che in Italia quasi nessuno ha giocato e moltissimi hanno visto di sfuggita alle tre di notte. Una palla, una mazza, nove uomini in campo e una partita che può durare tre ore o sei. Le scommesse sul baseball vivono esattamente di questa distanza: chi punta lo fa su un campionato che si gioca dall’altra parte dell’Atlantico, spesso quando il tabaccaio ha già chiuso, quasi sempre senza poter guardare la partita che ha giocato. Capire come si costruisce una quota su nove inning di eventi indipendenti è il primo passo per non pagare per una partita che non si sta guardando.

Data di riferimento: 31 Ottobre 2026. Concessioni e codici verificati sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza.
Indice dei contenuti
- La classifica delle scommesse sul baseball: dieci concessionari ADM
- Scommesse baseball live e regolamento under over: le basi in due minuti
- Concessione ADM: la vigilanza che decide chi può prendere le giocate
- Gioco responsabile: gli strumenti che l’operatore deve mettere a disposizione
- Consigli e strategia: come si legge una quota sul baseball
- Dieci marchi autorizzati, dieci offerte diverse
- Il costo di un bonus: come si calcola senza illusioni
- Domande frequenti
La classifica delle scommesse sul baseball: dieci concessionari ADM
Come nasce questo elenco
La graduatoria che segue non è un podio. L’ordine è editoriale, la lettura no: i dieci marchi hanno in comune una sola cosa davvero verificabile, la concessione ADM (ex AAMS) per il gioco a distanza, ciascuno sul proprio sito .it. Il resto — quanti mercati, quali sport, quale bonus — cambia da operatore a operatore e viene dalle condizioni che l’operatore stesso pubblica.

Il baseball non è la ragione per cui un operatore è in questa lista. È la ragione per cui il confronto ha senso leggerlo con attenzione: se il prodotto che interessa è un mercato MLB notturno, il resto dell’offerta di un bookmaker diventa rumore.
I criteri che contano se cerchi mercati MLB
Chi cerca il baseball su un sito di scommesse italiane sbaglia quasi sempre la domanda. La domanda giusta non è «chi ha il bonus più grande», ma «chi mi lascia puntare su quello che voglio guardare». Da lì discendono quattro cose.
La concessione giusta per lo sport. Un numero sull’elenco ADM prova che il marchio è concessionario di gioco a distanza. Non prova che offra scommesse sportive. Il diritto può coprire, in qualunque combinazione, scommesse sportive, poker, giochi di abilità, casinò, betting exchange e bingo. Le condizioni dell’operatore sono il posto dove cercare la conferma.
Il palinsesto. Si punta solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato da ADM, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Una lega che non c’è nel palinsesto di un operatore non si scommette, per quanto sia famosa nel mondo.
Il costo della quota. Il margine è dentro ogni prezzo, e sul baseball ha un effetto più pesante che sul calcio: su un mercato a due esiti il margine resta lo stesso qualunque sia l’esito, quindi non si scarica mai sulla parte «giusta» della schedina.
Il bonus e i suoi requisiti. Un importo senza requisiti di puntata è un numero senza significato.
Il confronto: concessione, concessionario e offerta
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Quello che le condizioni dell’operatore dicono sull’offerta |
|---|---|---|
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10,0 |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €; per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | Scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali e partenze ogni 2 minuti |
La colonna di destra va letta con un avvertimento. Un marchio la cui offerta descritta nei propri termini gira intorno a calcio, basket e tennis non diventa inutilizzabile per il baseball solo per questo: significa che la partita MLB, se c’è, non è nel posto in cui l’operatore mette la vetrina. Due brand su questa lista dichiarano esplicitamente il baseball nella propria offerta sportiva, e sono anche gli unici due a dichiarare gli esports; uno dei due è un marchio che nel 2025 ha presentato un’app aggiornata alla stagione in corso.
Il caso Betfair merita una riga a parte. Betfair è sul mercato italiano con la concessione n. 16028 ed è il marchio che ha portato il punta e banca nel Paese: nel modello di betting exchange l’operatore mette in contatto anonimo due giocatori e non fa il prezzo, quindi il «margine» non è la fonte del suo ricavo, lo è la commissione. Per chi cerca il baseball questa è una differenza sostanziale, non una sfumatura: su una partita MLB il prezzo lo costruiscono gli altri giocatori, non un trader.
La tabella dice anche quello che non dice. Metà dei marchi elencati ha una licenza per il gioco a distanza ma è, nella propria comunicazione, casinò-first: slot e live casinò in vetrina, scommesse sportive come reparto secondario. Non è un difetto, è una scelta di posizionamento. È però un’informazione che serve prima di aprire un conto, non dopo.
I dieci, in breve
1. Planetwin365 — concessione n. 16007, Pwo S.p.a.
2. AdmiralBet — concessione n. 16048, Admiral Bet S.r.l.
3. William Hill — concessione n. 16044, William Hill Malta Plc
4. Betfair — concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l.
5. BetFlag — concessione n. 16008, Betflag S.p.a.
6. Betsson — concessione n. 16027, Azzurri Limited
7. StarCasinò — concessione n. 16026, Azzurri Limited
8. SNAI — concessione n. 16032, Snaitech Spa
9. Goldbet — concessione n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy)
10. NetWin — concessione n. 16035, Netwin Italia S.p.a.
Due marchi, Betsson e StarCasinò, fanno capo alla stessa società, Azzurri Limited. La concessione è per sito, non per azienda: il gruppo può avere due concessioni distinte e le ha. Nella sostanza, chi apre il conto su uno dei due sta aprendo il conto su una piattaforma dello stesso gruppo, con due vestiti diversi e due pubblici diversi.
La media che vale come risultato
Un bookmaker che quota una partita di baseball a due esiti — vittoria di una squadra o dell’altra — a 1,90 / 1,90 non ti sta regalando niente. La quota è un numero che nasconde un’altra cosa. Il payout di quel mercato vale 1 diviso la somma di 1/1,90 e 1/1,90: 1/1,90 è circa 0,5263, due volte 0,5263 fa circa 1,0526, e 1 diviso 1,0526 dà all’incirca 0,950. Il margine del bookmaker è il resto: 100 % meno il payout.
Il risultato sta in una banda, non in un numero. Su una quota a due esiti di 1,90 / 1,90 il payout resta tra il 94 % e il 96 %, con l’arrotondamento a due decimali, e il margine tra il 4 % e il 6 %. Il payout è la quota di ogni singola unità puntata che quel mercato restituisce nel lungo periodo; il margine è quello che il bookmaker trattiene. Le due cifre sono lo stesso fatto visto da due lati.
Questo è un esempio e non un prezzo quotato da un operatore. Serve a mostrare l’ordine di grandezza. L’assunzione è che tutte le giocate su quel mercato seguano il prezzo 1,90 / 1,90 e che l’arrotondamento sia a due decimali: il risultato è una stima media su molte giocate, non un rendimento garantito su una schedina singola.
Un’ultima cosa, che è insieme aritmetica e pratica: su un mercato a due esiti il margine è identico qualunque esito si verifichi, quindi un bookmaker che offrisse 1,90 / 1,90 non starebbe «chiedendo di più» a chi punta sulla squadra sfavorita. È la differenza rispetto al calcio, dove il margine viene spesso caricato sul pareggio.
Se il prezzo fosse 1,95 / 1,95 il payout salirebbe a circa il 97,5 % e il margine scenderebbe a circa il 2,5 %: tra due operatori che quotano la stessa partita a 1,95 e a 1,88 la differenza di prezzo non è di due centesimi, è una differenza di margine che su cento schedine si sente.
Cosa cambia per il tuo portafoglio
Un margine del 5 % non è un dettaglio da nerd della quota: è il prezzo di accesso al mercato. Su un conto che muove 500 € al mese, quel 5 % sono circa 25 € che il mercato trattiene su ogni ciclo di puntate, prima ancora di sapere se hai vinto il primo incontro. Il ricarico di un tabaccaio non arriva al punto, ma basta fare il confronto con il costo di qualcosa che compri e vedi.
Per questo la prima domanda da farsi davanti a due operatori con la stessa concessione ADM non è «chi mi dà 5.000 € di bonus», ma «chi mi quota il mercato che voglio giocare e a quanto». È una domanda noiosa. È anche l’unica che il conto corrente nota.
Scommesse baseball live e regolamento under over: le basi in due minuti
Come si gioca una partita
Una partita di baseball si compone di nove inning, con tre eliminazioni per ogni mezzo inning; se dopo nove inning il punteggio è in parità si giocano inning supplementari. Nove inning significano diciotto mezzi inning, quindi diciotto occasioni in cui l’attacco della squadra di turno può segnare e la difesa può chiudere senza subire punti. Il baseball è lo sport di squadra con la struttura più regolare che esista, e questo aiuta chi scommette: il numero di occasioni è noto, il tempo no.
Ogni squadra schiera nove giocatori in campo, e la rotazione è la parte che sfugge a chi guarda il calcio. Chi lancia è il protagonista del pomeriggio, non chi batte: un partente che regge sei inning in controllo tiene il punteggio basso, uno che ne regge due apre il rilievo e, quasi sempre, un punteggio alto. Chi scommette su un mercato di totali sta scommettendo sulla forza dei partenti almeno quanto sulle mazze.
Per chi invece si sta avvicinando al baseball per la prima volta, il vocabolario minimo sono tre regole: tre strike fanno uno strikeout e quattro ball fanno una base per ball. Da questi due numeri nasce praticamente ogni corridoio di quota.
Cosa succede nei supplementari
Se la partita va oltre il nono inning, gli inning supplementari sono la parte in cui il regolamento di un mercato conta più della previsione. Nelle partite di stagione regolare della Major League Baseball la regola del corridore fantasma mette un battitore sulla seconda base all’inizio di ogni mezzo inning supplementare. È una regola pensata per accorciare le partite, e cambia il calcolo di un mercato sui totali dal decimo inning in avanti.
Per un mercato Under/Over questo significa che un «Under 8,5» può restare in equilibrio per nove inning e saltare in un inning supplementare dove la partita si allunga di due o tre punti in pochi minuti. La regola del bookmaker su quale conteggio entri nel calcolo di un mercato supplementare è una riga delle sue condizioni, non una regola dello sport, e le condizioni di un operatore non valgono per un altro.
Under/Over sul baseball: perché non funziona come sul calcio
L’Under/Over è il mercato più familiare a chi arriva dal calcio, ed è quello che tradisce di più. Le ragioni sono tre, e nessuna delle tre è intuitiva.
Il punto è alto. I totali MLB si costruiscono tipicamente tra 7,5 e 9,5, non tra 0,5 e 1,5. «Under 8,5» è un mercato ragionevole solo se i due partenti tengono, e in MLB un partente medio tiene in media meno di sei inning.
Non c’è pareggio. Il baseball non ammette il pareggio, quindi il mercato a due esiti si comporta come un mercato di hockey: nessun pareggio su cui caricare il margine, nessun DNB da usare come rifugio.
Lo stadio conta più della squadra. Un campo corto con l’aria che tira verso l’esterno produce più fuoricampo di un campo grande con vento contrario. È una variabile che le quote incorporano e che non entra in nessun «consiglio» generico.
Nel baseball, a differenza del calcio, l’ordine dei lanciatori non è un dettaglio: è il mercato. Un partente annunciato e poi cambiato a poche ore dal via cambia il prezzo di un mercato di totali più di quanto cambi qualsiasi statistica di squadra.
Una nota sul funzionamento delle singole tipologie di schedina. Una singola è un mercato e un esito; una multipla raccoglie più partite e le cui quote si moltiplicano; un sistema combina più schedine dentro un’unica giocata con una griglia di coperture. La multipla è anche il formato tipico di qualsiasi bonus: William Hill chiede una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10,0 per assegnare la sua freebet settimanale.
Il sistema è poi la fonte di equivoci. Un sistema su quattro partite da tre eventi ciascuno non è una multipla più grande: è un insieme di singole combinate, quindi il costo di ogni singolo esito e il numero di giocate crescono insieme, e cresce anche il costo totale dell’operazione prima di sapere se hai vinto una delle combinazioni.
Le competizioni: calendario e struttura
Il campionato di riferimento è, per quasi tutti gli appassionati, la Major League Baseball: trenta squadre, ventinove negli Stati Uniti e una in Canada, divise in parti uguali tra National League e American League, e ogni squadra gioca 162 partite di stagione regolare. Centosessantadue partite sono una fatica che in Europa non ha eguali: serviranno all’incirca sei mesi, e richiedono cinque lanciatori partenti per squadra che si alternino.
Il motivo per cui questo numero conta, per chi scommette, non è il record della squadra. È che centosessantadue partite sono un enorme mercato: la probabilità che ci siano dati su quasi ogni partita è alta, e con essa la tentazione di credere che una statistica sia una previsione.
Il contenuto della postseason è più stretto: la postseason della MLB porta sei squadre per lega in un torneo a quattro turni a ottobre, che si chiude con le World Series al meglio delle sette tra le due campionesse di lega. Nella postseason la rotazione dei lanciatori cambia e il numero di partite per squadra si riduce, il che rende i mercati più volatili e il margine mediamente meno generoso.
Sul versante storico, i New York Yankees hanno vinto più World Series di tutti, con 27 titoli. Il dato è interessante per due motivi: il primo è che un dominio durato oltre un secolo è anche la ragione per cui una quota su una squadra «vincente per tradizione» spesso è più corta di quanto la stagione in corso giustifichi. Il secondo è che nessuna tradizione produce strikeout.
Il campione in carica è un caso a sé: i Los Angeles Dodgers hanno vinto le World Series 2025 per 4-3 contro i Toronto Blue Jays, chiudendo il 1º novembre 2025 con una vittoria per 5-4 in 11 inning in gara 7; l’MVP è stato Yoshinobu Yamamoto. Una vittoria in undicesimo inning di una gara 7 è esattamente il tipo di partita che, nella postseason, resta in bilico per ore — e che in un mercato live cambia prezzo decine di volte.
Esiste poi il baseball che non è MLB. Sul piano internazionale la World Baseball Softball Confederation (WBSC) è l’organo di governo internazionale del baseball, e le competizioni che organizza allargano il calendario oltre il campionato nordamericano: chi cerca partite da giocare in un orario italiano può trovare lì ciò che la MLB gli nega.
Tornei e competizioni che finiscono nel palinsesto
C’è una distinzione che separa il calendario reale dal palinsesto di un operatore, e conviene tenerla a mente quando una lega sembra introvabile. Il palinsesto è il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM: una scommessa si può prendere solo su eventi che stiano lì dentro, e ADM autorizza gli eventi uno per uno. Nel settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.
Per il baseball questo si traduce in una conseguenza molto concreta: la presenza dei mercati MLB è plausibile perché la MLB è il campionato di riferimento mondiale, ma non c’è alcun obbligo per un concessionario di quotare qualunque partita di qualunque lega in qualunque momento. Quale sport e quali tipi di giocata stiano nel palinsesto è, per definizione, una cosa che si vede dal programma dell’operatore.
Sul baseball, alla data di verifica, un marchio su dieci in questo confronto dichiara esplicitamente la disciplina nella propria offerta sportiva. È un numero basso, e la spiegazione non è la difficoltà del mercato: è che il costo in termini di personale di trading per un mercato notturno con nove inning, millecinquecento partite di stagione regolare e linee che si muovono di continuo è tutto tranne basso.
Concessione ADM: la vigilanza che decide chi può prendere le giocate
La concessione è per sito, non per marchio
In Italia un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione ADM per il gioco a distanza, e la concessione è per sito, non per azienda. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblica da ADM, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una stessa società può detenerne diverse.
Il caso più chiaro è quello di Eurobet Italia S.r.l., che gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale: tre righe dell’elenco, una società. Al contrario, Betsson e StarCasinò sono due marchi distinti riconducibili alla stessa società, Azzurri Limited, ma con due concessioni e due siti.
La conseguenza pratica è che il numero di concessione è il posto giusto per verificare un marchio e il posto sbagliato per dedurne il prodotto. Un concessionario può detenere il diritto a scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, betting exchange e bingo in qualunque combinazione. L’elenco non ha una colonna per i giochi.
Per il baseball la lettura è diretta. Che un marchio sia nell’elenco non dimostra che offra scommesse sportive; che offra scommesse sportive non dimostra che quoti la MLB. Le due cose si verificano in due posti diversi.
Verificare una concessione in tre passaggi
La verifica richiede pochi minuti e nessuna competenza tecnica.
Il primo passaggio è l’elenco ADM. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM, ex AAMS) pubblica e aggiorna l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, con i codici. Se il marchio non c’è, il discorso è chiuso prima di aprire qualunque pagina.
Il secondo passaggio sono le condizioni dell’operatore. I concessionari indicano il numero di concessione e la società concessionaria nei propri termini e condizioni. È la fonte che un lettore può controllare da solo, e va letta con attenzione perché è quella che vincola l’operatore.
Il terzo passaggio è il sito .it. La concessione è legata a un sito: se il marchio ti propone di giocare su un dominio diverso da quello dell’elenco, quella non è la concessione. Un numero di concessione nel footer non vale se il dominio è un altro.
In questo confronto i dieci marchi hanno concessioni che vanno dal n. 16007 al n. 16048, quindi tutte nel blocco di codici assegnato dal bando di settembre 2025. La finestra 16000–16051 non è un intervallo qualunque: è la generazione di concessioni nata da quel bando, che ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025.
La scoperta più utile di quel bando, per un lettore, è che 93 domande sono diventate 46 società vincitrici. Il mercato legale italiano è concentrato, e un confronto tra dieci marchi copre una fetta consistente dell’offerta autorizzata.
Il quadro normativo: dalla legge al palinsesto
Il testo di riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze sono concessioni assegnate con gara pubblica, non licenze aperte: chi vuole entrare aspetta il bando.

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, quelli simulati compresi, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori (betting exchange); bingo.
Tre dettagli di quel comma valgono per il baseball. Il primo è che le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale, e il totalizzatore c’è comunque come possibilità separata: se qualche marchio offra totalizzatori sportivi non risulta. Il secondo è che gli eventi simulati sono dentro la concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». Il terzo è che l’ippica è due cose distinte: le scommesse sulle corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro la lett. a) dell’art. 6, comma 1, e i giochi di ippica nazionale della lett. c) — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili — che richiedono una concessione propria.
Sui tempi, l’art. 6, comma 3 fissa la durata della concessione in un massimo di nove anni senza rinnovo. L’art. 6, comma 5 mette tra i requisiti una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM stabilisce nel bando. L’art. 4, comma 3 e l’art. 5, comma 3 tengono fermi, per la durata della concessione, le condizioni e il regime fiscale: è la ragione per cui i termini di un operatore non cambiano a metà partita.
Un’ultima riga, che vale come promemoria: gli emendamenti successivi al decreto del 2024 non risultano noti. Un testo che cambia sotto i piedi è una cosa normale in questo settore, e ogni lettura va datata.
Che cosa si può scommettere: il palinsesto
L’art. 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e dei tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa si può prendere solo su eventi che stiano nel palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno.
Per un giocatore di baseball questa è la regola che spiega più cose di qualunque altra. La presenza di un evento nel palinsesto non dipende dalla sua popolarità mondiale ma da un’approvazione, e un campionato nuovo non entra automaticamente. Quali sport e quali tipi di giocata il palinsesto contenga è cosa che non risulta.
Il live è offerto da ogni grande operatore, ma le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non risultano, e non esiste un elenco dei mercati live. In pratica: un mercato live esiste, ma il momento in cui si chiude e il modo in cui si aggiorna sono materia di condizioni dell’operatore, non di una regola pubblica consultabile.
Il betting exchange è ammesso come gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare il bookmaker o il puntatore e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair, secondo quanto riportato, indica regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non risulta, e Betfair è descritto come il primo, con la concessione n. 16028.
Restano aperte, e vale la pena dirlo con chiarezza, tre caselle che riguardano proprio il baseball. Se il palinsesto includa gli esports non risulta. Se qualche marchio prenda online i totalizzatori di ippica nazionale non risulta. Un tetto normativo in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non risulta: gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si impone e il limite di deposito che sceglie in registrazione.
I siti senza concessione e quello che costano
Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. I domini inibiti vengono rediretti da ADM verso una pagina di avviso.
Il blocco lavora a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri. Un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore (ordinanza del 24 settembre 2025 come riportato), e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ogni volta, mentre i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola per il risultato è «oscurati», e descrive bene l’effetto: i siti spariscono, chi li cercava li ritrova comunque.
La parte che riguarda direttamente il lettore è la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, che ADM cita il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non risultano. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando siano accettate all’estero.
Il confronto onesto tra le due strade non è una questione di gusti. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come afferma ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. Sul mercato operano siti offshore che accettano giocatori italiani e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore.
Chi punta su un sito non autorizzato sta giocando fuori dalla zona protetta, senza registro di autoesclusione che lo copra e senza che gli strumenti di tutela che vediamo tra poco abbiano alcun effetto. È la differenza tra due mercati che sembrano uguali nella schermata di una quota.
Gioco responsabile: gli strumenti che l’operatore deve mettere a disposizione
Obbligo di legge, non gentilezza
Gli strumenti di limitazione non sono un servizio che un operatore concede quando gli fa comodo. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 li impone: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, determinati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.
ADM non impone uno strumento uguale per tutti: impone che ci siano. È una scelta che lascia spazio di manovra all’operatore e rende le condizioni contrattuali la fonte da leggere, non il sito istituzionale.
Il principio dell’età sta nell’art. 3, comma 1, lett. a), che parla di «tutela dei minori di età», e le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco. La legge italiana fissa l’età a 18 anni. Le condizioni degli operatori lo ripetono: il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Limiti di deposito: cosa si imposta davvero
In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione, un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzarlo.
AdmiralBet è l’esempio più esplicito in questa lista: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato vale dopo 7 giorni. La stessa asimmetria vale come regola generale: ridurre è un comando, aumentare è una richiesta con un tempo di raffreddamento.
La figura del limite di deposito che ADM stabilisce nel bando non risulta nota, e nessun tetto normativo in euro sulle puntate nelle scommesse sportive è noto. Chi cerca il numero esatto non lo troverà in una legge: lo troverà nelle condizioni dell’operatore.
Il consiglio che vale, per chi scommette sul baseball, è meno ovvio del solito. La MLB si gioca di notte, e «di notte» significa due cose insieme: un portafoglio aperto quando la casa è silenziosa e una rigiocata immediata su una partita che sta andando male. Un limite di ricarica impostato su base giornaliera taglia entrambe le cose; un limite mensile, molto meno. È il tipo di differenza che si scopre solo dopo, e il sistema è costruito perché non ci si pensi prima.
Autoesclusione e Registro Unico
L’autoesclusione è la parte del sistema che ha un effetto che va oltre il singolo operatore. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia oltre alle sale sul territorio. Una richiesta di esclusione, fatta bene, non si aggira aprendo un conto da un altro marchio: i concessionari sono tutti collegati al registro.
Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1º febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore; un sito di stampa di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono il 1º febbraio 2026, e che periodi e forme sono quelli che le condizioni degli operatori e la pagina di ADM indicano.
L’autoesclusione è l’unico strumento dell’elenco con una caratteristica che gli altri non hanno: è l’unico che funziona anche quando non hai voglia di farlo funzionare. Ridurre un limite richiede un clic quando sei lucido; l’autoesclusione agisce quando quella lucidità non c’è più. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì è senza protezione: è il punto in cui la scelta tra un operatore autorizzato e uno che non lo è smette di essere teorica.
Il Telefono Verde e i canali di aiuto
Un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno fa parte degli obblighi dei concessionari (art. 15, comma 1, lett. f)). Accanto a questo, per i residenti in Italia, bet365 indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, un riferimento che vale per chiunque giochi in Italia.
C’è una ragione per cui il numero è citato qui e non in fondo. Un giocatore che non ha mai avuto un problema non ha bisogno di questo elenco, e un giocatore che lo ha avuto tende a non cercarlo. Il canale esiste prima che serva, che è l’unico modo in cui un canale di aiuto ha senso.
Pubblicità: il divieto che spiega perché nessuno ti dice niente in TV
Chi guarda una partita in televisione e si chiede perché non veda mai uno spot di un bookmaker, ha la risposta in una legge. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A farlo rispettare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e un minimo di 50.000 € per violazione.
Il decreto, allo stesso tempo, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). La differenza tra «gioca con noi» e «gioca con giudizio» è, in pratica, tutta la regola.
Chi viola il divieto può finire in tribunale anche sulla sanzione. La stampa di settore riferisce che AGCOM non ha registrato multe per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii alla Corte UE (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sull’obbligatorietà della notifica del divieto). Un emendamento Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, è una proposta e non una legge: il suo esito non risulta, e il divieto è in vigore alla data di verifica.
Una nota che riguarda i bonus. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un bonus. Non risulta un tetto normativo ai bonus né un tetto ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni di ciascun operatore.
Informazione e contributo al gioco responsabile
L’art. 15, comma 2 del D.Lgs. 41/2024 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
Con i marchi di questo confronto, la cifra resta nella fascia dei milioni. È poco rispetto a quello che il settore muove e molto rispetto a quello che una campagna decente costa: chi vuole dare un numero al «contributo» del settore alla prevenzione ora lo ha, ed è un numero che una lettura adulta della questione dovrebbe tenere presente.
Identificazione: SPID, CIE e il conto senza nome
Aprire un conto di gioco richiede l’identificazione completa. Per aprire il conto, BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e Goldbet consente anch’esso la CIE tramite un provider SPID. La regola che vale per tutti è quella delle pagine degli operatori: senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati.
L’identificazione è il punto in cui la teoria della privacy incontra il funzionamento del settore. Non esiste un conto anonimo legale in Italia, perché senza identificazione non esiste un conto di gioco validato, e senza conto validato non esiste un prelievo. Chi cerca un bookmaker «senza documenti» sta cercando qualcosa che nel mercato autorizzato non c’è.
Consigli e strategia: come si legge una quota sul baseball
Cosa si può davvero controllare
Il baseball è lo sport che meglio si presta a un approccio analitico, e questa è una frase pericolosa se viene letta come una promessa. Si può controllare la composizione della partita, l’ordine dei lanciatori, il parco, i trend. Non si può controllare l’esito, e nessuno può.
La differenza tra i due punti non è filosofica. Chi passa da «ho ragione» a «probabilmente ho ragione» smette di raddoppiare su una partita che sta perdendo.
L’assunzione che viene tradita più spesso è sulla prestazione difensiva. Un lanciatore che ha chiuso le ultime tre partite senza subire punti non è in serie positiva: è un numero di lanci in un campione piccolo. Nel baseball i campioni sono rumorosi per costruzione — 162 partite di stagione regolare, una rotazione di cinque partenti e una deviazione standard che sorprende anche gli addetti ai lavori.
L’ordine dei lanciatori: il dato che cambia il prezzo
Un mercato di totali si muove poco quando viene annunciata la formazione, e molto quando viene annunciato il partente. La ragione è meccanica: un partente che tiene in media un inning in più sposta la distribuzione dei punti attesi per la partita più di quanto la sposti qualunque statistica offensiva di squadra.
Se un mercato è già stato quotato e il partente cambia — infortunio al riscaldamento, richiamo dalla tripla A, una partita rinviata e rigiocata — il prezzo che vedi su una giocata già fatta resta quello vecchio. È una delle poche situazioni in cui una quota diventa, di fatto, migliore o peggiore della realtà senza che nessuno la tocchi.
La strategia che ne segue non è una strategia. È una routine: se giochi un mercato di totali su una partita MLB, guarda il partente prima di premere il tasto. È noioso, richiede due minuti e una scheda aperta, ed è probabilmente la cosa con il miglior rapporto tra tempo speso e denaro risparmiato su questa pagina.
Il piccolo campione non è una tendenza
Sui siti di analisi si legge spesso che una squadra «sta andando bene», di solito con un riferimento alle ultime dieci partite. Nella MLB dieci partite sono il 6 % di una stagione: sufficiente per rendere una quota più corta, insufficiente per rendere una previsione. Un bookmaker che vede la stessa sequenza di risultati la incorpora comunque nella quota, e la riduce.
Il caso opposto è più insidioso. Una squadra che sta perdendo molto è una squadra la cui quota sale, e questo attira chi cerca il «valore». La quota sale perché il mercato ha rivisto la sua stima, non perché il mercato sia impazzito. Chi punta sulla squadra che perde per dieci partite sta scommettendo di saperne più di un bookmaker che ha visto le stesse dieci partite e molte altre.
Bankroll e costi: la parte che nessuno guarda
Il margine che il mercato trattiene è l’unico costo certo di una schedina: l’esito è ignoto, il ricarico no. Su un conto di 200 € al mese e un margine del 5 %, la lettura è brutale: circa 10 € che il mercato trattiene su un ciclo di giocate, molto prima di sapere se hai vinto.
Su questo si innesta la domanda operativa del bankroll. Un conto che riceve una singola da 10 € su una quota 1,90 rischia 10 € per guadagnarne 9: il payout del 95 % significa che la parte «mancante» sta dentro il prezzo, e che ogni puntata ripetuta all’infinito su quel prezzo restituisce in media 0,95 € per euro giocato.
Le multipla amplificano tutto, nel bene e nel male. Le quote si moltiplicano e anche il margine si moltiplica per il numero di eventi, perché ogni esito porta con sé il proprio ricarico. Una multipla a cinque eventi non è una singola più emozionante: è un prodotto con un margine complessivo superiore alla somma dei margini delle singole gambe.
Onestà: cosa questa pagina non farà
Nessuno può sapere chi vince una partita di baseball, e nessuna parte di questo testo dirà quale squadra battere, quale «sistema» seguire o quale partita è «sicura». Non è prudenza: è che la previsione di un esito è una cosa che non si può fare, e chi la vende la vende male.
Quello che si può fare è ridurre il costo di ciò che fai comunque. Confrontare le quote sulla stessa partita, controllare il partente, evitare la multipla costruita per entusiasmo, impostare un limite prima e non dopo.
Dieci marchi autorizzati, dieci offerte diverse
Planetwin365 — la copertura ampia che non dice baseball
La concessione è la n. 16007, il concessionario Pwo S.p.a., il sito .it è quello del marchio. L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Ventidue discipline con risultati in diretta sono un’indicazione di capacità tecnica: una piattaforma che regge quel volume di dati live regge anche un mercato notturno. Il baseball non è nominato in modo esplicito, e questo lascia la domanda aperta.
Il profilo che ne esce è quello del marchio generalista che non delude e non stupisce: chi vuole un unico conto per tutto vedrà molta scelta, chi vuole la specializzazione non troverà qui la sua risposta.
AdmiralBet — l’operatore che ti chiede i limiti prima di giocare
Concessione n. 16048, Admiral Bet S.r.l., sito .it del marchio. In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1º febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Il limite su base giornaliera è la parte che colpisce. Quasi tutti chiedono un limite settimanale o mensile; la finestra corta intercetta la serata, che è esattamente quando un giocatore di baseball è esposto.
Per chi punta di notte sull’MLB, un tetto sulle ricariche impostato per giorno è la differenza tra una serata storta e una settimana storta. Il marchio è in questo confronto quello che trasforma la protezione in un passaggio obbligato dell’iscrizione: una formalità, sì, ma di quelle che ti costringono a scrivere un numero.
William Hill — la freebet che premia la multipla
Concessione n. 16044, William Hill Malta Plc. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10,0.
Le condizioni del club dicono tutto quello che c’è da dire sulla tipologia dell’offerta: cinque eventi, quota totale minima 10,0, venti euro di giocata. È un premio costruito per chi già gioca multipla.
Il tetto di 100 € è il numero che smonta la lettura più immediata. «Fino a 100 €» su venti settimane di stagione significa una media di 5 € a settimana e un massimo teorico che si raggiunge solo se la stagione dura venti settimane e tu centri la multipla ogni settimana. La probabilità che un prodotto a cinque eventi con quota totale 10,0 si verifichi venti volte di fila è la ragione per cui il tetto è un numero che quasi nessuno vede.
Betfair — il margine che non esiste perché non è un bookmaker
Concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Il marchio è in questa lista per un motivo strutturale: è il primo ad aver portato in Italia il betting exchange come gioco separato, ammesso dall’art. 6, comma 1, lett. e) e definito dall’art. 2, lett. u). Nella forma del punta e banca il concessionario mette in contatto anonimo due giocatori, e chi vuole diventa bookmaker per il proprio avversario. La sua documentazione, secondo quanto riportato, indica regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite e che il prelievo è a carico del concessionario.
Il guadagno della piattaforma, in quel modello, non è il margine incorporato nella quota. Su un mercato di exchange la commissione si paga sulla vincita e il prezzo lo fanno gli altri giocatori, il che sposta il problema: non si paga un ricarico fisso, si paga la liquidità disponibile. Le regole di commissione dei marchi che oggi gestiscono un exchange non risultano, quindi la domanda da fare è all’operatore.
Per il baseball, un exchange è interessante esattamente nella misura in cui è liquido. Un mercato MLB notturno su cui nessuno scambia è un mercato con prezzi peggiori di quelli di un bookmaker tradizionale, perché il margine lo paghi in spread e in attesa.
BetFlag — il bonus grande e l’identificazione forte
Concessione n. 16008, Betflag S.p.a. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Per aprire il conto, il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Il 100 % del primo deposito fino a 5.000 € è la cifra più alta del confronto, e va letta per quello che è: un bonus di importo pari al deposito, accreditato sul saldo. La domanda che decide il valore non è quanto è grande, ma quanto costa liberarlo, e la risposta sta nei requisiti di puntata delle condizioni, dove vanno verificate la quota minima accettata e le modalità di rigioco.
L’identificazione via SPID e CIE è, sul versante pratico, il punto di forza silenzioso: chi ha un’identità digitale attiva apre il conto senza fotografare documenti, e chi non ce l’ha scopre subito che dovrà attivarla, perché l’alternativa è una convalida entro 30 giorni prima di poter prelevare.
Betsson — migliaia di eventi tra pre-match e live
Concessione n. 16027, Azzurri Limited, lo stesso gruppo di StarCasinò. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
I mercati elencati parlano del calcio, ed è normale: è il prodotto che si vende. «Migliaia di eventi» tra pre-match e live è un numero che descrive la larghezza del catalogo, e la larghezza è la cosa che serve a chi cerca una disciplina di nicchia, perché un catalogo ampio contiene per costruzione più sport.
Il marchio presenta un casinò nello stesso ambiente delle scommesse: chi apre il conto per il baseball si troverà a un clic da un’altra categoria di prodotto. Non è un difetto del bookmaker, è un dato di fatto del prodotto, e vale la pena saperlo prima.
StarCasinò — il casinò che ha anche il book
Concessione n. 16026, Azzurri Limited. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il nome dice la scala di priorità. Un marchio che mette le slot e il live casinò accanto alle scommesse sportive, e apre il proprio nome con «Casinò», sta dichiarando a chi si rivolge.
Per chi cerca il baseball, il marchio resta sulla lista per la concessione, non per l’offerta sportiva: il prodotto su cui un lettore può contare qui è la piattaforma di casinò, non un reparto scommesse costruito intorno a un campionato nordamericano.
SNAI — la storicità e il cash out
Concessione n. 16032, Snaitech Spa. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
Il cash out è la parte da guardare con attenzione per un mercato notturno. Chiudere una schedina prima della fine dell’evento, per chi non può guardare sette inning di partita, è una funzione che vale più di un mercato in più: trasforma una giocata vincolata a un evento che non vedrai in una posizione che puoi gestire dal telefono.
Il rovescio è nell’aritmetica. Il prezzo di chiusura lo decide l’operatore, ed è quel prezzo che incorpora il margine, non quello di apertura. Chi entra e esce dalla stessa schedina paga due volte la parte del mercato che resta all’operatore.
Goldbet — il marchio casinò-first che parla di calcio
Concessione n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
«Su tutti i campionati di calcio e su altri sport» è una formulazione che mette il calcio al centro. Il bonus di benvenuto è citato senza importo e senza condizioni, e resta un’offerta da leggere nei termini dell’operatore prima di darle un valore.
Il marchio ha anche una funzione di identificazione che vale la pena notare: la CIE tramite un provider SPID, che in pratica allarga la platea di chi può aprire il conto senza documenti cartacei. La combinazione tra un’offerta sportiva orientata al calcio e un prodotto di casinò in vetrina suggerisce un profilo più adatto al giocatore abituale che al ricercatore di mercati MLB.
NetWin — l’unico che scrive «baseball»
Concessione n. 16035, Netwin Italia S.p.a. L’app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.
Il baseball è nella lista, insieme agli esports. Tra i dieci marchi di questo confronto, NetWin nomina esplicitamente il baseball nella propria offerta sportiva, rendendo più semplice orientarsi tra i mercati disponibili e i limiti applicati.
La copertura dichiarata, quattordici discipline senza contare i virtuali, non è quella di un marchio specializzato sul baseball, ed è meglio aspettarsi un mercato 1X2 sulla partita piuttosto che una selva di prop firm da tre cifre. Resta il punto di partenza più ragionevole per chi comincia.
Il quadro che resta dai dieci
Su dieci marchi autorizzati, uno nomina il baseball nella propria offerta, uno nomina gli esports accanto al baseball, uno ha portato in Italia un modello di prezzo diverso da quello di tutti gli altri, uno imposta i limiti per giorno, uno ha il bonus più grande del confronto, uno premia la multipla. Non è una classifica: è un elenco di cinque strade diverse, e nessuna è la strada giusta per tutti.
Google e la fretta consigliano di prendere il primo conto che promette il numero più alto. L’aritmetica di questa pagina consiglia di guardare prima due cose: quante partite del campionato che ti interessa sono quotate, e quanto costa in requisiti il bonus che ti viene offerto.
Il costo di un bonus: come si calcola senza illusioni
Cos’è un requisito di puntata
I requisiti di puntata, chiamati anche rigioco, sono la condizione che trasforma un bonus in una somma da giocare più volte prima di poterla prelevare. Non risulta un tetto normativo ai requisiti di puntata in Italia, quindi l’unico posto dove leggerli è la pagina delle condizioni di quell’operatore.
La struttura cambia la sostanza. Un bonus con un requisito basso e una quota minima bassa si libera con qualche schedina; un bonus con requisito alto e quota minima alta è in pratica una mazzata sopra il tetto. La differenza la fa il prodotto dei due parametri, cioè il costo medio di ogni giocata resa necessaria.
Per il baseball, la quota minima è una vera trappola. Una quota minima alta esclude per costruzione i mercati a prezzo contenuto come un Under/Over sui totali, dove la quota raramente sale. Le condizioni di un operatore non valgono per un altro: quello che vale in un marchio non vale nei termini del marchio accanto.
Quanto costa liberare un bonus
Quando la liberazione del bonus passa dalle scommesse sportive, il costo medio si legge così: il volume che devi giocare moltiplicato per il margine del mercato su cui giochi. Il volume non sono i tuoi soldi, è il totale delle giocate che devi aver fatto prima che il bonus sia prelevabile; il margine è quello che resta al mercato su ogni unità di quel volume.
Con un margine del 5 % e un volume di 1.000 € — valore puramente illustrativo, non un requisito di un operatore di questa lista — il costo medio è di circa 50 €. È il costo di far girare il bonus, non la probabilità di vincerlo, e vale come stima media su molte giocate e non come garanzia su una singola: se il requisito non ci fosse, quei 50 € sarebbero ancora in tasca.
La quota minima è la variabile che fa il danno in questo conto. Un bonus che ti costringe a giocare a quota minima alta ti porta fuori dai mercati a prezzo basso — e quindi fuori dal baseball, dove una quota 1,80 è già generosa. Il costo medio del margine è lo stesso, ma il volume necessario a soddisfare il requisito cresce, e con esso il costo complessivo.
Il tetto alla vincita del bonus è il terzo numero da cercare. Un bonus che libera 100 € di giocate ma paga al massimo 200 € di vincita non è un’offerta da 5.000 €: è un’offerta da 200 €, con un requisito da 5.000 €. È l’unica parte del marketing che una riga di aritmetica smonta in un secondo.
Tempo e scadenza: il requisito che non si legge nei numeri
Accanto ai requisiti ci sono i tempi. Un bonus che scade in sette giorni richiede giocate ravvicinate, e in un campionato che si gioca di notte una finestra stretta non è un dettaglio organizzativo: è un vincolo sulle partite che puoi usare.
Su questo la lettura è meno matematica e più pratica. Un bonus che devi forzare in una settimana ti porta a giocare partite che non avresti scelto, e ogni partita scelta per necessità è una partita non scelta per analisi.
Il bonus visto dall’altro lato
Il bonus esiste anche perché il concessionario paghi le sue imposte, e il quadro fiscale dice qualcosa su come va letto il mercato. L’operatore versale l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa secondo l’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 (il cui numero non risulta): 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra giocate e vincite, secondo la stampa di settore. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano gli stessi tassi, prima al 43 % e al 47 %; le scommesse virtuali, quelle su eventi simulati, pagano il 24,5 % sull’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.
Per il giocatore la faccenda è diversa, e più semplice. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è in capo al concessionario: la stampa del 2024 e del 2026 parla di vincite «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: per il proprio caso, consultare un commercialista.
Per le vincite su siti non autorizzati o esteri il discorso cambia in peggio. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati od ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta, e la posizione va letta per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Questo è il vero conto del mercato non autorizzato, e non è un conto da bookmaker. Su un sito senza concessione non esiste amministrazione fiscale che ti tuteli, perché non esiste il soggetto giuridico che dovrebbe applicare la ritenuta, e la vincita arriva lorda. La parte «grossa» del mercato non autorizzato è la sua stessa ragione per stare fuori.
Le ricariche: contanti al tabaccaio
Un canale di ricarica tipicamente italiano è il punto vendita ricariche disciplinato dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024. ADM tiene un registro dei punti vendita ricariche — tabaccai, ricevitorie — che ricaricano il conto online su richiesta del titolare e previa identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.
Per un giocatore di baseball l’impatto è più grande di quanto sembri. Il contante in tabaccheria non è mai un canale di prelievo, quindi il denaro che entra in contanti può solo uscire da un conto corrente o da una carta: il percorso è a senso unico, e questa asimmetria è scritta nella legge.
Tra i canali che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM figurano carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney. L’elenco preciso è quello delle condizioni di ciascun operatore. L’uso delle criptovalute presso i concessionari ADM è una questione aperta, e non risulta una norma che nomini i canali approvati.
Un’ultima riga, che è anche un promemoria di tempi. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore non risulta confermata. La direzione è chiara, la data no.
Domande frequenti
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo sugli eventi inseriti nel palinsesto approvato da ADM, il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario che ADM autorizza evento per evento. L’operatore non è libero di quotare qualunque partita: se un incontro non è nel palinsesto, quel mercato non si scommette, per quanto la competizione sia nota.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si controlla il marchio nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, poi si legge il numero di concessione e la società concessionaria nelle condizioni dell’operatore, e si verifica che il sito .it corrisponda a quello indicato nell’elenco. La concessione è legata al sito, non al marchio.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Si moltiplica la puntata per la quota per ottenere il ritorno, e la puntata per la quota meno uno per ottenere il profitto netto: 10 € a quota 1,90 restituiscono 19 € e lasciano 9 € di guadagno. Sulle multiple le quote dei singoli eventi si moltiplicano in un unico prezzo.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si somma l’inverso di ogni quota del mercato e si divide uno per quella somma: su un mercato a due esiti a 1,90 / 1,90 il payout resta tra il 94 % e il 96 %, con l’arrotondamento a due decimali. Il margine è 100 % meno il payout, cioè tra il 4 % e il 6 % in questo esempio.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo grava sul concessionario: la stampa parla di vincite tassate alla fonte. Per le vincite su siti esteri non autorizzati l’Agenzia delle Entrate le legge come redditi diversi: consultare un commercialista.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre un aumento richiede sette giorni. AdmiralBet chiede di impostare limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco anche su base giornaliera, settimanale e mensile. La figura fissata da ADM nel bando non risulta.
Scritto dal team di «Pronosticiinfo».
