Scommesse sul basket 2026: un canestro da 3 vale più di uno da 2, e la quota lo sa

Updated Ottobre 2026
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Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026; le concessioni e gli elenchi citati sono stati verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM (ex AAMS).

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
La pallacanestro fu inventata da James Naismith nel 1891 a Springfield, nel Massachusetts.

Il basket è lo sport che i bookmaker trattano come se fosse calcio, e non lo è. Un 1X2 sul calcio ha tre esiti, uno dei quali — il pareggio — nel basket quasi non esiste: i tempi supplementari sono cinque minuti, non un’ora, e una partita non finisce mai in parità. Chi arriva dalle scommesse sul pallone e apre il palinsesto cestistico trova un’altra grammatica: mercati sui quarti, sull’handicap, sul numero di punti totali, sulle statistiche dei singoli. Non è una complicazione gratuita. È il motivo per cui le quote del basket sono, in media, più generose di quelle del calcio — e anche il motivo per cui un neofita ci lascia più soldi di quanto ne lascerebbe su una partita di Serie A.

Questa pagina non dice chi vince. Nessuno lo sa, e chi lo dice lo vende. Dice invece quali strade esistono per scommettere sul basket in Italia, cosa distingue una strada dall’altra e a chi conviene ciascuna. Tre domande decidono tutto: il bookmaker ha una concessione ADM, il palinsesto contiene davvero la pallacanestro, e i termini dell’offerta reggono alla lettura. Il resto è contorno.

La scelta prima delle quote: gioco responsabile e limiti di conto

Il primo bivio non è tra un bookmaker e l’altro. È tra un conto che hai impostato tu e un conto che si comporta come viene. Chi scommette sul basket tende a farlo d’inverno, quando il calendario è fitto — Eurolega il martedì e il giovedì, Serie A il fine settimana, NBA di notte — e la frequenza delle giocate sale senza che nessuno se ne accorga. Gli strumenti che un operatore italiano mette a disposizione prima ancora del deposito sono la risposta a quel problema, e vale la pena guardarli con la stessa attenzione con cui si guarda una quota.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Le partite NBA si compongono di quattro quarti da 12 minuti, quelle FIBA di quattro quarti da 10 minuti.

Cosa prevede la legge per gli operatori con concessione

L’articolo 15, comma 1, del Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 (il «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024) elenca ciò che ogni concessionario deve offrire: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, che il concessionario fissa in base all’età e al comportamento di gioco del cliente secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Non è una lista di buone intenzioni lasciata alla sensibilità del gestore. È una condizione della concessione, e l’ADM la vigila.

Il limite di deposito è la parte che incide più di tutte sul portafoglio. Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione: abbassarlo ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni di attesa. Quei sette giorni sono la parte intelligente del meccanismo, perché colpiscono esattamente il momento in cui una persona è meno lucida — la sera in cui ha perso e vuole rientrare.

L’autoesclusione è la seconda rete. Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme online con concessione ADM e alle sale fisiche. Chi si autoesclude presso un concessionario non può riaprire altrove il giorno dopo: il blocco è centralizzato, e questa è precisamente la differenza che un sito senza concessione non può offrire.

Quello che ogni brand scrive nei propri termini

Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il punto da leggere due volte è l’ultimo: la revoca a nove mesi introduce una via d’uscita da un blocco che prima era definitivo, e chi sceglie la forma indeterminata dovrebbe sapere che sta scegliendo una durata, non un’eternità.

Sempre Admiralbet chiede già in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La differenza rispetto a un operatore che si limita al minimo di legge sta nella granularità: tre orizzonti temporali invece di uno, e la ricarica trattata separatamente dal deposito.

bet365 organizza gli strumenti di gioco responsabile in periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero verde non è una funzione del conto e non cambia una quota. È però la riga che una persona cerca quando il problema non è più tecnico, e il fatto che sia indicata dentro il prodotto, e non solo in fondo al sito, dice qualcosa su come quel bookmaker ha organizzato le cose.

Perché questo è il primo blocco e non l’ultimo

Un lettore che arriva da «scommesse sul basket» cerca una quota. Il consiglio di guardare prima i limiti sembra il solito sermone, e invece è la scelta più concreta della pagina: la quota si può cambiare in qualsiasi momento, il limite di deposito no. Abbassarlo è immediato, rialzarlo no.

Nessuna di queste regole vale per un sito che non ha la concessione italiana: lì i limiti li decide il gestore, l’RUA non lo vede e non esiste un canale di reclamo davanti a un’autorità italiana. Chi entra in un bookmaker .com senza concessione rinuncia a tutta questa architettura in un clic. Basta saperlo.

Depositi, ricariche e tempi di accredito: i binari disponibili in Italia

Il denaro che entra nel conto e quello che ne esce hanno percorsi diversi, e per il basket la differenza conta più che per altri sport. Le giocate notturne sull’NBA, i recuperi del martedì di Eurolega, le partite che finiscono all’una di notte: chi scommette a quell’ora ha bisogno che il conto sia rifornito quando gli serve, non il giorno dopo.

I punti vendita ricariche, la via italiana al conto

L’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche: l’ADM tiene un registro (tabaccai, ricevitorie), e quei punti ricaricano il conto di gioco online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né consentire prelievi, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

Il tetto dei 100 € settimanali in contanti è il dettaglio che sfugge sempre. Vale solo per le ricariche in contanti effettuate presso il punto vendita, non per i depositi con carta o con altri strumenti, e non è un limite di deposito sul conto: sono tre cose diverse che vengono continuamente confuse. Chi deposita con carta non ha alcun tetto di questo tipo.

Carta, portafogli elettronici e bonifico

Tra i binari che le pagine di confronto riportano presso gli operatori ADM ci sono carte di credito e debito, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). L’elenco preciso per ciascun operatore sta nei suoi termini, e va letto lì: un metodo mostrato in una tabella comparativa non è un metodo garantito sul singolo conto.

Il bonifico è il binario lento e il più tracciabile. Chi preleva somme importanti lo preferisce per una ragione ovvia: c’è un bonifico con un ordinante e un beneficiario, non un movimento che sparisce in un portafoglio elettronico. Chi invece ricarica di continuo per giocare in serata sceglie la carta o il portafoglio, che sono immediati. Sono due esigenze diverse e non esiste uno strumento che le soddisfi entrambe.

Sul fronte delle criptovalute la situazione presso i concessionari ADM è aperta, e nessuna norma nota elenca i binari approvati. L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; la data di entrata in vigore non è confermata. È una norma pensata per stringere sui siti illegali, non per regolare le cripto nel mercato legale, e leggerla come se dicesse altro è un errore comune.

Prelievi: dove il confronto si ferma

Sui tempi di liquidazione nessun operatore di questo elenco pubblica un dato nella propria app, e la pagina non inventa una classifica dei prelievi veloci. Il lettore che ci tiene a un prelievo rapido fa una cosa sola che funziona: verifica nei termini del bookmaker quali metodi accettano il prelievo verso lo stesso strumento usato per il deposito, perché la corrispondenza tra mezzo di entrata e mezzo di uscita è ciò che determina, nella pratica, quanto ci mette il denaro ad arrivare.

Due regole valgono per tutti e conviene scriverle una volta sola. Senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come indicano le pagine degli operatori. E per aprire il conto BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Un conto non convalidato è denaro fermo in casa d’altri, ed è l’unico caso in cui la lentezza non dipende dal bookmaker.

Live e cash out: scommettere mentre il cronometro corre

Il basket è lo sport in cui il punteggio cambia più in fretta, e questo trasforma il live in una cosa diversa dal calcio. Un parziale di 12-0 in due minuti ribalta una partita che sembrava chiusa, e la quota che era a 4,00 un minuto prima scende a 1,60. Chi gioca live sul basket non sta guardando una partita: sta negoziando un prezzo che si sposta mentre lui decide.

Come funziona la quota che si muove

In una scommessa pre-match la quota la fissi e non cambia più. Nel live la quota viene ricalcolata a ogni azione rilevante, e questo apre due possibilità opposte. La prima è entrare a un prezzo migliore su una squadra che sta perdendo ma che il mercato considera ancora favorita: è l’operazione che tutti immaginano di saper fare. La seconda è il cash out, cioè chiudere la giocata prima che l’evento finisca, incassando quello che la posizione vale in quel momento.

Le regole sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e nessuna lista di mercati live esiste qui. Quello che si sa è che l’offerta live è presente presso tutti i grandi operatori.

Chi mette il cash out e chi no

La funzione Cash Out compare esplicitamente nell’app di Sisal, dove permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca, e in quella di SNAI, dove chiude le schedine prima della fine dell’evento. Per gli altri operatori di questo elenco le rispettive app non menzionano la funzione, e la pagina non gliela attribuisce. Il cash out non è un diritto del giocatore: è una funzionalità del prodotto, la sua disponibilità varia da mercato a mercato e nel basket dipende dall’andamento del punteggio.

Il cash out non è nemmeno gratis. L’importo che incassi è la posizione valutata meno il margine che l’operatore applica alla chiusura anticipata, e chi accetta un’offerta di chiusura lo fa accettando quel taglio. Su una multipla il conto è ancora meno intuitivo, perché il valore corrente dipende da quante partite sono già finite e da quale quota resta sulle altre.

Un’ultima nota sul formato. Sul basket il live ragiona spesso a quarti: dopo un primo tempo dominato la quota può diventare interessante per la squadra che insegue, senza che nulla sia cambiato nella partita. È l’errore in cui cade più spesso chi arriva dal calcio, dove il mercato del secondo tempo si comporta diversamente.

Consigli, metodo e algoritmo: cosa si può controllare e cosa no

Chi cerca «come vincere alle scommesse di basket» cerca una cosa che non esiste. Non c’è un algoritmo che produce vincite, e nessun metodo documentato batte stabilmente il mercato. Quello che esiste, e che conviene padroneggiare, è la gestione del denaro e la comprensione della probabilità implicita in una quota.

Il bankroll e la dimensione della puntata

Il bankroll è la cifra che hai deciso di destinare al gioco, considerata come una somma unica da non integrare. Il criterio operativo più diffuso la divide in unità di puntata, con l’idea che nessuna singola giocata debba poter incidere in modo significativo sull’insieme. Non è una regola matematica dimostrata, è una disciplina, e serve a evitare la cosa che uccide davvero i conti: aumentare la puntata dopo una perdita.

Sul basket questa disciplina è più difficile da tenere che sul calcio, per un motivo di calendario. Le partite sono tante, ravvicinate, distribuite su fusi diversi, e la tentazione di recuperare la serata con un’altra giocata è costante. Chi punta a mano libera troverà sempre una partita NBA alle tre di notte.

Algoritmo, tendenze e il mercato che le legge prima di te

I pronostici automatizzati esistono, e sono in circolazione: modelli che incrociano statistiche, ritmo di gioco, assenze e riposo. Il problema è che quelle stesse informazioni sono dentro la quota prima che tu la veda. Una squadra che arriva da un back-to-back in trasferta ha una quota che tiene già conto della stanchezza; l’algoritmo che te lo segnala non ha trovato una inefficienza, ha trovato quello che il bookmaker aveva già prezzato.

Una tendenza statistica reale — per esempio la frequenza con cui due squadre finiscono sotto il totale punti proposto — non è una previsione dell’Under nella partita di stasera. È una regolarità osservata su un campione passato, che il mercato conosce e che viene prezzata. Conoscere una tendenza aiuta a capire perché una quota sta dove sta; scommetterci sopra come sistema è un passatempo, non un mestiere.

Cosa fare, in concreto, quando si apre il palinsesto

La sequenza utile è corta. Si legge il mercato che si vuole giocare e si identifica esattamente cosa deve accadere per vincere — non è banale, su un handicap la gente sbaglia regolarmente. Si confronta la quota con la probabilità che si assegna all’evento, e se la quota non paga abbastanza non si gioca. Si controlla che il palinsesto del bookmaker contenga davvero quella partita, perché il palinsesto è approvato dall’ADM e gli eventi vengono aggiunti uno per uno: una competizione straniera che non si trova sul sito può semplicemente non essere autorizzata, non essere nascosta male.

È una differenza importante rispetto a un articolo sul calcio. Nella pallacanestro le competizioni sono tante e minori, il calendario cambia, e una gara di campionato estero può non essere sul palinsesto italiano. Prima di costruire un ragionamento su una partita, controlla che quella partita sia giocabile.

1X2, handicap e tipi di giocata: come si legge la schedina

Qui si concentra la vera differenza tra basket e calcio, e conviene partire dalla cosa più fraintesa: il bookmaker su una partita di pallacanestro non ti fa pagare solo l’esito. Ti fa pagare un esito che deve accadere entro un margine preciso, e su questo ci costruisce un mercato che nel calcio non ha senso.

L’1X2 e il problema della X

Il mercato 1X2 sul basket esiste — l’app Betsson cita tra i propri mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo — e nell’1X2 cestistico la X indica sostanzialmente la parità al momento in cui il mercato si chiude, che su una partita che va ai supplementari è una condizione temporanea. È un mercato che esiste per abitudine e per chi arriva dal calcio, non perché sia il modo più efficiente di prezzare una partita di basket.

Handicap: colmare il divario tra due squadre

L’handicap è il mercato che rende giocabile una partita sbilanciata. Si applica una correzione al punteggio di una delle due squadre — una riceve un vantaggio in punti, l’altra lo concede — e il mercato diventa sostanzialmente una sfida alla pari. La cosa da capire è che l’handicap non è un pronostico mascherato sulla differenza punti: è un prezzo, e la linea si sposta quando il denaro arriva da una parte sola.

Su una partita con un favorito netto, l’handicap è la differenza tra una quota che non ha senso (il favorito a 1,10) e una quota interessante (il favorito a 1,90 con un handicap da coprire). Il costrutto è noto anche con la sigla HH, che i motori di ricerca associano spesso alle scommesse sul basket. In una partita che si decide all’ultimo possesso, coprire nove punti di handicap è un’altra scommessa rispetto a vincere.

Totali, combo e la schedina costruita da te

Il mercato dei totali chiede se il punteggio complessivo starà sopra o sotto una soglia decisa dal bookmaker, e nel basket è spesso più discorsivo del mercato sull’esito: dipende dal ritmo di gioco, dal tiro da tre, dai falli. La funzione My Combo di SNAI permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica. Combinare mercati della stessa partita moltiplica il rischio in modo non ovvio, perché gli esiti sono correlati: se la partita finisce in volata, il totale e l’handicap si muovono insieme, non in modo indipendente.

Il margine del bookmaker, cioè quello che resta sul tavolo

Una quota non è una probabilità. È una probabilità con un sovrapprezzo incorporato, e quel sovrapprezzo è il compenso del bookmaker. Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 — un esempio illustrativo, non un prezzo quotato — la quota di ritorno si legge sommando gli inversi delle quote e facendone il reciproco. Un nono più un nono fa circa 0,5263; il reciproco è circa 1,90, cioè il 95 % circa. Il margine trattenuto dal bookmaker è il resto, all’incirca 5 %.

Vale la pena mettere il numero in chiaro: su 100 € giocati su quel mercato, poco meno di 95 € tornano indietro sotto forma di vincite, in media e sul lungo periodo. Non stiamo parlando di una singola scommessa, dove il risultato sarà zero o 190 €, ma di quello che resta al banco quando le giocate si contano a migliaia. È la ragione per cui nessun metodo di puntata trasforma un gioco con margine in un investimento.

Il margine è anche il motivo per cui la scelta del mercato conta più della scelta della squadra. Il dato sui 1,90/1,90 è la misura di un mercato a due vie; su un 1X2 a tre vie le quote che trovi sul basket sono in genere più alte e la percentuale di ritorno scende, mentre su un mercato molto liquido e a due esiti — un totale punti, un handicap — il margine tende a essere più stretto. Su un mercato a tre esiti con quote intorno a 2,60 per ogni segno, la somma degli inversi supera l’unità molto più di quanto accada sul mercato a due vie, e il margine trattiene una fetta più larga di ogni puntata. Chi confronta due bookmaker guardando solo la quota della propria squadra vede metà della questione: la differenza vera la fa la larghezza del margine, e quella si vede solo leggendo l’intero mercato.

Competizioni, calendario e cosa si può davvero giocare

Il basket è, tra gli sport trattati dai bookmaker italiani, quello con il calendario più frammentato: campionati nazionali che si sovrappongono, coppe europee infrasettimanali, una lega americana che gioca di notte. Capire quale competizione si sta guardando è metà del lavoro, e per una ragione che non è solo organizzativa.

Il calendario che decide quando si gioca

Le partite NBA si compongono di quattro quarti da 12 minuti, quelle FIBA di quattro quarti da 10 minuti, e i tempi supplementari durano cinque minuti. La differenza tra i due regolamenti non è un dettaglio da manuale: cambia il numero di possessi, quindi il punteggio atteso, quindi la linea dei totali. Una partita FIBA da 40 minuti effettivi e una partita NBA da 48 non si prezzano con lo stesso metro, e chi passa da una all’altra senza accorgersene sta confrontando due cose diverse.

Per collocare la competizione nel calendario conviene tenere a mente due cose che sembrano fuori tema. La pallacanestro fu inventata da James Naismith nel 1891 a Springfield, nel Massachusetts, e la prima partita è datata 21 dicembre 1891. E la pallacanestro maschile entrò per la prima volta ai Giochi di Berlino 1936, quella femminile nel 1976, mentre il basket 3×3 è disciplina olimpica dal 2020. Quest’ultimo dato ha una conseguenza pratica: il 3×3 è un formato diverso, con regole proprie e partite cortissime, e i mercati costruiti su di esso non si leggono come quelli del basket a cinque.

Le squadre in campo e cosa guardare

Ogni squadra ha cinque giocatori in campo alla volta, con sostituzioni illimitate durante le interruzioni. Il canestro è a 10 piedi (3,05 m) dal campo a quasi tutti i livelli di competizione. Un canestro dal campo vale 2 punti, o 3 se tirato da oltre la linea dei tre punti, e un tiro libero vale 1 punto.

Sono dati elementari, e servono a leggere le quote. Il valore del tiro da tre spiega perché il mercato dei totali sul basket sia così sensibile: una squadra che tira bene da fuori alza il punteggio di venti punti senza cambiare nulla del proprio impianto di gioco. E le sostituzioni illimitate significano che il minutaggio dei singoli è una variabile molto più fluida che nel calcio, il che rende i mercati sui giocatori — quelli che qualche operatore offre — meno prevedibili di quanto sembrino.

Quali competizioni entrano nel palinsesto

Sul fronte internazionale, due app raccontano due filosofie diverse. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). L’app Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La prima punta sull’ampiezza, la seconda sulla profondità nel calcio.

Chi cerca basket trova più sostanza altrove. Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket: lo streaming sul basket è una funzione concreta, perché consente di seguire la partita mentre la quota si muove. L’app NetWin propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.

Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Gli eventi simulati — la definizione normativa parla di «scommesse su eventi simulati» per gli avvenimenti sportivi, ippici e di altro tipo riprodotti con animazione o con un evento reale preregistrato — sono ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive, e le sezioni «Virtuali» dei siti ci rientrano. Non sono basket, ma nella notte tra martedì e mercoledì sono la cosa che assomiglia di più a una partita giocabile.

Sul basket per eccellenza le due competizioni che un lettore italiano cerca sono l’Eurolega e l’NBA, e su entrambe la sostanza sta nei mercati più che nel numero di partite. Vale però la regola generale: il palinsesto è il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’ADM, e una gara può semplicemente non esservi inclusa. Nel settembre 2026 l’ADM ha autorizzato la Setka Cup, un circuito di tennistavolo, con bet365 primo partner. È il segno di come funziona l’autorizzazione: evento per evento, non a blocchi di sport.

La classifica: dieci piattaforme con concessione ADM a confronto

Un elenco ordinato è comodo e ingannevole. Comodo perché mette dieci nomi in fila e il lettore sceglie. Ingannevole perché l’ordine dipende da criteri che non sono una misura assoluta, e perché essere in un elenco non è una qualifica: la posizione in una classifica non è una concessione, e la concessione non è una classifica.

Piattaforma Concessione ADM e concessionario Cosa prevede la concessione sul gioco a distanza
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Un sito .it autorizzato e un codice di concessione pubblicato nell’elenco ADM
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Un sito .it autorizzato e un codice di concessione pubblicato nell’elenco ADM
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Concessione a distanza con strumenti di autoesclusione e limiti di conto
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Concessione valida su più siti: la stessa società gestisce anche altri domini .it
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Un sito .it autorizzato, con la concessione riferita al singolo dominio
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Concessione riferita al dominio, non alla società: GBO Italy ne detiene più di una
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Concessione a distanza con limiti di deposito e autoesclusione RUA
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Concessione a distanza con accesso al Registro Unico degli Autoesclusi
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Concessione a distanza: la stessa società detiene anche un’altra concessione
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Concessione a distanza con strumenti di pausa e limiti di versamento

Tre cose si vedono subito, e nessuna delle tre è nell’ordine delle righe. La prima è che il concessionario quasi mai porta il nome del marchio: dietro Lottomatica c’è Goldbet Better Organization Italy, dietro Betsson e StarCasinò c’è Azzurri Limited, dietro Bwin c’è Eurobet Italia. Il nome del concessionario è quello da cercare nei termini, non quello in grande sulla home page. La seconda è che la concessione è per sito, non per azienda. Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, e questo significa che il marchio che vedi e la concessione che lo copre sono due cose che coincidono solo per convenzione. La terza è la più importante per chi legge una classifica: l’elenco ADM non ha una colonna per i giochi. Un nome presente è un nome autorizzato per il gioco a distanza, non la prova che quel sito offra scommesse sportive. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, allo scambio e al bingo in qualsiasi combinazione. Che ci sia il basket lo dice il sito dell’operatore, non l’elenco.

E la lista non esaurisce il mercato: esistono altri concessionari oltre a questi dieci. Un marchio assente da questa tabella non è per questo privo di concessione, e questa pagina non lo tratta come tale.

Fondamenti: come nasce una quota sul basket

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Nella pallacanestro un canestro dal campo vale 2 punti, o 3 se tirato da oltre la linea dei tre punti, e un tiro libero vale 1 punto.

Panoramica e meccanismo: quello che una quota cestistica contiene

Una quota è un prezzo, e come ogni prezzo contiene un ricarico. Sul basket quel ricarico ha una misura che cambia con il mercato, ed è la ragione per cui due bookmaker possono offrire la stessa partita con numeri diversi senza che nessuno dei due stia sbagliando.

Perché il basket si prezza diversamente dal calcio

Un mercato a due esiti, come il totale punti o l’handicap, ha una struttura che permette al bookmaker di lavorare con margini più stretti di quanto faccia su un 1X2 a tre vie. Non è generosità: è aritmetica. Con tre esiti da prezzare, la somma degli inversi delle quote tende a superare l’unità più di quanto accada con due, perché ogni esito porta con sé il proprio cuscinetto di incertezza. Il risultato è che il mercato cestistico più liquido è anche, in genere, quello dove il gioco costa meno.

Questo non significa che il basket convenga. Significa che conviene sul mercato giusto e con il bookmaker giusto, il che è una frase sgradevole ma vera. La stessa partita letta in due mercati diversi è due prodotti diversi con due prezzi diversi.

Il numero che non conta da solo

C’è un errore ricorrente che vale la pena smontare una volta per tutte. Il lettore guarda la quota della squadra che vuole giocare, la confronta tra due bookmaker, e sceglie quella più alta. Ha fatto la cosa giusta per metà. La quota più alta su un mercato può accompagnarsi a quote più basse sugli altri esiti dello stesso mercato, e la somma delle tre è quello che determina il costo reale della giocata.

L’esempio dei due esiti a 1,90 è utile proprio per questo: le due quote sono identiche e simmetriche, e il margine del 5 % circa è quello che resta sul tavolo. Quando le due quote non sono simmetriche, il margine è più difficile da vedere a occhio e più facile da nascondere. Una quota di richiamo a 2,00 su un esito si accompagna spesso a un altro esito prezzato a 1,75, e il margine su quel mercato sale senza che nessuna delle due cifre, guardata da sola, sembri cattiva. Il calcolo è sempre lo stesso: si sommano gli inversi di tutte le quote, si prende il reciproco e si sottrae da 1.

Dove il numero non dice niente

Un margine stretto su un mercato poco liquido non è un vantaggio se poi il mercato non permette di puntare la cifra che interessava, o se può essere sospeso senza preavviso durante l’evento. Sul live questo conta in modo particolare, perché il prezzo si muove e il momento utile può durare secondi. Il costo vero di un’offerta non sta solo nella quota: sta nelle condizioni che ne accompagnano l’uso.

E qui si chiude il cerchio con il primo blocco di questa pagina. Un limite di deposito ridotto non cambia il margine di un mercato. Cambia quante volte quel margine ti passa davanti, e quello, sul lungo periodo, conta di più.

Scegliere un percorso legale: concessioni, RUA e cosa resta fuori

Un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione ADM (ex AAMS) per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un dominio .it. Questa è la regola, e da essa discende tutto il resto: i limiti, l’RUA, la vigilanza, il foro competente.

Come si verifica se un bookmaker ha la concessione

Il test è uno solo e non richiede competenze: l’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza. Letto il 25 ottobre 2026, contiene 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Non è una lista di marchi: è una lista di siti autorizzati, e va letta così.

Il lettore che vuole fare la verifica per conto proprio apre l’elenco e cerca il dominio. Se non lo trova, ha la risposta. Le concessioni sono «concessioni» assegnate con gara pubblica, non licenze aperte: il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Sotto l’articolo 6, comma 3, i vincitori possono gestire una o più delle attività elencate per un massimo di nove anni, senza rinnovo.

Un dettaglio vale la pena di essere detto, perché circola come argomento a favore di nomi che non stanno sull’elenco. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe alla data del 25 ottobre 2026. Non è una opinione: è una riga assente in una lista pubblica.

Il RUA e le tutele che non seguono il giocatore

Il Registro Unico degli Autoesclusi è la tutela che una concessione porta con sé e che un sito senza concessione non può replicare. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì non è protetto da nulla.

Vale la pena dire con precisione cosa l’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 mette in campo, perché è il pezzo che riguarda direttamente il giocatore. L’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali collegati ai concessionari e quello dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco opera a livello di DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Il verbo tecnico è «oscurati».

La regola che riguarda chi gioca, non solo chi pubblicizza

L’articolo 4 della Legge 13 dicembre 1989, n. 401, come l’ADM stessa lo riporta il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero. E aggiunge una frase che molti giocatori non hanno mai letto: anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda non è noto qui, e nessun caso contro un giocatore è noto. La norma, però, esiste ed è scritta dall’autorità.

Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero. Sono due norme distinte e vanno tenute distinte: una colpisce chi offre, l’altra chi partecipa.

L’onestà del confronto

La differenza tra le due strade si riassume così. Una concessione ADM porta il RUA, la vigilanza dell’ADM, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, come dichiara l’ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale.

I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore. La zona offshore è non protetta, e questa pagina non nomina alcun marchio che vi operi né dettagli su metodi di deposito o bonus. Non è prudenza: è che quei dettagli non sono verificabili davanti a nessuna autorità italiana.

Cosa non si può sapere, e dove guardare

Alcune cose restano aperte, e il lettore deve sapere quali. Le regole dell’ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note; non esiste qui una lista dei mercati live. Quali sport e tipi di giocata contengano effettivamente i palinsesti approvati non è noto nel dettaglio. Un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non è noto: gli strumenti che vincolano davvero sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito che scegli in registrazione. E la figura del limite di deposito che l’ADM fissa nel bando è essa stessa non nota.

Su una cosa la legge è invece precisa, e riguarda la pubblicità. Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla Legge 96/2018, è in vigore, e l’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. L’AGCOM lo fa rispettare, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta di modifica, un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, non è legge: l’esito non è noto e il divieto è in vigore alla data di verifica.

Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un bonus. Nessun tetto statutario ai bonus e nessun tetto al rigioco è noto, quindi importi, requisiti di puntata e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Ed è esattamente lì che va guardata l’offerta.

I dieci operatori con concessione ADM, uno per uno

Le schede che seguono descrivono quello che ciascun operatore dichiara nella propria app e nei propri termini. Non sono un invito a giocare, non sono un ordine di preferenza, e il fatto che un brand non compaia in una scheda su un certo punto non significa che quel punto gli manchi: significa che questa pagina non lo afferma.

William Hill — l’Extra Bet Club legato alla Serie A

La concessione è la n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, su un dominio .it proprio. Il marchio è tra i più noti del mercato italiano, e la sua offerta strutturata in questo momento non riguarda il basket ma il calcio: l’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

Vale la pena tradurre quei numeri in una frase. Cinque eventi a quota totale minima 10.0 non è una multipla scritta per caso: è una costruzione che richiede di mettere insieme cinque pronostici, e la probabilità di azzeccarli tutti è il prodotto delle singole probabilità. La freebet arriva fino a 100 €, cioè venti settimane di partecipazione, e la freebet è per definizione un importo che si gioca — non denaro che si preleva. Chi costruisce queste multiple per il gusto di farlo troverà l’iniziativa sensata; chi lo fa per incassare 100 € sta pagando 400 € di giocate per una freebet che vale meno di quella cifra.

Il punto forte è la chiarezza del meccanismo: la soglia è dichiarata, la quota minima è dichiarata, il tetto è dichiarato. Il punto debole, per un lettore arrivato qui dal basket, è che l’iniziativa non lo riguarda. La struttura è competitiva su un terreno che non è il suo.

Betsson — il catalogo largo e i mercati che contano

Concessione n. 16027, Azzurri Limited, dominio .it proprio. La concessione è la stessa società che sta dietro un altro marchio di questo elenco, un dettaglio che vale la pena ricordare quando si confrontano due brand e si immagina che siano concorrenti indipendenti.

L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È la fotografia di un operatore generalista: il calcio al centro, il basket dentro il catalogo. Sul fronte cestistico l’app non documenta iniziative dedicate, e questa pagina non gliene attribuisce. Il valore di un catalogo ampio è che trovi la partita di Eurolega meno ovvia senza doverti spostare; il costo è che su quella partita il numero di mercati disponibili tende a essere quello standard.

Per il lettore che alterna basket e calcio nella stessa serata è una scelta sensata. Per chi cerca profondità su un singolo campionato minore, il catalogo largo non è la stessa cosa della specializzazione.

AdmiralBet — l’architettura dei limiti più dettagliata del gruppo

Concessione n. 16048, Admiral Bet S.r.l. È il brand che in questo elenco scrive nei propri termini la struttura di tutele più articolata che si legga qui.

L’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione il sito chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con un limite ridotto efficace immediatamente e uno aumentato dopo 7 giorni.

Il dettaglio che colpisce è la separazione tra ricarica e spesa. Sono due cose diverse — quanto denaro entra nel conto e quanto se ne gioca — e trattarle separatamente significa che un cliente può limitare la seconda senza toccare la prima, o viceversa. È una granularità che non tutti gli operatori offrono, e per chi ha un rapporto complicato con la frequenza delle ricariche è la differenza tra uno strumento utile e uno decorativo.

Sul basket il marchio non documenta iniziative proprie in questa sede. La ragione per sceglierlo, se ce n’è una, sta nell’architettura dei limiti, non nelle quote.

Eurobet — il palinsesto più largo d’Italia

Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. È la società che detiene più concessioni in questo elenco: oltre a Eurobet, gestisce anche Bwin e Gioco Digitale, il che riporta alla regola della concessione per sito e non per azienda.

L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). È l’elenco più eterogeneo che un’app di questo gruppo presenti.

Il basket sta dentro un’offerta che comprende gli scacchi e le elezioni, il che dice qualcosa sulla filosofia: l’ampiezza come criterio. Per un lettore che scommette su più sport e non vuole cambiare conto, è comodo. Per chi cerca il mercato cestistico più profondo, l’ampiezza non è la stessa cosa della profondità, e i mercati che l’app documenta restano quelli generali.

Lottomatica — live, risultati e streaming

Concessione n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota come GBO Italy. Attenzione alla stranezza: Lottomatica è un marchio, e il concessionario è la stessa società che gestisce Goldbet, la scheda che segue. Sono due concessioni distinte per due domini distinti.

L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Lo streaming è la funzione che cambia l’esperienza del live: senza vedere la partita, una quota che si muove è un numero che balla; con lo streaming diventa un’informazione.

Rispetto a Eurobet, la scelta è opposta: meno sport, più profondità sul calcio. Un lettore che scommette prevalentemente sul basket e in modo live troverà l’impianto tecnologico utile — risultati in tempo reale, diretta — ma dovrà verificare di persona quanto l’offerta cestistica sia ampia, perché l’app non lo documenta in modo specifico.

Goldbet — schede Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi

Concessione n. 16009, sempre Goldbet Better Organization Italy S.p.a. La sovrapposizione societaria con Lottomatica è la cosa più interessante di questa scheda.

L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La struttura dei tipi di giocata è esplicita e completa: c’è il sistema, che nel basket è uno strumento interessante perché consente di sbagliare una parte dei pronostici senza perdere tutto.

Sul fronte dell’identificazione, l’apertura del conto passa anche per SPID e CIE, oltre alla registrazione classica. Non è una nota di colore: è la differenza tra un conto attivo in pochi minuti e uno bloccato in attesa di convalida.

Chi arriva da Lottomatica si troverà in un ambiente quasi identico, con un altro nome. È esattamente quello che la struttura delle concessioni prevede, e conviene non stupirsene.

Sisal — oltre 15.000 eventi live e streaming sul basket

Concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Nel basket è, tra queste schede, la più esplicita.

L’app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Il basket è nominato tra gli sport trasmessi in streaming, e questo è un dato concreto per chi gioca live: significa poter vedere la partita mentre si decide la giocata.

Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Quei mercati sono chiaramente costruiti sul calcio — Goal, No Goal, tiri in porta, rigori ed espulsioni sono vocabolario calcistico, e sul basket non hanno equivalente diretto. Il lettore cestista trova qui lo streaming e il cash out, non i mercati dedicati.

Il bonus di benvenuto richiede di essere titolare di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.

Verdetto: se la partita che ti interessa non la trovi in diretta altrove, questa è la scheda che nomina il basket tra gli sport trasmessi, e il cash out c’è. Il resto dell’offerta parla un’altra lingua.

NetWin — il catalogo più insolito, con gli esports

Concessione n. 16035, Netwin Italia S.p.a. È la scheda con la combinazione di sport più fuori dal coro.

L’app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. Gli esports accanto al basket dicono molto del posizionamento: è un catalogo pensato per un pubblico giovane e trasversale, che salta da un campionato all’altro senza gerarchie.

Sul basket l’app non documenta mercati dedicati oltre a quelli generali, e questa pagina non gliene attribuisce. L’elemento distintivo è la frequenza: eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti significano che l’attesa tra due giocate è brevissima, il che è comodo e pericoloso nella stessa misura.

Chi cerca un bookmaker dove l’offerta cestistica conviva con gli esports e con i virtuali trova qui la combinazione, che in questo elenco non ha equivalenti. Chi cerca il contrario, un ambiente più tradizionale e più lento, la troverà altrove.

StarCasinò — il marchio casinò-first con uno sportsbook

Concessione n. 16026, Azzurri Limited — la stessa società dietro Betsson, un dettaglio che ridimensiona l’idea di due concorrenti separati.

L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. È il ritratto di un operatore casinò-first: lo sport c’è, ed è descritto come un’aggiunta al prodotto principale.

Per un lettore che arriva da «scommesse sul basket» questa è la scheda con la corrispondenza più bassa: l’app non documenta un’offerta cestistica specifica, non nomina il basket, e il cuore del prodotto sta altrove. Ha senso per chi cerca un conto unico che copra anche il casinò, e non ha senso per chi cerca il mercato cestistico migliore.

Il nome lo dice: il casinò viene prima. Chi lo sceglie perché vuole basket, sta scegliendo il conto sbagliato.

bet365 — il partner globale che nomina il basket

Concessione n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc. È il marchio con il profilo internazionale più marcato di questo elenco.

bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Il basket è nominato esplicitamente tra gli sport coperti, insieme al tennis e al golf, e la copertura è sia pre-match sia live. In più l’operatore organizza strumenti di gioco responsabile che includono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia.

La partnership con la Champions League è un dato di posizionamento, non un vantaggio cestistico. Il vantaggio cestistico sta nella combinazione tra il basket nominato esplicitamente e un’offerta live strutturata, che è quello che serve a chi gioca durante le partite.

Se il criterio è la presenza del basket in entrambe le modalità — pre-match e live — questa è la scheda che lo dichiara senza ambiguità. È anche il brand che l’ADM ha indicato come primo partner per l’autorizzazione della Setka Cup nel settembre 2026, che dice qualcosa sulla rapidità con cui l’operatore aggiunge eventi al palinsesto.

Il costo di un’offerta: la puntata, la quota e la tassa

Un ultimo conto, che è quello che nessuno mette in vetrina. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta grava sul concessionario: la stampa specializzata le descrive come «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la raccomandazione di consultare un commercialista.

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, disciplinata dall’articolo 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote (prima: 43 % e 47 %), e le scommesse virtuali pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.

Quelle aliquote non sono un costo per il giocatore e non vanno sommate al margine del bookmaker per costruire una tassa finale: sono due cose diverse, una che grava sull’operatore e una che è incorporata nella quota. Chi legge il 24,5 % e lo interpreta come una trattenuta sulla propria vincita ha capito male il meccanismo.

Diverso è il caso delle vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’articolo 69 del TUIR per l’intero ammontare percepito senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va riassunta così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.

Il quadro mette la scelta di un operatore nella sua luce vera. Un conto con concessione ADM fa arrivare la vincita al lordo delle imposte e in un quadro già assolto, mentre un conto estero scarica sul giocatore tutti gli obblighi dichiarativi, senza la certezza dell’aliquota. Sono due percorsi, e il secondo costo non si vede mai nel momento in cui si effettua il deposito.

Domande frequenti sulle scommesse sul basket

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo su quelli del palinsesto approvato, cioè il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e autorizzato dall’ADM, che aggiunge gli eventi uno per uno. Un rendimento tutto italiano: se una partita di un campionato estero non compare nel palinsesto, non è giocabile, e non c’è nulla da cercare meglio.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM e si cerca il dominio .it. Alla data del 25 ottobre 2026 l’elenco ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051. La lista non ha una colonna per i giochi: la presenza del nome non dimostra da sola un’offerta di scommesse sportive.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita lorda è la puntata moltiplicata per la quota decimale: su 10 € a 1,90 tornano 19 €, di cui 9 € di profitto. Su una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano e formano un prezzo unico, che cresce molto più rapidamente del numero di giocate aggiunte.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi di tutte le quote dello stesso mercato e si prende il reciproco: con due esiti a 1,90 per uno, il risultato è intorno al 95 %, e il margine è la parte restante, quindi circa il 5 %. Su un mercato a tre esiti la somma degli inversi cresce e il margine con essa.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Presso un concessionario ADM l’imposta unica grava sull’operatore, non sul giocatore, e la stampa specializzata descrive le vincite come «tassate alla fonte» e non dichiarabili. È una ricostruzione non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, e conviene consultare un commercialista. Aliquote diverse valgono per i siti esteri.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Al momento della registrazione scegli un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in iscrizione. Abbassarlo ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni di attesa. A monte, l’articolo 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 impone limiti su tempo, spesa e perdita.

Preparato dagli editori di «Pronosticiinfo».

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